Lago di Stramentizzo, tra storia, natura e pesca

Panoramica del lago di Stramentizzo circondato da montagne verdi e un villaggio pittoresco. Nuvole minacciose nel cielo.

Scritto da

Costantino De Santis

Pubblicato il

7 giu 2026

Indice

Un bacino tranquillo all’ingresso della Val di Fiemme può sembrare una semplice tappa panoramica, ma il lago di Stramentizzo racchiude storia, energia idroelettrica e opportunità concrete per chi ama camminare, pedalare o pescare. In questa guida raccolgo le informazioni utili per arrivare, capire cosa si vede sulle sue sponde e organizzare una visita senza aspettative sbagliate.

Un lago alpino da vivere con calma e consapevolezza

  • Bacino artificiale creato nel 1956 sul torrente Avisio.
  • Posizione all’ingresso della Val di Fiemme, tra Trentino e Alto Adige.
  • Storia particolare legata alla sommersione dell’antico paese di Stramentizzo.
  • Passeggiata ad anello di circa 5,8 km, con 92 metri di dislivello.
  • Pesca consentita solo con permesso e secondo il regolamento locale aggiornato.

Dove si trova e che tipo di lago è

Il Lago di Stramentizzo si trova nella parte bassa della Val di Fiemme, poco sopra Molina di Fiemme, dove l’Avisio incontra il territorio che conduce verso la Val di Cembra. Lo specchio d’acqua si trova in una zona di confine amministrativo, con una parte nel comune di Castello-Molina di Fiemme e una parte nel territorio di Anterivo, in provincia di Bolzano.

Non è un lago naturale d’alta quota, ma un bacino artificiale formato dalla diga costruita per la produzione di energia idroelettrica. L’acqua viene utilizzata nel sistema collegato alla centrale di San Floriano, presso Egna. Questo dettaglio cambia il modo corretto di interpretare il paesaggio: qui l’interesse non è soltanto estetico, ma anche ingegneristico e territoriale.

Le rive non offrono l’esperienza balneare tipica di altri laghi trentini. Io lo considererei soprattutto una meta per una sosta panoramica, una camminata breve o un’uscita di pesca, magari inserita in un itinerario più ampio tra Val di Fiemme e Val di Cembra.

La storia sommersa di Stramentizzo

La diga entrò in funzione negli anni Cinquanta e il nuovo invaso sommerse il vecchio abitato di Stramentizzo. Il paese fu evacuato e ricostruito più a monte, mentre nel luglio 1956 anche il campanile della chiesa venne demolito prima di essere sostituito dalla nuova chiesa dei Santi Angeli Custodi.

Oggi restano pannelli informativi e alcune testimonianze della comunità scomparsa. Il particolare più significativo è l’antico portale in pietra grigia della vecchia chiesa, conservato come traccia concreta del borgo precedente alla diga.

Questa vicenda merita attenzione perché racconta un compromesso tipico del dopoguerra alpino. La produzione di energia portò un’infrastruttura utile alla valle, ma il prezzo fu la perdita di un paese e di una parte della memoria locale. Per questo, durante la visita, non mi fermerei soltanto alla fotografia dell’acqua: la storia è ciò che rende il luogo davvero riconoscibile.

Cosa fare sulle rive del bacino

Una passeggiata semplice ma non da sottovalutare

Un itinerario ad anello indicato dai portali turistici locali misura circa 5,8 km, con una durata media di un’ora e quaranta minuti, 92 metri di salita e altrettanti di discesa. Il percorso si sviluppa tra quota 785 e 846 metri, quindi non presenta caratteristiche da escursione alpina, ma è comunque utile avere scarpe con buona aderenza.

Il fondo può diventare scivoloso dopo la pioggia e alcuni tratti vicino all’acqua non vanno affrontati come se fossero una passeggiata urbana. Con bambini piccoli o cani terrei una distanza prudente dalle sponde, soprattutto nei punti dove il terreno è irregolare o la vegetazione limita la visuale.

Pesca e osservazione dell’ambiente

Il bacino è conosciuto anche per la pesca, con presenza segnalata di trote e altre specie tipiche delle acque della valle. Non basta arrivare con l’attrezzatura: occorre verificare il regolamento della Magnifica Comunità di Fiemme o dell’associazione competente, le zone autorizzate, i periodi, le tecniche ammesse e le regole sulle catture.

Per i visitatori in Trentino è normalmente previsto un permesso giornaliero, anche quando non è richiesta una licenza governativa tradizionale. Il costo pubblicato per il giornaliero è di circa 23 euro, ma tariffe e condizioni possono cambiare, quindi controllerei sempre il regolamento valido per il 2026 prima di partire.

Leggi anche: I migliori laghi da visitare in giornata, tra borghi e battelli

Fotografia e ciclismo

Il momento migliore per fotografare il lago è spesso la mattina, quando la superficie dell’acqua tende a essere più leggibile e la luce valorizza i versanti boscosi. In autunno il contrasto tra il bacino e i colori della vegetazione è particolarmente efficace, mentre in inverno l’accessibilità può dipendere da neve, ghiaccio e manutenzione delle strade.

