Tra Val Rendena e Gruppo dell’Adamello si trovano due piccoli specchi d’acqua alpini che meritano una giornata di cammino, non una semplice sosta panoramica. In questo articolo chiarisco dove sono i laghi di San Giuliano, come raggiungerli, quali itinerari scegliere, che equipaggiamento portare e perché non vanno confusi con l’omonimo invaso della Basilicata.
Le informazioni essenziali per organizzare l’escursione
- Località principale: Caderzone Terme, in Val Rendena, Trentino.
- Quota: circa 1.935 metri per San Giuliano e 1.942 metri per Garzonè.
- Itinerario più semplice: partenza da Diaga o Pozza delle Vacche, poi Malga Campo e sentiero SAT 230.
- Durata indicativa: poco meno di 2 ore per arrivare ai laghi dai parcheggi alti, con tempi variabili.
- Anello completo: comprende anche il lago di Vacarsa e raggiunge la Bocchetta dell’Acqua Fredda, a circa 2.185 metri.
- Attenzione all’omonimia: in Basilicata esiste un grande invaso artificiale, adatto soprattutto a osservazione naturalistica e birdwatching.

Dove si trovano e perché il nome può trarre in inganno
Il complesso alpino si trova sopra Caderzone Terme, in Val Rendena, nel settore nord-orientale del Gruppo dell’Adamello. I due bacini occupano una conca modellata dai ghiacciai e sono circondati da prati, larici, abeti e rocce affioranti.
Il lago di San Giuliano è quello più basso e meno profondo. Poco più in alto si trova il lago Garzonè, collegato al primo da un breve tratto di sentiero. La piccola chiesa di San Giuliano e il rifugio omonimo, posto a circa 1.956 metri, rendono il luogo facilmente riconoscibile e aggiungono un interessante elemento storico al paesaggio.
La stessa denominazione può però indicare anche il lago artificiale di San Giuliano in Basilicata, tra Matera, Miglionico e Grottole. È un ambiente completamente diverso, creato dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni Cinquanta e oggi inserito in un’area protetta importante per gli uccelli acquatici. Prima di impostare il navigatore conviene quindi controllare sempre regione e comune.
Che cosa rende speciali i due laghi alpini
La bellezza del posto non dipende soltanto dall’acqua limpida. A mio avviso, il vero punto di forza è il rapporto tra la conca glaciale sospesa, le malghe e le montagne dell’Adamello. Nelle giornate limpide lo sguardo si apre verso la Presanella e il Carè Alto, mentre il bosco protegge buona parte della salita.
San Giuliano offre l’immagine più iconica, con la chiesetta sulla riva e il rifugio poco distante. Garzonè appare più raccolto e selvaggio, con una sensazione di isolamento maggiore. Il contrasto è piacevole perché i due laghi sono vicini, ma non hanno esattamente la stessa atmosfera.
Non bisogna aspettarsi un lago balneare o una passeggiata pianeggiante. Siamo sopra i 1.900 metri, in un ambiente fragile e soggetto a neve tardiva, ghiaccio e cambiamenti rapidi del tempo. Io considero questa meta ideale per chi cerca silenzio, fotografia e cammino, non per chi vuole passare una giornata al sole vicino all’acqua.
Come arrivare e quale percorso scegliere
L’accesso da Caderzone Terme
Da Caderzone Terme si sale in auto verso le località di Diaga e Pozza delle Vacche. La strada diventa stretta e, nell’ultimo tratto, può essere sterrata o sconnessa. Le condizioni del fondo e la possibilità di parcheggiare cambiano durante la stagione, quindi è prudente verificare la situazione locale prima di partire.
Dai punti di partenza alti si prosegue verso Malga Campo e si intercetta il sentiero SAT 230, che conduce a Malga San Giuliano, al rifugio e ai due laghi. Il tempo indicativo è di circa 1 ora e 45 minuti o 2 ore, ma aumenta se si parte più in basso o si incontrano fango e neve.
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L’anello con il lago di Vacarsa
Per una giornata più completa si può seguire un giro ad anello che comprende il lago di Vacarsa e la Bocchetta dell’Acqua Fredda, il punto più elevato del percorso, intorno ai 2.185 metri. Da lì il sentiero scende verso Garzonè e San Giuliano, per poi rientrare nel bosco.
