Il giro a piedi del Lago di Caldonazzo è una giornata di cammino più varia di quanto lasci pensare il semplice lungolago. Il percorso completo alterna spiagge, strade secondarie, sentieri panoramici e la salita al Colle di Tenna, con indicazioni pratiche su distanza, dislivello, difficoltà, stagioni migliori e tratti da affrontare con attenzione.
Un anello panoramico tra lago, borghi e Colle di Tenna
- Distanza: circa 15-16 km, secondo la variante scelta.
- Durata: da 3-4 ore per un passo sostenuto fino a circa 5 ore con pause.
- Dislivello: intorno ai 150-200 metri, concentrati soprattutto nella parte alta.
- Caratteristica principale: non esiste un sentiero interamente sulle rive del lago.
- Periodo migliore: primavera e autunno, mentre in estate conviene partire presto.

Il giro completo non è tutto sul lungolago
La prima cosa da chiarire è anche quella che evita la delusione più comune. Non si può camminare per tutto il perimetro restando sempre a pochi metri dall’acqua: alcuni tratti obbligano a salire verso Tenna, percorrere strade locali e attraversare collegamenti tra le frazioni.
La versione più completa misura generalmente circa 15 km e richiede tra le quattro e le cinque ore, pause escluse o quasi. Le tracce GPS possono riportare valori leggermente diversi, in genere tra 15 e 16 km, perché cambiano il punto di partenza e il passaggio scelto vicino al Lido o alla pista ciclopedonale.
La difficoltà è facile per chi cammina regolarmente, ma non va confusa con una passeggiata pianeggiante. Il dislivello, stimato tra 150 e 200 metri, si concentra nella salita iniziale verso la chiesetta di San Valentino e il Colle di Tenna. Il fondo alterna asfalto, sterrato, sentiero e brevi tratti urbani.
Il percorso che consiglio per vedere il meglio del lago
Per un anello ben equilibrato sceglierei come partenza la località Brenta, dove è più semplice organizzare l’avvio e il rientro. Da qui si sale verso la chiesetta di San Valentino, affrontando una pendenza decisa ma breve. In circa mezz’ora si raggiunge un punto panoramico piacevole, con panchine e una vista ampia sul lago.
Da Brenta a Tenna
Dalla chiesetta si continua sul fianco del colle, seguendo una delle varianti che portano a Tenna. Il percorso attraversa strade rurali e passaggi tra campi e bosco; in alcuni punti è utile controllare la mappa perché non esiste un’unica traccia ufficiale perfettamente continua.
La zona merita di essere percorsa senza fretta. Oltre alla vista sul Lago di Caldonazzo, compaiono scorci sul vicino Lago di Levico, la chiesa di San Valentino e il Forte di Tenna, costruzione austro-ungarica legata alla storia militare della Valsugana.
Da Tenna all’acqua
Superato l’abitato di Tenna, si scende verso Ischia e si cerca il collegamento per tornare vicino alla riva. Qui il percorso diventa più rilassato: si incontrano pontili, piccole spiagge, canneti e tratti ombreggiati, molto diversi dalla salita appena affrontata.
Il tratto lacustre passa vicino a ristoranti, lidi e aree di sosta. È la parte ideale per una pausa lunga, soprattutto se si cammina con bambini o si è partiti nelle ore più fresche. Io terrei comunque un ritmo regolare fino a questo punto, perché fermarsi troppo presto rende più pesante la seconda metà dell’anello.
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Il rientro passando per Calceranica
Seguendo la riva si prosegue verso il Lido e quindi in direzione di Calceranica al Lago. Alcuni passaggi sono su pista ciclopedonale, altri su strade locali. In prossimità della viabilità più trafficata bisogna attraversare con attenzione e scegliere il collegamento indicato dalla segnaletica.
La pista ciclopedonale può allungare il giro di circa 20 minuti, ma per me è la scelta migliore: pochi minuti in più valgono un tratto più tranquillo e leggibile. Dopo Calceranica si rientra verso Brenta attraverso strade secondarie e campagna, chiudendo l’anello.