Per chi viaggia in bici, il lago funziona bene come tappa di collegamento più che come destinazione cicloturistica autonoma. Le strade della Val di Fiemme offrono dislivelli e traffico variabili: prima di scegliere una deviazione conviene distinguere tra bici da corsa, gravel ed e-bike, perché alcuni accessi secondari possono essere sconnessi o poco adatti a una bici leggera.

Come organizzare la visita senza errori

Per una visita tranquilla dedicherei almeno due o tre ore, includendo il tempo per raggiungere il punto di accesso, percorrere il giro e leggere i pannelli storici. Chi arriva soltanto per una fotografia può fermarsi meno, ma rischia di perdere proprio l’aspetto più interessante del luogo.

  • Controlla la viabilità locale, soprattutto dopo nevicate o forti piogge.
  • Porta acqua e una giacca leggera, perché vicino al bacino il vento può essere più fresco anche in estate.
  • Non fare affidamento su un’offerta ampia di bar o servizi direttamente sulle rive.
  • Se peschi, acquista il permesso prima di iniziare e porta con te i documenti richiesti.
  • Evita di avvicinarti a opere idrauliche, argini o aree segnalate come non accessibili.

Un errore frequente consiste nel confondere il bacino con un lago balneabile. Non lo sceglierei per nuotare o prendere il sole, ma per un’esperienza più lenta, legata al paesaggio e alla storia della valle. Anche il colore verdastro dell’acqua non va interpretato da solo come indicazione di balneabilità o di qualità.

Per arrivare, il riferimento più pratico è Molina di Fiemme. Da lì si seguono le indicazioni locali verso Stramentizzo e il bacino, verificando sul posto dove sia consentito parcheggiare. Le coordinate dell’itinerario escursionistico sono circa 46.266975, 11.407843, un dato utile per chi utilizza un navigatore outdoor, ma non sostituisce la segnaletica e le informazioni aggiornate sulle condizioni del percorso.

Con cosa abbinarlo in Val di Fiemme

La visita rende di più se inserita in una giornata dedicata alla valle. Molina di Fiemme è il punto naturale per una sosta, mentre Cavalese offre servizi, ristorazione, musei e collegamenti verso altri itinerari. In estate si può combinare il giro del bacino con una pedalata in fondovalle; in autunno, invece, preferisco abbinarlo a una passeggiata breve e a un percorso gastronomico nei paesi vicini.

Chi cerca una giornata più sportiva può proseguire verso gli itinerari del Lagorai o utilizzare il lago come punto di passaggio tra Val di Fiemme e Val di Cembra. Il compromesso è semplice: più ci si allontana dal bacino, più aumentano dislivello e impegno fisico. Non conviene quindi improvvisare un’escursione lunga partendo dall’idea di una semplice passeggiata attorno all’acqua.

Per famiglie e viaggiatori interessati alla cultura, la storia dell’abitato sommerso può essere il filo conduttore migliore. Per ciclisti e pescatori, invece, il bacino diventa una tappa tecnica o contemplativa all’interno di un itinerario più ampio.

Il modo migliore per vivere questo angolo della valle

Il bacino di Stramentizzo non è la meta giusta per chi cerca spiagge, servizi balneari o grandi attrazioni concentrate in pochi metri. È più adatto a chi apprezza paesaggi silenziosi, infrastrutture alpine e memoria locale, con la possibilità di aggiungere una camminata facile o qualche ora di pesca regolamentata.

Prima di partire verificherei soltanto tre cose: accessibilità del percorso, condizioni meteorologiche e regolamento della pesca. Con queste precauzioni, il lago diventa una tappa concreta e piacevole, soprattutto se inserita in un viaggio tra ciclismo, natura e paesi della Val di Fiemme.

Domande frequenti

È un bacino artificiale creato nel 1956 sul torrente Avisio per la produzione di energia idroelettrica. Si trova all’ingresso della Val di Fiemme, poco sopra Molina di Fiemme, tra i territori di Castello-Molina di Fiemme e Anterivo.

L’itinerario ad anello misura circa 5,8 km e richiede mediamente un’ora e quaranta minuti, con 92 metri di salita e altrettanti di discesa. Il percorso si sviluppa tra 785 e 846 metri di quota, ma può essere scivoloso dopo la pioggia.

La pesca è consentita solo con permesso e nel rispetto del regolamento locale, che stabilisce zone, periodi, tecniche e regole sulle catture. Il permesso giornaliero pubblicato costa circa 23 euro, ma tariffe e condizioni vanno verificate prima della partenza.

No, il bacino non offre una tipica esperienza balneare e non lo sceglierei per nuotare o prendere il sole. È più adatto a una sosta panoramica, a una camminata, alla fotografia o alla pesca regolamentata.

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Costantino De Santis

Costantino De Santis

Mi chiamo Costantino De Santis e da 14 anni dedico la mia passione al mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura, argomenti che esploro con entusiasmo su ceepo.it. Quello che mi spinge è il desiderio di condividere esperienze autentiche e informazioni utili, cercando sempre di rendere accessibili anche gli aspetti più tecnici, che si tratti di scegliere la bicicletta giusta per un'escursione impegnativa o di pianificare un itinerario avventuroso. Mi impegno a verificare ogni dettaglio, a confrontare le diverse prospettive e a presentare contenuti chiari e aggiornati, perché credo che la conoscenza accurata sia fondamentale per vivere al meglio ogni avventura.

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