Tra un lago glaciale incastonato nelle rocce e un bacino facilmente raggiungibile in auto cambia completamente il tipo di giornata da organizzare. I laghi della Val di Fassa offrono infatti esperienze molto diverse, dalle passeggiate tranquille vicino ai paesi ai trekking con oltre mille metri di dislivello. In questa guida metto a confronto le mete più interessanti, indicando accessi, difficoltà, periodo consigliato e attrezzatura utile.
Cinque mete per vivere l’acqua nel cuore delle Dolomiti
- Lago d’Antermoia è la scelta più spettacolare, ma richiede allenamento e una giornata intera.
- Laghi di Lusia offrono il miglior equilibrio tra quota, panorama e accessibilità.
- Lago di Fedaia regala la vista più imponente sulla Marmolada ed è raggiungibile su strada.
- Lago di Soraga, chiamato anche lago di Pezzè, è il più semplice da vedere senza affrontare un trekking.
- Stagione e meteo contano più della fotografia: in quota sentieri e impianti possono cambiare rapidamente.

I laghi della Val di Fassa non sono tutti uguali
Quando si parla di laghi in questa valle, si mescolano spesso ambienti molto diversi. Ci sono laghi glaciali d’alta quota, piccoli specchi d’acqua alpini e bacini artificiali costruiti lungo l’Avisio. La differenza non è solo paesaggistica: cambia anche il tempo necessario, il dislivello e il livello di preparazione richiesto.
Il Lago d’Antermoia è la meta più impegnativa e rappresentativa del Catinaccio. I Laghi di Lusia sono invece tre piccoli bacini presso la Forcella Lusia, sul massiccio di Cima Bocche, mentre Fedaia e Soraga sono bacini artificiali accessibili con maggiore facilità. Per me è importante fare questa distinzione subito, perché chiamare tutte queste destinazioni semplicemente “passeggiate ai laghi” può creare aspettative sbagliate.
| Meta | Quota indicativa | Impegno | Per chi è adatta |
|---|---|---|---|
| Lago d’Antermoia | Circa 2.495 m | Alto | Escursionisti allenati |
| Laghi di Lusia | Circa 2.100-2.200 m | Medio | Chi cerca un trekking panoramico |
| Lago di Fedaia | Circa 2.050 m | Basso per la visita, medio sui sentieri | Famiglie, fotografi, escursionisti |
| Lago di Soraga o di Pezzè | Circa 1.190 m | Basso | Chi vuole una sosta breve e comoda |
Non inserisco tra i laghi della valle il Lago di Carezza, anche se si trova a pochi chilometri da Vigo di Fassa e compare spesso nelle ricerche sulla zona. È una bellissima escursione nei dintorni, ma si trova in Alto Adige, oltre il Passo Costalunga. La precisazione è utile quando si pianifica un itinerario senza voler passare metà giornata in auto.
Antermoia è la meta per chi cerca il vero trekking d’alta quota
Il lago di Antermoia occupa una conca severa e silenziosa nel Gruppo del Catinaccio. La sua origine glaciale, la forma raccolta e le pareti rocciose intorno lo rendono uno dei luoghi più scenografici delle Dolomiti. Il colore dell’acqua cambia molto con la luce, ma il momento più particolare resta quello del disgelo di inizio stagione, quando la conca conserva ancora tracce dell’inverno.
L’accesso classico parte da Campitello di Fassa, attraversa la Val Duron e sale verso il Passo de Ciaréjoles e il rifugio Antermoia. Dal parcheggio di Ischia fino al lago si considerano circa 9,5 km e 4 ore e 40 minuti di salita, con un dislivello positivo vicino ai 1.130 metri. Sono dati indicativi, perché pause, condizioni del sentiero e passo personale possono allungare sensibilmente la giornata.
Un’altra possibilità passa da Ciampedie, Gardeccia e dal Passo Principe, collegandosi poi al rifugio Antermoia e alla Val Duron. È un itinerario molto più ampio, di circa 18,5 km e oltre 8 ore, adatto a chi vuole trasformare la visita al lago in una traversata. Il tratto iniziale da Gardeccia al rifugio Vajolet è invece decisamente più semplice, ma non porta direttamente allo specchio d’acqua.
Qui il punto non è solo la distanza. Alcuni passaggi sono ripidi, l’ambiente è aperto e sopra i 2.000 metri il meteo può peggiorare in pochi minuti. Io lo considererei un itinerario da affrontare con scarponi, mappa offline, acqua sufficiente e partenza mattutina, non una passeggiata da improvvisare dopo pranzo.
Leggi anche: Lago Coldai, la guida per arrivare al lago del Civetta
Quando conviene andarci
Il periodo più affidabile va generalmente da fine giugno a settembre, ma dipende dall’innevamento e dalla manutenzione dei sentieri. A inizio estate possono restare neve dura, fango o tratti scivolosi nei versanti meno esposti. Prima di partire controllerei sempre il bollettino sentieri, l’apertura del rifugio e le eventuali limitazioni sulla Val Duron.
Lusia offre il miglior compromesso tra paesaggio e accessibilità
I Laghi di Lusia sono tre laghetti alpini nei pressi della Forcella Lusia, nel comune di Moena. L’ambiente è meno austero di Antermoia, ma non per questo meno interessante: la catena porfirica, i prati d’alta quota e le viste verso Catinaccio, Latemar, Monzoni, Pale di San Martino e Lagorai costruiscono un paesaggio molto vario.