Tre varianti per adattare la camminata
Non tutti hanno bisogno di completare l’intero giro. Il lago offre possibilità molto diverse, e scegliere la variante giusta conta più del semplice numero di chilometri. Questa è la distinzione pratica che userei per organizzare la giornata.
| Variante | Distanza e durata | Per chi è indicata | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|---|
| Anello completo | 15-16 km, 4-5 ore | Camminatori allenati | Salita al colle, tratti lacustri e fondo misto |
| Solo lungolago | Variabile, circa 1-3 ore | Famiglie e passeggiata rilassata | Poca salita, ma percorso non sempre continuo |
| San Valentino e Forte di Tenna | Circa 4 km, 1,5-2 ore | Chi cerca panorama e storia | Anello breve con salita e vista sui due laghi |
La variante breve verso San Valentino e il Forte di Tenna è probabilmente il miglior compromesso per chi ha solo mezza giornata. Offre il panorama più interessante senza obbligare a percorrere tutto il perimetro, ma richiede comunque scarpe con una buona aderenza.
Per una passeggiata semplice sceglierei invece il tratto tra le spiagge di Calceranica e le aree del Lido. È più adatto a passeggini robusti e bambini piccoli, anche se la presenza di ciclisti e brevi attraversamenti stradali richiede attenzione. Non lo presenterei però come un anello completo e perfettamente pianeggiante.
Quando partire e cosa mettere nello zaino
La stagione più piacevole è la primavera inoltrata oppure l’autunno. In questi periodi la temperatura è più gestibile e la salita al colle pesa meno. In estate il lungolago può diventare caldo e affollato: partire tra le 7 e le 8 consente di affrontare la parte esposta prima delle ore più dure.
In inverno il giro resta possibile solo con condizioni asciutte e buona visibilità. Nebbia, ghiaccio o pioggia trasformano rapidamente i tratti sterrati e le discese in passaggi scivolosi. Prima di partire controllerei sempre il meteo locale e lo stato dei sentieri, soprattutto dopo precipitazioni intense.
- Scarpe: da trekking leggere o trail con suola scolpita.
- Acqua: almeno 1,5 litri a persona per il giro completo.
- Protezione: cappellino, crema solare e uno strato antivento.
- Navigazione: traccia offline sul telefono e batteria esterna.
- Pausa: pranzo al sacco oppure verifica preventiva di bar e ristoranti aperti.
Non porterei attrezzatura da alta montagna, ma nemmeno le scarpe da città. Il fondo misto e i cambi di ritmo sono il vero elemento da considerare, più del dislivello contenuto.
Gli errori che possono rovinare il giro
Il primo errore è partire pensando di avere davanti una passeggiata costantemente sul bordo dell’acqua. La salita verso Tenna non è un incidente di percorso, ma una parte essenziale dell’itinerario completo. Se si desidera solo il lago, conviene pianificare fin dall’inizio una tratta parziale.
Il secondo è seguire ciecamente una traccia GPS senza verificare i bivi. Le varianti locali cambiano distanza e durata, soprattutto tra Tenna, Ischia e il rientro verso il Lido. Una mappa cartacea o una traccia scaricata offline è una precauzione semplice e utile.
Attenzione anche ai tratti vicino alla strada. In prossimità del Lido e dei collegamenti tra le frazioni ci sono attraversamenti e brevi sezioni trafficate. Camminare sul lato corretto, rendersi visibili e non dare per scontata la continuità della pista fa una differenza concreta.
Con il cane il giro è fattibile, ma il guinzaglio è indispensabile nei passaggi frequentati, vicino alle spiagge e lungo la pista ciclopedonale. Nei mesi caldi eviterei le ore centrali: l’asfalto e le superfici esposte possono essere scomodi anche per animali abituati alle escursioni.
Come trasformarlo in una giornata ben riuscita
Se voglio godermi davvero il Lago di Caldonazzo, considero il percorso completo una camminata di mezza giornata abbondante, non una semplice passeggiata dopo pranzo. Partirei da Brenta, affronterei subito la salita, farei la pausa principale vicino all’acqua e terrei l’ultima parte per il rientro tranquillo verso Calceranica.
Chi cerca invece un’esperienza più leggera può combinare un tratto di lungolago con la visita ai borghi vicini, lasciando il Colle di Tenna a un’altra giornata. È una scelta sensata anche per famiglie, persone poco allenate o per chi vuole abbinare la camminata a un bagno durante la stagione balneare.
La cosa più importante è partire con l’aspettativa corretta: non un anello lacustre perfettamente continuo, ma un itinerario outdoor vario e panoramico. Proprio questa alternanza tra acqua, sentieri, storia e paesaggio rende il giro più interessante di una passeggiata tutta uguale.