Tra i laghi alpini della Valle d’Aosta, il lago d'Arpy è una delle mete più semplici da raggiungere e più gratificanti da vivere. In questo articolo raccolgo le informazioni davvero utili per organizzare l’escursione dal Colle San Carlo, scegliere la stagione giusta, preparare l’attrezzatura e capire quali varianti aggiungere alla passeggiata.
I dati essenziali per organizzare l’escursione
- Partenza: Colle San Carlo, nel territorio di Morgex, a circa 1.858 metri.
- Arrivo: lago situato a circa 2.071 metri di quota.
- Difficoltà: itinerario turistico, adatto anche a famiglie abituate a camminare.
- Durata: circa 45-55 minuti per l’andata e 1 ora e mezza complessiva tra andata e ritorno.
- Periodo più semplice: da giugno a ottobre, con possibili variazioni legate alla neve.
- Segnavia: sentiero numero 15, su pista sterrata e percorso nel bosco.

Perché questo lago merita la deviazione
Il bacino si trova sopra Morgex, nella zona del Colle San Carlo, e offre un paesaggio alpino completo senza richiedere una lunga giornata di trekking. Il sentiero attraversa un bosco di abeti e larici, poi si apre gradualmente sulla conca del lago, con il massiccio del Monte Bianco e le Grandes Jorasses a fare da sfondo nelle giornate limpide.
La quota, poco superiore ai 2.000 metri, spiega il carattere del paesaggio. L’acqua può apparire molto diversa a seconda della luce, mentre in autunno i larici aggiungono tonalità gialle e arancioni che, a mio parere, rendono il percorso ancora più interessante rispetto alla stagione estiva più affollata.
Non lo considero soltanto un punto panoramico da raggiungere e fotografare. La passeggiata è breve, ma lascia spazio per fermarsi, fare un picnic e osservare la conca glaciale con calma. Bisogna però trattarlo come un ambiente alpino, non come un’area balneare attrezzata.
Il percorso dal Colle San Carlo è breve ma non banale
Il punto di partenza abituale è il Colle San Carlo, raggiungibile in auto dalla zona di Morgex oppure da La Thuile. Nei pressi dell’Albergo Genzianella si trova l’area di parcheggio e, di fronte alla struttura, inizia la strada sterrata indicata con il segnavia 15.
| Parametro | Indicazione pratica |
|---|---|
| Quota di partenza | Circa 1.858 metri |
| Quota del lago | Circa 2.071 metri |
| Dislivello | Circa 120 metri |
| Distanza | Circa 3,1 km per l’andata |
| Tempo di percorrenza | 45-55 minuti per l’andata |
| Difficoltà | T, itinerario turistico |
Come si svolge la camminata
Il primo tratto segue una pista ampia dentro il bosco, con pendenza moderata e fondo generalmente regolare. Dopo il bivio con il sentiero 16 si mantiene la direzione del numero 15, mentre il percorso alterna brevi salite, tratti quasi pianeggianti e alcuni tornanti.
Prima dell’arrivo si incontrano zone più aperte, vegetazione di mirtilli e rododendri e, in alcuni periodi, il corso d’acqua che esce dal lago. Il tratto finale è quello più suggestivo, perché il bosco si dirada e lo specchio d’acqua compare quasi all’improvviso.
A chi è adatto
Con terreno asciutto, l’escursione è adatta a famiglie, camminatori occasionali e persone che vogliono inserire una passeggiata panoramica in un itinerario più ampio. Non è però una passeggiata da affrontare con scarpe da città, passeggino leggero o sandali aperti, soprattutto dopo piogge e nei periodi di disgelo.
Il tempo indicato dagli itinerari ufficiali è una media. Io calcolerei almeno un’ora e mezza complessiva, considerando soste, fotografie e il giro lungo le rive. Nei fine settimana estivi conviene arrivare presto, perché i posti auto disponibili possono esaurirsi rapidamente.
Quando andare e cosa cambia con la neve
Da giugno a ottobre si trovano normalmente le condizioni più semplici per raggiungere il lago a piedi. Giugno può ancora presentare neve nei tratti ombreggiati, mentre luglio e agosto garantiscono giornate lunghe ma anche maggiore affluenza. Settembre e la prima parte dell’autunno offrono spesso il compromesso migliore tra temperature, colori e tranquillità.