Questo itinerario supera circa 800 metri di dislivello e richiede una preparazione escursionistica media. Non lo sceglierei con bambini piccoli, meteo incerto o poca abitudine ai sentieri di montagna. Il vantaggio è una prospettiva più ampia sulla Val Genova e un’esperienza molto più varia rispetto alla sola andata e ritorno.
| Opzione | Impegno | Per chi è indicata |
|---|---|---|
| Andata e ritorno dal parcheggio alto | Medio, salita costante | Chi vuole vedere i laghi in giornata senza completare l’anello |
| Anello San Giuliano, Garzonè e Vacarsa | Medio, giornata intera | Escursionisti allenati e abituati ai dislivelli |
| Accesso dalla Val di Genova | Più impegnativo | Chi cerca un itinerario lungo e meno diretto |
Quando andare e cosa portare nello zaino
La stagione più affidabile va generalmente da fine giugno a settembre, ma la presenza di neve può prolungarsi nelle conche e sui tratti più ombreggiati. Luglio e agosto offrono le giornate più lunghe, mentre settembre regala spesso luce migliore e meno affollamento.
Prima di partire controllo sempre il bollettino meteo e lo stato dei sentieri. A questa quota un temporale può arrivare rapidamente e la temperatura può scendere anche in piena estate. Servono scarponi con suola scolpita, una giacca impermeabile, uno strato caldo, acqua e cibo sufficiente per l’intera escursione.
- Calzature: scarponi da trekking, soprattutto se si affronta l’anello.
- Orientamento: traccia offline, carta escursionistica e batteria di riserva.
- Abbigliamento: capi a strati, guanti leggeri e protezione dal sole.
- Sicurezza: kit minimo di primo soccorso e torcia frontale.
- Rispetto dell’ambiente: riportare a valle i rifiuti e restare sui sentieri segnalati.
Un errore frequente è valutare la difficoltà soltanto in base alla distanza. Il tratto finale può essere più faticoso del previsto per il dislivello e il terreno irregolare. Anche chi arriva in bici fino alla strada forestale dovrebbe considerare che l’ultimo accesso ai laghi è escursionistico, non ciclabile in senso pratico.
Come non confonderli con il lago di San Giuliano in Basilicata
Il bacino lucano si trova a bassa quota e ha caratteristiche completamente differenti. È un invaso di circa 9,3 chilometri quadrati, nato per esigenze idriche e diventato il cuore dell’Oasi WWF Lago di San Giuliano, riconosciuta anche come Zona di Protezione Speciale e sito di interesse comunitario.
Qui l’interesse principale non è il trekking alpino, ma l’osservazione della fauna, del paesaggio agricolo e degli ambienti umidi. In determinati periodi si possono osservare numerose specie di uccelli, ma l’accessibilità dei vari punti e le attività consentite dipendono dalle regole dell’area protetta.
| Caratteristica | Trentino | Basilicata |
|---|---|---|
| Ambiente | Conca glaciale alpina | Invasi e zone umide |
| Quota o posizione | Circa 1.935-1.942 metri | Provincia di Matera |
| Attività principale | Trekking e fotografia di montagna | Birdwatching e osservazione naturalistica |
| Durata tipica | Mezza giornata o giornata intera | Visita variabile in base all’area scelta |
La distinzione è importante anche per chi organizza un viaggio in bicicletta. Caderzone Terme si presta a essere inserita in un itinerario outdoor in Val Rendena, mentre l’oasi lucana va pensata come tappa naturalistica nei dintorni di Matera.
La giornata ideale tra acqua, malghe e sentieri d’alta quota
Per godermi davvero questa escursione sceglierei una partenza mattutina, lasciando margine per soste a Malga Campo e sulle rive dei due laghi. Il pranzo al sacco è la soluzione più sicura, anche se in alta stagione può essere disponibile un punto di ristoro presso il rifugio, da verificare prima della partenza.
Dedicherei tempo anche alla chiesetta e alla lettura del paesaggio, invece di limitarmi alla fotografia del primo lago. La parte più riuscita, secondo me, è proprio la sequenza di ambienti: bosco, pascoli, rocce, acqua e panorama glaciale.
In sintesi, sceglierei l’andata e ritorno per una prima visita o per una giornata tranquilla. L’anello con Vacarsa è invece la scelta migliore per chi vuole trasformare la meta in una vera escursione di montagna, con più dislivello ma anche una visuale molto più ampia.
Controllare sempre viabilità, apertura del rifugio, condizioni della neve e regole del Parco prima di partire rende l’esperienza più sicura. In questo modo i laghi restano ciò che promettono davvero: una meta alpina silenziosa, concreta e appagante, da conquistare passo dopo passo.