Da Moena si raggiunge la località Ronchi e, quando gli impianti sono aperti, si può salire con la cabinovia fino a Le Cune, a circa 2.200 metri. Da lì il percorso prosegue a piedi verso il Passo Lusia e i laghi. In alternativa si può partire dal basso, ma il dislivello aumenta e l’escursione diventa più impegnativa.
Un accesso interessante parte dal rifugio La Rezila e segue la strada forestale verso il Passo Lusia. Da qui i laghi si raggiungono in circa 1 ora e 20 minuti di cammino, con difficoltà escursionistica. È una soluzione adatta a chi vuole camminare in quota senza affrontare una salita estrema, anche se il terreno resta montano e richiede calzature con buona aderenza.
La rete dei sentieri non va però presa come una traccia immutabile. In particolare, la chiusura del sentiero 625 può obbligare a rientrare sullo stesso percorso dell’andata. Questo modifica tempi e dislivello, quindi la cartina aggiornata e le informazioni locali sono più affidabili di una vecchia descrizione trovata online.
La zona ha anche un valore storico. Lungo alcuni itinerari si incontrano resti di trincee e camminamenti della Grande Guerra. È uno dei motivi per cui consiglio di non concentrarsi soltanto sul punto panoramico finale: il percorso racconta il territorio tanto quanto i laghetti.
Fedaia e Soraga servono due giornate completamente diverse
Il Lago di Fedaia si trova ai piedi della Marmolada, presso l’omonimo passo, e offre il panorama più grandioso tra le mete considerate. È un bacino artificiale d’alta quota, raggiungibile in auto lungo la strada del passo, con parcheggi e punti di accesso distribuiti vicino alla diga. La vista sulle pareti della Marmolada è il suo vero punto di forza.
Non lo sceglierei soltanto per “vedere un lago”. La visita acquista valore se viene abbinata a un breve tratto escursionistico, per esempio verso il Viel dal Pan, da cui si apre una prospettiva notevole sul bacino e sulla Marmolada. Il sentiero non costeggia sempre l’acqua, ma permette di osservare il paesaggio dall’alto con una visuale molto più completa.
Il Lago di Soraga, noto anche come Lago di Pezzè, si trova invece vicino al fondovalle, a circa 1.190 metri di quota. È un bacino artificiale formato dallo sbarramento dell’Avisio, vicino a Soraga e a poca distanza da Moena. Non ha la dimensione selvaggia di Antermoia, ma è pratico per una pausa, una passeggiata breve o una tappa durante un giro in bicicletta.
| Se vuoi... | Scegli... | Perché |
|---|---|---|
| Un trekking memorabile | Antermoia | È la meta più selvaggia e richiede una giornata completa. |
| Una camminata panoramica in quota | Laghi di Lusia | Gli impianti possono ridurre il dislivello e il percorso resta molto scenografico. |
| Una vista immediata sulle grandi montagne | Fedaia | La strada porta direttamente sotto la Marmolada. |
| Una sosta facile vicino ai servizi | Soraga | È il bacino più comodo da inserire in una giornata già piena. |
Né Fedaia né Soraga vanno considerati automaticamente luoghi per fare il bagno. Temperatura dell’acqua, regolamenti locali, sicurezza e gestione del bacino rendono prudente limitarsi alla visita e alle attività consentite. In montagna una fotografia sulla riva non deve trasformarsi in un comportamento rischioso.
Come scegliere il lago giusto e preparare l’escursione
La scelta migliore parte dal tempo disponibile. Con due o tre ore si possono vedere Soraga o Fedaia, mentre Lusia richiede una mezza giornata ben organizzata. Antermoia merita invece una giornata intera, con margine per imprevisti e rientro prima del buio.
Gli impianti di risalita sono utili, ma non vanno dati per scontati. Orari, aperture estive e condizioni di esercizio cambiano durante la stagione. Se il piano dipende dalla cabinovia di Lusia o da altri impianti, verificherei il servizio la mattina stessa e terrei pronta una variante a piedi.
Per le mete sopra i 2.000 metri porterei almeno 1,5-2 litri d’acqua a persona, una giacca impermeabile, uno strato caldo, crema solare, occhiali e una batteria esterna per il telefono. Bastoncini e scarponi fanno una differenza concreta sulle discese, spesso più impegnative delle salite.
- Controlla il bollettino dei sentieri prima della partenza.
- Non basarti sui tempi indicati da un’escursione guidata se cammini a ritmo diverso.
- Verifica apertura di rifugi, navette e impianti.
- Parti presto se il percorso supera i 2.000 metri.
- Rinuncia alla salita in caso di temporali o visibilità molto ridotta.
Un errore frequente consiste nel valutare la difficoltà solo in base ai chilometri. Un percorso breve in quota può essere più faticoso di una lunga passeggiata nel fondovalle, soprattutto con terreno sconnesso, neve residua o forte esposizione al sole. Il mio criterio è semplice: scelgo prima il livello di impegno che posso sostenere, poi il lago che meglio lo rappresenta.
Il riflesso nell’acqua conta meno della giornata ben scelta
Per una prima esperienza, sceglierei i Laghi di Lusia: offrono quota, panorami e un impegno regolabile grazie agli accessi disponibili. Antermoia è la ricompensa per chi cerca un’escursione vera, mentre Fedaia e Soraga funzionano meglio come tappe flessibili, da combinare con altri luoghi della valle.
La Val di Fassa non si visita inseguendo un solo punto fotografico. Si apprezza quando si adatta il percorso al meteo, alla preparazione del gruppo e al tempo reale a disposizione. Un lago raggiunto senza fretta, con il sentiero giusto e il rientro già pianificato, lascia un ricordo molto più solido di una meta spettacolare affrontata fuori misura.