In inverno il percorso può trasformarsi in un’escursione con ciaspole o ramponcini, ma non va considerato automaticamente sicuro solo perché breve. La neve può coprire il sentiero, creare ghiaccio nei tratti in ombra e rendere meno evidente la segnaletica.
Per itinerari innevati più ambiziosi verso il Colle della Croce, la Regione indica un percorso escursionistico di circa 410 metri di dislivello e 2 ore e 30 minuti di salita. In presenza di rischio valanghe servono Artva, pala e sonda, oltre alla capacità di leggere il bollettino nivometeorologico. Se mancano esperienza o condizioni stabili, fermarsi al lago è la scelta più sensata.
Cosa portare per godersi davvero la giornata
Per la passeggiata estiva bastano scarponcini o scarpe da trail con buona aderenza, uno strato caldo leggero e una giacca impermeabile. A questa quota il tempo può cambiare rapidamente e il vento sul lago può essere più fresco di quanto suggerisca la temperatura in fondovalle.
- Acqua: portare almeno 1 litro a persona, senza contare su fontane sempre disponibili.
- Abbigliamento: vestirsi a strati e aggiungere una protezione per pioggia e vento.
- Orientamento: scaricare la traccia o avere una mappa offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
- Pranzo: un picnic è pratico, ma tutto ciò che si porta va riportato a valle.
- Foto: la luce del mattino è spesso più pulita, mentre il tardo pomeriggio valorizza i riflessi.
La pesca della trota è segnalata in alcune descrizioni dell’area, ma questo non significa che sia libera senza condizioni. Prima di portare l’attrezzatura bisogna verificare permessi, periodi e regolamenti regionali. Eviterei inoltre di entrare in acqua: un lago alpino resta freddo e delicato, anche quando la giornata sembra estiva.
Le varianti migliori per trasformare la passeggiata in una giornata outdoor
Il belvedere della Tête d’Arpy
Dal retro del ristorante Genzianella parte una breve deviazione verso un punto panoramico nei pressi della Tête d’Arpy. Richiede circa 25 minuti di salita e permette di vedere la catena del Monte Bianco e la Valdigne da una prospettiva diversa.
È una buona aggiunta per chi accompagna persone poco allenate o vuole completare la giornata senza affrontare un’escursione impegnativa. La inserirei prima o dopo il lago, in base alla luce e all’orario di arrivo.
Il circuito del Colle della Croce
Chi cerca un itinerario più consistente può proseguire dal lago verso il Colle della Croce, seguendo i sentieri 17 e 16. Il circuito completo misura circa 8,1 km, presenta 525 metri di dislivello e richiede quasi 3 ore di cammino, con difficoltà escursionistica.
Qui cambia completamente il tipo di uscita. Non è più una semplice passeggiata, ma un trekking da affrontare con calzature adeguate, meteo stabile e un minimo di allenamento. Il vantaggio è un panorama più ampio e una frequentazione generalmente inferiore rispetto alle rive del lago.
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Il collegamento con la bici
Il Colle San Carlo può essere raggiunto anche come obiettivo stradale per chi viaggia in bicicletta, ma il tratto finale verso il lago è un itinerario da percorrere a piedi. Per questo lo vedo bene come escursione combinata bici e trekking, lasciando la bicicletta in un luogo sicuro e rispettando eventuali indicazioni locali.
Una mezza giornata ben spesa tra bosco e riflessi
Per una prima visita sceglierei una mattina tra settembre e i primi giorni d’ottobre, arrivando presto al Colle San Carlo. Metterei in conto circa due ore per camminare senza fretta, aggiungerei il belvedere solo se il meteo è limpido e lascerei il circuito del Colle della Croce a una giornata dedicata.
La forza di questa meta sta nell’equilibrio tra accessibilità e ambiente alpino. Con poco dislivello, una traccia chiara e un panorama notevole, offre una ricompensa concreta senza chiedere una preparazione da escursionista esperto, purché si controllino neve, meteo e condizioni del sentiero prima di partire.