Lago di Fimon, cosa vedere e come organizzare la visita

Un pontile in legno sul lago di Fimon, circondato da colline verdi e alberi.

Scritto da

Eugenio Ferraro

Pubblicato il

23 mag 2026

Indice

Una giornata al Lago di Fimon può essere una passeggiata tranquilla, un’uscita in bicicletta da Vicenza o l’inizio di un’escursione sui Colli Berici. Qui raccolgo le informazioni che servono davvero per organizzare la visita, dai percorsi più semplici all’accesso in auto o autobus, fino alla natura, alla pesca e ai limiti da rispettare.

Il modo migliore per vivere il lago dipende dal tempo e dal mezzo

  • Posizione: il bacino si trova ad Arcugnano, circa 10 km da Vicenza.
  • Passeggiata: il giro pianeggiante lungo la riva misura circa 4 km.
  • Escursione: il Sentiero 18 collega il parcheggio nord a Pianezze in circa 2 ore.
  • Bicicletta: è raggiungibile dalla Ciclabile Riviera Berica, ma l’ultimo tratto richiede attenzione.
  • Balneazione: non lo considererei una destinazione balneare senza aver verificato cartelli e disposizioni locali.

Un piccolo lago dei Colli Berici con una storia sorprendente

Il Lago di Fimon è uno dei luoghi naturalistici più riconoscibili della provincia di Vicenza. Si trova nel comune di Arcugnano, tra le località di Pianezze e Lapio, in una conca verde dei Colli Berici.

Lo specchio d’acqua occupa circa 0,68 km² e ha una profondità media vicina ai 2 metri. Non è quindi un lago alpino imponente, ma proprio le sue dimensioni contenute rendono facile osservarlo con calma e abbinarlo a una breve escursione.

La sua origine è legata alla chiusura naturale della valle durante le glaciazioni e ai depositi lasciati dai corsi d’acqua. Le Valli di Fimon hanno restituito tracce di insediamenti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, compresi reperti legati alla presenza di abitati su palafitte.

Io trovo interessante il contrasto tra la tranquillità attuale e la lunga storia del luogo. Mentre si cammina tra canneti, prati e piccoli boschi, non si sta visitando soltanto un’area ricreativa, ma un paesaggio modellato dall’acqua e frequentato dall’uomo da migliaia di anni.

Come arrivare e dove iniziare la visita

Da Vicenza si raggiunge l’area in circa 20-30 minuti in auto, a seconda del traffico e del punto di partenza. Il riferimento più pratico è il parcheggio sul lato nord del lago, da cui parte anche il Sentiero 18 verso Pianezze.

Mezzo Indicazioni pratiche Da sapere
Auto Accesso da Vicenza seguendo le indicazioni per Arcugnano e Fimon Nei fine settimana conviene arrivare presto
Autobus La linea urbana 13 è stata indicata tra i collegamenti per l’area Verificare sempre orari e percorso aggiornati prima della partenza
Bicicletta Collegamento dalla Ciclabile Riviera Berica Il tratto finale può alternare asfalto, strade locali e fondo sterrato

Il parcheggio nord è il punto che sceglierei per una prima visita, perché permette di combinare il giro della riva con il percorso verso Pianezze. In alta stagione e nelle domeniche soleggiate l’affluenza aumenta, perciò è meglio non contare sulla possibilità di trovare posto a qualsiasi ora.

Non organizzerei l’uscita facendo affidamento esclusivo su bar, ristoranti o fontanelle lungo il percorso. È più prudente portare acqua, uno spuntino e una piccola cassetta di pronto soccorso, soprattutto se si prosegue sui sentieri collinari.

Un pontile in legno sul lago di Fimon, circondato da colline verdi e alberi rigogliosi sotto un cielo azzurro.

Il giro a piedi più semplice e il sentiero verso Pianezze

La passeggiata lungo la riva è l’opzione più immediata. La strada bianca che circonda il bacino forma un itinerario di circa 4 km quasi pianeggianti, adatto a una camminata rilassata, a una pausa fotografica o a un’uscita con bambini abituati a camminare.

Il fondo non è sempre identico e dopo la pioggia può diventare fangoso. Io userei scarpe da trekking leggere anche per il giro breve, mentre passeggini e biciclette con ruote strette possono risultare scomodi nei tratti meno compatti.

Leggi anche: Lago di Varese in bici, tra natura, storia e sponde da scoprire

Il Sentiero 18 per Pianezze

Il Sentiero 18 parte dal parcheggio nord e sale verso Pianezze passando dal Ponte della Boeca, da antiche masiere in pietra e dal borgo della Chiesa Vecchia. L’anello misura circa 4 km e richiede mediamente 2 ore, comprese le soste.

Il dislivello è contenuto, attorno agli 80 metri, ma la salita cambia il carattere dell’escursione. Dall’alto si aprono vedute più ampie sul lago, sulle frazioni di Villabalzana e Lapio e sui boschi dei Berici.

Per chi vuole camminare più a lungo esistono collegamenti verso Villabalzana, Lapio e altri itinerari locali. In questo caso non seguirei tracce trovate casualmente online senza una mappa aggiornata: alcuni sentieri possono essere interessati da lavori, manutenzione o passaggi su strade agricole.

Perché arrivare in bicicletta può essere la scelta migliore

Per chi pedala, il collegamento più interessante è la Ciclabile Riviera Berica, ricavata in gran parte sul tracciato della vecchia ferrovia. L’itinerario principale misura circa 32,5 km tra Vicenza e Noventa Vicentina, ma per raggiungere il lago da Vicenza si considera una deviazione di circa 10 km.

