Un’escursione ai laghi di Bombasel permette di raggiungere uno degli angoli più scenografici del Lagorai senza affrontare un lungo dislivello dal fondovalle. Il percorso combina impianti di risalita, pascoli d’alta quota e un breve tratto attrezzato, quindi è importante sapere dove si parte, quanto dura davvero la camminata e quale attrezzatura portare.
Un’escursione panoramica in quota adatta a chi ama camminare senza fretta
- Punto di partenza: Paion del Cermis, a circa 2.250 metri.
- Distanza: circa 4,5 km tra andata e ritorno.
- Durata media: 2 ore, escluse le soste.
- Difficoltà: facile, con scalette e corda fissa alla Forcella Bombasel.
- Periodo più pratico: estate e inizio autunno, quando gli impianti sono attivi.

Dove si trovano e perché meritano la camminata
I laghetti si trovano in Val di Fiemme, nel gruppo del Lagorai, ai piedi del Castel di Bombasel. Non si tratta di un unico grande lago, ma di una piccola conca alpina con uno specchio d’acqua principale e bacini minori, circondati da rocce, prati e pendii severi.
La quota è intorno ai 2.270 metri, un dettaglio che cambia completamente l’esperienza rispetto alle passeggiate nei boschi della valle. Anche in piena estate l’aria può essere fredda, mentre il sole, riflesso sulle rocce e sull’acqua, rende indispensabili occhiali e crema solare.
Quello che apprezzo di più è il rapporto tra impegno e panorama. In poco tempo si passa dalla stazione a monte del Cermis a un ambiente aperto, con viste sulle cime dolomitiche e sulle dorsali del Lagorai. Non è una gita selvaggia in senso assoluto, ma conserva una sensazione di alta montagna che molte escursioni brevi non riescono a offrire.
Il percorso più semplice parte dal Paion del Cermis
La soluzione più comoda consiste nel raggiungere Cavalese e utilizzare gli impianti dell’Alpe Cermis fino al Paion del Cermis. Da qui si seguono le indicazioni per i laghi e il segnavia numero 3. Il primo tratto scende lungo una strada larga, utilizzata d’inverno come pista da sci.
La camminata non comincia con una salita impegnativa. Si perde inizialmente quota e si attraversano pendii erbosi, seguendo un tracciato evidente. Il punto da affrontare con maggiore attenzione arriva alla Forcella Bombasel, dove alcune scalette e una corda fissa aiutano a superare un tratto più ripido.
Il passaggio può sorprendere chi si aspetta una semplice passeggiata pianeggiante, ma non presenta vuoti importanti né difficoltà alpinistiche nel normale periodo estivo. Dopo la forcella il sentiero torna a essere intuitivo e sale gradualmente verso la conca dei laghi. Il rientro avviene sullo stesso itinerario.
| Caratteristica | Dato indicativo |
|---|---|
| Punto di partenza | Paion del Cermis |
| Quota massima | Circa 2.271 metri |
| Lunghezza complessiva | Circa 4,5 km |
| Dislivello | Circa 200 metri in salita e in discesa |
| Tempo di percorrenza | Circa 2 ore, senza soste lunghe |
| Rientro | Sullo stesso sentiero |
I dati pubblicati da Visit Fiemme sono indicativi e possono cambiare in base alla traccia seguita, alle condizioni del fondo e alle soste. Io calcolerei almeno 2 ore e mezza se si viaggia con bambini, si fanno fotografie o si vuole godere il paesaggio senza correre.
Quando andare e come organizzare la giornata
Il periodo più semplice va da fine giugno a settembre, quando il sentiero è normalmente libero dalla neve e gli impianti consentono di arrivare rapidamente in quota. Per l’estate 2026, Alpe Cermis indica l’apertura degli impianti dal 20 giugno al 20 settembre, ma orari e collegamenti vanno sempre verificati prima della partenza.
La seggiovia finale verso il Paion è un elemento decisivo per la logistica. Non conviene arrivare ai laghi senza aver controllato l’ultima discesa, perché perdere l’impianto può trasformare una passeggiata di due ore in una lunga discesa a piedi verso valle.
