Tra abeti, faggete e tracce dell’antica presenza glaciale, il Lago delle Lame è una delle mete più interessanti dell’entroterra ligure per una giornata all’aria aperta. Si trova nel Parco naturale regionale dell’Aveto, vicino a Rezzoaglio, ed è adatto sia a una visita breve sia a un’escursione più impegnativa verso i laghetti della foresta, il Passo delle Lame e il Monte Aiona. Qui raccolgo posizione, accesso, sentieri, periodo migliore e accorgimenti utili per organizzare l’uscita senza aspettative sbagliate.
Le informazioni essenziali per organizzare la visita
- Posizione: nella Foresta demaniale delle Lame, nel territorio di Rezzoaglio, a circa 1.048 metri di quota.
- Origine: è uno dei pochi laghi di origine glaciale della Liguria.
- Accesso: si arriva in auto dopo l’abitato di Magnasco; l’accesso al lago è gratuito.
- Escursioni: dalla zona partono percorsi verso il Lago delle Asperelle, il Code d’Asino, il Passo delle Lame e la Riserva delle Agoraie.
- Attrezzatura: scarpe con buona suola, acqua, abbigliamento a strati e una traccia offline sono la scelta più prudente.

Dove si trova e perché merita la visita
Il lago si trova nel comune di Rezzoaglio, nella Città Metropolitana di Genova, all’interno della Foresta delle Lame e del Parco dell’Aveto. È uno specchio d’acqua piccolo, circondato da boschi di faggio e abete bianco, con una superficie indicata dalle schede divulgative intorno ai 3.600 metri quadrati e una profondità massima di circa 8 metri.
La sua particolarità non sta nelle dimensioni, ma nella storia del paesaggio. La conca è legata all’azione dei ghiacci che interessarono il versante del Monte Aiona circa 20.000 anni fa. Per questo la visita ha un interesse geologico oltre che paesaggistico: il lago è il punto più semplice per avvicinarsi a un ambiente di piccoli bacini, torbiere e depositi morenici raro in Liguria.
Io lo considero una meta riuscita soprattutto per chi cerca una montagna raccolta, silenziosa e poco costruita. Non bisogna aspettarsi un grande lago alpino o un lungolago attrezzato. Il valore sta nel rapporto tra acqua, foresta e sentieri, con un’atmosfera che cambia molto tra la luce estiva, i colori autunnali e la neve.
Come arrivare senza complicare il percorso
Il collegamento più usato passa da Rezzoaglio. Da qui si segue la strada verso Santo Stefano d’Aveto e, poco dopo l’abitato di Magnasco, si prende la deviazione per la Foresta delle Lame. L’ultimo tratto è stretto e tortuoso, quindi conviene guidare con calma, soprattutto nei fine settimana, dopo piogge intense o in presenza di ghiaccio.
Arrivando dalla costa, l’itinerario tipico parte da Chiavari, prosegue verso Carasco e risale la Val d’Aveto lungo la viabilità principale. Da Piacenza si può invece attraversare la Val Trebbia e raggiungere Rezzoaglio dall’interno. In entrambi i casi, l’ultimo tratto richiede più tempo di quanto suggerisca la distanza sulla mappa.
Nei pressi del lago è presente una zona di sosta collegata alle strutture ricettive della località. Il Comune di Rezzoaglio indica che non è previsto un biglietto d’ingresso, ma questo non significa che ogni servizio, parcheggio o struttura sia sempre disponibile. Prima di partire controllerei eventuali avvisi locali e non farei affidamento su un trasporto pubblico diretto fino al lago.
Quali sentieri seguire nella foresta
La passeggiata più semplice consiste nel fermarsi presso il bacino e proseguire nella foresta lungo i percorsi naturalistici. I tracciati conducono verso il Lago delle Asperelle e il Code d’Asino, altri piccoli ambienti umidi di origine glaciale. Sono la scelta migliore per famiglie abituate a camminare e per chi vuole dedicare alla zona una o due ore senza affrontare un’escursione di montagna vera e propria.