Il percorso è adatto a una bici da trekking, a una city bike robusta o a una e-bike. Con una bici da corsa pura, invece, farei attenzione all’ultimo tratto, perché non tutto il collegamento fino alla riva ha caratteristiche da asfalto perfetto.

La combinazione che preferisco è partire da Vicenza, pedalare verso sud, raggiungere il bacino e fare il giro a piedi lasciando la bicicletta in un punto sicuro. In questo modo si evita di trasformare la visita in una semplice sosta fotografica e si percepisce meglio il passaggio dalla pianura agricola all’ambiente umido dei colli.

Chi cerca un’uscita più sportiva può aggiungere una salita verso Pianezze o Villabalzana. Il compromesso è chiaro: più panorama significa più dislivello, mentre il solo collegamento ciclabile resta decisamente più accessibile.

Natura, pesca e comportamenti corretti

La riva ospita canneti, salici, pioppi, ontani e piante acquatiche come ninfee e tifa. Tra la vegetazione si possono osservare gallinelle d’acqua, cigni, cannaioli e altri uccelli tipici delle zone umide, soprattutto nelle ore più tranquille del mattino.

L’area ha anche un interesse ecologico riconosciuto e rientra nel sistema di tutela legato a Natura 2000. Questo significa che il lago non va trattato come un parco urbano: uscire dai sentieri, entrare nei canneti o avvicinarsi troppo alla fauna può creare un disturbo reale.

La pesca sportiva è praticata, ma segue disposizioni specifiche. Il regolamento della Provincia di Vicenza prevede, tra le altre cose, che il carp fishing da fondo si svolga dalle piazzole autorizzate e che la pesca da natante o belly boat sia vietata dal tramonto all’alba.

Prima di portare l’attrezzatura controllerei sempre licenza, periodi, piazzole e regole aggiornate. Le norme possono cambiare e un’informazione datata non è una buona base per pescare in un ambiente così delicato.

Non sceglierei questo luogo per fare il bagno. La fruizione più sicura e coerente è legata a camminate, osservazione naturalistica, bicicletta e pesca regolamentata. Se in estate compare una tentazione irresistibile di entrare in acqua, bisogna prima verificare la segnaletica e le disposizioni comunali del momento.

Il bacino ha affrontato negli anni problemi legati alla qualità ecologica, alla crescita della vegetazione acquatica e alla presenza di specie introdotte. Per questo porterei via ogni rifiuto, eviterei musica ad alto volume e terrei il cane sotto controllo, rispettando eventuali indicazioni presenti sul posto.

La giornata che sceglierei tra passeggiata, bici e colli

Per una prima visita dedicherei mezza giornata al lago. Arriverei al mattino, farei il giro pianeggiante della riva e mi fermerei per osservare i canneti prima che aumentino rumore e affollamento.

Con più tempo aggiungerei il Sentiero 18 verso Pianezze. È il percorso che offre il miglior equilibrio tra impegno, interesse storico e panorama, senza richiedere l’esperienza tecnica di un’escursione sui tratti più selvaggi dei Colli Berici.

Chi arriva in bicicletta può invece trasformare la visita in un’intera uscita outdoor, sfruttando la Riviera Berica e rientrando a Vicenza nel pomeriggio. La regola che seguirei è semplice: pedalare presto, camminare con scarpe adatte e lasciare al lago il ritmo della giornata.

Il fascino di Fimon non sta nella quantità di attrazioni concentrate in pochi metri, ma nella possibilità di alternare acqua, campagna, bosco e storia senza spostarsi lontano da Vicenza. È una meta piccola, fragile e sorprendentemente completa, da vivere con curiosità e senza fretta.

Domande frequenti

Il percorso lungo la riva misura circa 4 km ed è quasi pianeggiante. Dopo la pioggia il fondo può diventare fangoso, quindi sono consigliate scarpe da trekking leggere.

Dal parcheggio nord parte il Sentiero 18 verso Pianezze. L'anello è lungo circa 4 km, richiede mediamente 2 ore e presenta un dislivello contenuto di circa 80 metri, con panorami sul lago e sui Colli Berici.

Sì, è possibile arrivare dalla Ciclabile Riviera Berica, considerando una deviazione di circa 10 km da Vicenza. Il tratto finale può includere strade locali e sterrato, perciò sono più adatte una bici da trekking, una city bike robusta o una e-bike.

Non è consigliabile considerarlo una destinazione balneare senza verificare prima segnaletica e disposizioni comunali aggiornate. La pesca sportiva è praticata, ma richiede il rispetto di licenza, periodi, piazzole autorizzate e regole specifiche, tra cui il divieto di pesca da natante o belly boat dal tramonto all'alba.

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Tag:

escursionismo cicloturismo pesca sportiva zone umide colli berici

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Eugenio Ferraro

Eugenio Ferraro

Mi chiamo Eugenio Ferraro e da 4 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. La mia passione per questi temi nasce dal desiderio di condividere esperienze autentiche e di rendere accessibili a tutti le meraviglie che si scoprono pedalando su sentieri inesplorati o avventurandosi in terre lontane. Qui su ceepo.it, mi impegno a raccontare storie, a fornire guide pratiche e a semplificare concetti complessi, sempre con un occhio di riguardo per l'accuratezza e l'aggiornamento delle informazioni. Il mio obiettivo è offrire contenuti utili e comprensibili, frutto di ricerca e confronto, per ispirare e accompagnare chiunque desideri vivere al meglio le proprie avventure.

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