Una giornata a Tonezza del Cimone può significare una salita in bici, un sentiero nel bosco o un itinerario tra le testimonianze della Grande Guerra. Il punto non è soltanto raggiungere un paese di montagna, ma capire come usare l’altopiano, i passi della Vena e i collegamenti verso i Fiorentini per costruire un’uscita adatta al proprio livello.
Un altopiano vicentino perfetto per esplorare monti e valli
- Quota del centro intorno ai 991 metri, con il Monte Cimone che raggiunge 1.226 metri.
- Passi più interessanti il Passo della Vena di Sotto a 1.496 metri e quello della Vena di Sopra a 1.536 metri.
- Attività principali escursionismo, ciclismo su strada, mountain bike, ciaspolate e sport invernali.
- Percorso facile il sentiero naturalistico Excalibur, adatto anche alle famiglie.
- Periodo migliore da maggio a ottobre per bici ed escursioni, con verifiche sulle condizioni della neve in inverno.

Che cos’è davvero Tonezza del Cimone
La prima distinzione è utile. Tonezza del Cimone è soprattutto un comune della provincia di Vicenza e un altopiano delle Prealpi Vicentine, non un unico valico da attraversare in automobile o in bicicletta. Per chi arriva da fuori, però, il nome è legato a una rete di strade, passi e percorsi che collegano la Val d’Astico all’Altopiano dei Fiorentini e alla zona di Folgaria.
Il centro abitato si trova a circa 991 metri di quota, in una posizione più dolce rispetto alle cime vicine. Il Monte Cimone di Tonezza arriva a 1.226 metri e conserva una forte memoria storica, perché fu coinvolto nei combattimenti della Prima guerra mondiale. Questa combinazione di boschi, panorami e testimonianze militari rende la zona interessante anche per chi non cerca una semplice escursione sportiva.
Io la considero una destinazione equilibrata. Non offre soltanto una salita impegnativa o un panorama da fotografare, ma permette di alternare attività diverse nella stessa giornata. Si può pedalare al mattino, camminare nel pomeriggio e concludere l’uscita con una visita ai luoghi della memoria.
I passi da non confondere
Il riferimento più importante per ciclisti ed escursionisti è il Passo della Vena. La strada provinciale della Vena supera il Passo della Vena di Sotto, a 1.496 metri, e quello della Vena di Sopra, a 1.536 metri. Il tratto complessivo della provinciale misura circa 4,4 chilometri e costituisce un collegamento in quota verso l’area dei Fiorentini.
Il vicino Passo Coe appartiene invece al sistema di collegamento con Folgaria e il Trentino. Per questo, quando si pianifica un giro, conviene controllare bene il punto di partenza e il valico scelto. Confondere il centro di Tonezza con i passi più alti può trasformare una passeggiata tranquilla in un itinerario molto più lungo.
I sentieri più interessanti per camminare
Il modo migliore per conoscere l’altopiano è procedere a piedi. I percorsi attraversano faggete, strade forestali e vecchie vie militari, con difficoltà molto diverse tra loro. Il portale regionale Veneto indica il sentiero Excalibur come una delle proposte più accessibili, mentre l’itinerario verso il Monte Caviojo richiede maggiore preparazione.
Sentiero Excalibur per una prima uscita
Il sentiero naturalistico Excalibur è la scelta più semplice per una camminata senza grandi pretese tecniche. Attraversa il bosco con finalità didattico-naturalistiche ed è adatto a famiglie e camminatori occasionali. Non lo sceglierei per allenarmi, ma per prendere confidenza con l’ambiente, osservare il bosco e camminare senza affrontare un dislivello eccessivo.
Monte Cimone e sentiero CAI 547
Il sentiero CAI 547 permette di raggiungere il Monte Cimone partendo dal centro, evitando buona parte della strada asfaltata. Il percorso passa tra faggete e luoghi legati alla storia militare, fino all’area dell’ossario. È un itinerario più completo, perché unisce natura, dislivello e memoria storica.
Qui il mio consiglio è semplice: non valutare la difficoltà solo in base alla quota della cima. Il terreno può essere umido, scivoloso o poco agevole dopo piogge e nevicate. Scarpe con suola scolpita e una traccia aggiornata fanno più differenza di una buona velocità di cammino.
Monte Caviojo e percorsi storici
Il sentiero verso il Monte Caviojo è più adatto a chi ha già esperienza. In alcuni tratti si incontrano gallerie militari e passaggi che richiedono attenzione, soprattutto con terreno bagnato o in condizioni invernali. Non è il percorso da improvvisare con scarpe da ginnastica e una mappa poco dettagliata.
L’area conserva anche cimiteri militari, fortificazioni e tratti dell’Alta Via della Grande Guerra. Una tappa ufficiale del cammino parte da Tonezza e arriva al piazzale Principe di Piemonte con circa 15,2 chilometri e un tempo indicativo di circa cinque ore, escluse le soste. È una proposta interessante per una giornata piena, ma va organizzato il rientro se non si vuole percorrerla in senso inverso.