La salita verso il Passo delle Lame aggiunge dislivello e cambia il carattere dell’uscita. Dal settore del lago si passa tra bosco, sorgenti e formazioni moreniche fino a quote intorno ai 1.300 metri. Il fondo può diventare fangoso o scivoloso, perciò non la definirei una passeggiata da affrontare con scarpe da ginnastica lisce.
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Il collegamento con il Monte Aiona
Il Monte Aiona è una meta più ambiziosa e non va confuso con una breve escursione attorno al lago. I percorsi del Parco dell’Aveto includono itinerari di circa 4 ore nella zona del monte, mentre la tappa tra Passo delle Lame e Passo della Spingarda è classificata come escursionistica e presenta circa 420 metri di dislivello.
Per me il modo più sensato di affrontare l’Aiona è programmare una giornata intera, verificando meteo, condizioni del terreno e orari di rientro. Nebbia improvvisa, neve e orientamento meno intuitivo possono trasformare un itinerario panoramico in una prova impegnativa.
Quando andare e cosa portare
Il periodo più facile va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando i sentieri sono generalmente più leggibili e le giornate più lunghe. Settembre e ottobre sono probabilmente i mesi più scenografici per chi ama faggete e colori caldi, mentre in estate consiglio di arrivare presto per godersi il silenzio prima dell’afflusso maggiore.
In inverno la foresta può essere innevata e il ghiaccio rende insidiosi anche i tratti apparentemente semplici. Sui percorsi più alti il Parco segnala inoltre una particolare anomalia magnetica, per cui la bussola può non essere affidabile. Meglio usare una traccia GPS offline insieme a una cartina, senza affidarsi esclusivamente al telefono se la batteria è vicina al limite.
- Scarponcini: indispensabili dopo pioggia, neve o disgelo.
- Acqua e cibo: porta una scorta personale, perché non devi dare per scontati punti di rifornimento lungo i sentieri.
- Abbigliamento: anche d’estate servono uno strato caldo e una giacca impermeabile.
- Navigazione: scarica prima la mappa e comunica a qualcuno l’itinerario scelto.
- Rispetto dell’area: resta sui tracciati, non raccogliere piante e non lasciare rifiuti sulle rive.
Come scegliere tra lago, Agoraie e Monte Aiona
La zona permette esperienze diverse, ma non tutte hanno lo stesso livello di impegno. Questa distinzione aiuta a evitare l’errore più comune, cioè arrivare per una visita tranquilla e ritrovarsi senza tempo o attrezzatura per un percorso lungo.
| Esperienza | Impegno | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Visita al lago e alla foresta | Basso | Chi vuole una pausa nella natura o una breve passeggiata |
| Laghetti delle Asperelle e Code d’Asino | Basso-medio | Escursionisti alle prime armi e famiglie allenate |
| Passo delle Lame | Medio | Chi cerca bosco, dislivello e un’uscita di mezza giornata |
| Riserva delle Agoraie | Variabile | Chi è interessato a zone umide e visite regolamentate |
| Monte Aiona | Medio-alto | Escursionisti con esperienza e buona preparazione |
La Riserva delle Agoraie merita attenzione, ma non va considerata automaticamente accessibile come i percorsi liberi della foresta. Le modalità di visita possono dipendere da stagione, gestione e accompagnamento, quindi verificherei sempre le indicazioni aggiornate del Parco prima di inserirla nel programma.
La scelta giusta per una giornata nell’Aveto
Per una prima visita sceglierei il lago, il percorso naturalistico tra i piccoli specchi d’acqua e una sosta senza fretta nella foresta. È un programma equilibrato, con poco trasferimento a piedi e molta qualità paesaggistica, ideale anche se si viaggia con bambini o si vuole abbinare la gita ai borghi della Val d’Aveto.
Se invece cerchi una giornata di trekking, partirei presto, controllerei il meteo e collegherei la zona al Passo delle Lame o a un itinerario verso l’Aiona. La cosa più importante è non valutare la difficoltà dalla vicinanza della strada: qui il terreno, la nebbia e il cambiamento rapido delle condizioni contano più dei chilometri.
Il punto di forza di questa meta è proprio la possibilità di scegliere il ritmo. Una visita breve permette di assaporare il paesaggio, mentre una pianificazione più accurata apre la porta a una delle aree escursionistiche più interessanti dell’Appennino ligure.