La mattina resta la scelta migliore. In quota il tempo cambia rapidamente, i temporali pomeridiani sono più probabili e il sentiero può diventare scivoloso dopo la pioggia. Prima di salire controllerei il bollettino meteo, l’apertura effettiva degli impianti e lo stato del percorso presso gli uffici turistici o i rifugi.
Per il parcheggio si può lasciare l’auto vicino alla partenza degli impianti a Cavalese oppure alla stazione di fondovalle. Cavalese è inoltre raggiungibile con i mezzi pubblici della Val di Fiemme, una soluzione interessante nei giorni di maggiore affluenza.
Attrezzatura e difficoltà reale del sentiero
La classificazione ufficiale è facile, ma non significa che bastino scarpe da ginnastica leggere. Il fondo alterna strada sterrata, sentiero alpino e rocce, mentre il tratto con scalette richiede passo sicuro e attenzione soprattutto in discesa.
- Scarponcini da trekking con suola scolpita.
- Giacca impermeabile, anche con cielo sereno alla partenza.
- Acqua, perché lungo il percorso non bisogna contare su fontane affidabili.
- Bastoncini telescopici, utili sul terreno irregolare ma da riporre nel tratto attrezzato.
- Protezione solare, occhiali e cappello per l’esposizione continua.
- Telefono carico e una traccia offline come supporto alla segnaletica.
Non porterei un passeggino e non considererei il percorso adatto a chi ha difficoltà marcate nella camminata. Per i bambini abituati alla montagna può essere una bella uscita, ma il tratto con scalette va affrontato insieme a un adulto, senza lasciare che la vista dei laghi faccia abbassare l’attenzione.
In caso di neve residua, ghiaccio o maltempo la valutazione cambia. La presenza di una corda fissa non trasforma il sentiero in una via ferrata, ma segnala che non è una passeggiata da affrontare con leggerezza in qualsiasi stagione.
Il sentiero dei laghi non è la Cermis Skyline
Attorno alla stessa zona passa anche la Ferrata dei Laghi di Bombasel, conosciuta come Cermis Skyline. È un itinerario diverso, più tecnico e adatto a escursionisti con esperienza specifica, casco, imbrago e kit da ferrata.
Questo è uno degli equivoci più frequenti. Le fotografie e i nomi possono far pensare a un unico percorso, mentre l’accesso escursionistico ai laghi e la ferrata hanno impegno, esposizione e attrezzatura completamente differenti.
Chi vuole soltanto raggiungere gli specchi d’acqua dovrebbe seguire il sentiero segnalato e tornare sullo stesso tracciato. La ferrata ha senso solo per chi conosce le tecniche di progressione su cavo e ha già verificato condizioni, difficoltà e possibilità di rientro.
Esistono anche itinerari più lunghi dal versante della Val Lagorai, ma richiedono più dislivello, una pianificazione attenta e una buona lettura della cartografia. Per una prima visita sceglierei senza esitazioni la partenza dal Paion, che permette di concentrare le energie sul paesaggio invece che sulla salita dal fondovalle.
Come godersi Bombasel senza trasformare la gita in una corsa
La tentazione è arrivare, scattare qualche fotografia e ripartire subito. Io lascerei invece un margine di almeno 30 minuti presso il lago principale, scegliendo un punto stabile e lontano dalle sponde più fragili per fermarsi a mangiare.
Il Rifugio Paion, vicino alla stazione a monte, è utile per una pausa prima o dopo l’escursione. Non lo considererei però un’alternativa all’acqua nello zaino: gli orari possono cambiare e, nei momenti di maggiore affluenza, il servizio potrebbe non essere immediato.
La regola più importante resta semplice: se il cielo si chiude o il sentiero diventa scivoloso, si torna indietro. I laghi rimangono lì, mentre in alta quota aspettare “ancora cinque minuti” può essere la scelta peggiore della giornata.
Con scarpe adeguate, previsioni controllate e tempi realistici, questa escursione offre uno dei migliori compromessi della Val di Fiemme. Si raggiunge un paesaggio alpino autentico con un impegno contenuto, ma abbastanza variato da non risultare banale.