Come vivere la zona in bicicletta
Per la bici da strada, Tonezza è interessante soprattutto come base di salita. Le strade che arrivano dall’area della Val d’Astico offrono un approccio progressivo, mentre il passaggio verso la Vena e i Fiorentini aggiunge quota e rende il giro più impegnativo. Non la definirei una destinazione da principianti assoluti, a meno di scegliere una distanza breve e gestire bene il rapporto tra salita e rientro.
| Tipo di bici | Itinerario consigliato | Difficoltà | Cosa considerare |
|---|---|---|---|
| Bici da strada | Salita verso Tonezza dal fondovalle | Media | Dislivello continuo e rientro da pianificare |
| Bici da strada | Tonezza, Passo della Vena e Fiorentini | Medio-alta | Quota superiore ai 1.500 metri e meteo più variabile |
| Mountain bike | Strade forestali e vie militari dell’altopiano | Media | Fondo irregolare, fango e tratti da verificare localmente |
| E-bike | Anelli tra il centro, le contrade e i Fiorentini | Variabile | Autonomia della batteria e disponibilità di ricarica |
La SP 136 della Vena è il tratto più caratteristico per chi vuole pedalare in quota, ma non va affrontata come una strada panoramica priva di rischi. In alcuni periodi possono esserci limitazioni dovute a neve, frane o lavori. Prima di partire controllo sempre viabilità, previsioni e stato del fondo, soprattutto fuori dall’estate.
Con una mountain bike sceglierei invece le strade militari e forestali soltanto dopo aver verificato il fondo. Una gravel può funzionare su sterrati compatti, ma non sostituisce una mountain bike nei tratti sconnessi o fangosi. È uno dei casi in cui il mezzo “versatile” rischia di essere semplicemente un compromesso poco efficace.
Quando andare e come organizzare la visita
Da maggio a ottobre l’altopiano offre le condizioni più favorevoli per camminate e ciclismo. Giugno e settembre sono spesso i mesi più piacevoli per chi preferisce temperature moderate e minore affollamento, mentre luglio e agosto sono indicati per chi cerca giornate più lunghe e maggiore disponibilità di servizi.
In primavera il terreno può restare umido nei boschi e la neve può comparire ancora sui passaggi più alti. In autunno i colori sono splendidi, ma la luce cala presto e i sentieri possono diventare scivolosi. In inverno entrano in gioco ciaspole, sci di fondo e altre attività sulla neve, sempre dopo aver controllato apertura degli impianti, viabilità e bollettini locali.
Arrivare in auto
Per una visita autonoma l’auto è generalmente la soluzione più pratica, perché molte contrade e punti di partenza dei sentieri non sono serviti con frequenza dai mezzi pubblici. Dal fondovalle si sale attraverso la viabilità provinciale verso il centro abitato, mentre i collegamenti in direzione dei Fiorentini richiedono attenzione alle condizioni stagionali.
Io eviterei di arrivare senza una traccia precisa del parcheggio e dell’inizio dell’itinerario. In alta stagione il centro può riempirsi rapidamente e, per le escursioni più lunghe, lasciare l’auto in un punto casuale significa spesso aggiungere asfalto inutile alla giornata.
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Equipaggiamento essenziale
- Scarponcini con buona aderenza per sentieri e strade forestali.
- Giacca antivento e strato caldo, anche in estate, soprattutto sopra i 1.400 metri.
- Acqua e snack per i percorsi lontani dal centro abitato.
- Mappa offline o traccia GPS, perché la copertura telefonica può variare tra boschi e valloni.
- Luci e abbigliamento riflettente per chi affronta la salita o il rientro in bici.
Gli errori che rovinano più facilmente l’uscita
Il primo errore è considerare l’altopiano come un ambiente uniforme e semplice. Dal paese ai passi della Vena cambiano rapidamente quota, esposizione e condizioni del terreno. Un giro che sulla mappa sembra breve può richiedere molte ore se include discesa, salita di ritorno e deviazioni.
Il secondo è sottovalutare il meteo. Le nuvole possono arrivare rapidamente sulle zone più alte e la temperatura può essere molto diversa da quella della pianura. In bici aggiungerei sempre una camera d’aria, una pompa e una luce posteriore, perché i servizi lungo i tratti isolati non sono garantiti.
Il terzo errore riguarda la storia locale. Passare davanti a un ossario o a una galleria senza fermarsi significa perdere una parte importante del significato del territorio. Non serve trasformare l’escursione in una visita museale, ma dedicare 30-45 minuti ai luoghi della memoria cambia il modo di leggere il paesaggio.
Infine, eviterei di affidarmi ciecamente a una vecchia traccia online. Sentieri, strade forestali e accessi possono cambiare per lavori, dissesti o divieti temporanei. Le indicazioni del Comune, del punto informazioni turistico e delle sezioni CAI locali restano il riferimento più utile prima di partire.
La scelta giusta per una giornata tra altopiano e passi
Per una prima visita sceglierei il centro di Tonezza, il sentiero Excalibur e una breve deviazione verso i luoghi storici del Monte Cimone. Chi pedala può invece puntare alla salita dal fondovalle e proseguire verso la Vena solo con una preparazione adeguata, lasciando un margine per meteo e rientro.
La forza di questa zona sta nella varietà raccolta in pochi chilometri. Camminatori, ciclisti e famiglie possono trovare il proprio ritmo, a patto di non confondere una località di montagna accessibile con un ambiente privo di imprevisti.
Il mio criterio finale è questo: scegli un itinerario principale, aggiungi una sola variante e conserva tempo per guardarti intorno. A Tonezza del Cimone il valore dell’uscita non sta soltanto nella cima raggiunta, ma nel rapporto tra boschi, valli, strade d’alta quota e memoria del paesaggio.