Lago di Resia, guida al campanile sommerso e al giro del lago

Torre sommersa nel lago di Resia, circondata da neve e montagne nebbiose. Alcune persone passeggiano sul ghiaccio.

Scritto da

Eugenio Ferraro

Pubblicato il

16 ago 2026

Indice

Quando un campanile emerge solitario dall’acqua, la fotografia viene spontanea, ma il Lago di Resia merita più di una sosta veloce. In queste pagine racconto la storia del bacino, il modo migliore per visitarlo, il giro da fare a piedi o in bicicletta, le attività sull’acqua e cosa vedere nei dintorni, con indicazioni pratiche aggiornate al 2026.

Un lago alpino da vivere tra storia, sport e paesaggi

  • Il campanile sommerso appartiene all’antico paese di Curon, allagato nel 1950.
  • Il giro completo misura circa 15,3 km, con dislivello contenuto e fondo in gran parte asfaltato.
  • Il bacino si trova a circa 1.500 metri di quota, quindi anche in estate servono abbigliamento e protezione dal vento.
  • Il periodo più versatile va da giugno a settembre, mentre l’inverno regala scenari completamente diversi.
  • Per una visita equilibrata consiglio di abbinare il lago a Curon, Resia, San Valentino alla Muta o a una breve escursione in quota.

Torre sommersa nel lago di Resia, circondata da neve e montagne. Alcune persone passeggiano sul ghiaccio.

Perché il campanile si trova ancora in mezzo al lago

Il campanile romanico di Curon Vecchia è il simbolo più riconoscibile del Lago di Resia, ma la sua presenza racconta una vicenda molto concreta. Il vecchio paese fu demolito e sommerso quando venne costruito il grande bacino artificiale destinato alla produzione di energia idroelettrica.

Nel 1950 furono chiuse le paratoie e il livello dell’acqua venne innalzato di circa 22 metri. Del complesso religioso rimase visibile soltanto il campanile, risalente al XIV secolo e datato tradizionalmente al 1357. È una storia che cambia il modo di guardare il paesaggio: non si osserva solo un monumento curioso, ma la traccia di una comunità scomparsa.

La leggenda secondo cui le campane suonerebbero nelle giornate ventose è suggestiva, non una certezza storica. Le campane furono rimosse prima dell’allagamento, quindi preferisco considerare quel racconto come parte della memoria popolare, non come un fatto da presentare senza riserve.

Dove fermarsi per vederlo bene

Il punto più semplice è il parcheggio vicino al campanile, presso Curon Venosta. Da lì si raggiunge rapidamente il lungolago e si ottengono le inquadrature più immediate, soprattutto nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce dà più profondità alle montagne.

Non limiterei però la visita alla fotografia dalla riva. Il campanile cambia aspetto osservato lungo il percorso e dal lato dell’acqua, mentre il piccolo museo dell’Alta Val Venosta aiuta a capire meglio la storia dell’antico abitato e della diga.

Il giro del lago è l’esperienza più completa

Il circuito completo misura circa 15,3 km, con un dislivello vicino ai 55 metri in salita e altrettanti in discesa. Il fondo è per circa l’80% asfaltato, mentre il resto è composto da sterrato compatto o ghiaia ben battuta. Per questo è adatto a camminatori, famiglie allenate, runner e ciclisti tranquilli.

Caratteristica Indicazione pratica
Distanza Circa 15,3 km
Durata a piedi Da 3 ore e mezza a 4 ore e mezza, soste escluse
Dislivello Circa 55 metri positivi
Fondo Asfalto, ghiaia e brevi tratti naturali
Punti di partenza Curon, Resia o San Valentino alla Muta

Il tratto più semplice resta quello pianeggiante vicino alla riva, mentre sul lato opposto si incontrano leggere variazioni di quota tra prati e boschi. Io sceglierei il senso antiorario partendo dal campanile, così da lasciare subito alle spalle la parte più famosa e godermi il paesaggio con maggiore continuità.

A piedi o in bicicletta

Per una passeggiata rilassata servono scarpe comode, acqua e almeno mezza giornata. In bicicletta il giro è alla portata anche di chi non cerca prestazioni, ma una bici da trekking o una e-bike è più indicata di una bici da corsa, perché alcuni tratti non sono perfettamente lisci.

Chi percorre la ciclabile della Val Venosta può inserire questo anello nel viaggio, tenendo conto che il vento può aumentare rapidamente e che alcuni tratti del percorso possono essere soggetti a chiusure temporanee. Prima di partire controllerei sempre la viabilità locale, soprattutto se viaggio con bambini o con una bici ingombrante.

Qual è il periodo migliore per visitarlo

L’estate offre il maggior numero di attività, ma non è automaticamente la stagione migliore per tutti. A circa 1.500 metri di altitudine, il clima resta fresco e l’acqua ha una temperatura media estiva intorno ai 17 °C. Anche in una giornata luminosa porterei una giacca antivento leggera.

  • Giugno e settembre sono ideali per camminare e pedalare con meno affollamento.
  • Luglio e agosto offrono più servizi, noleggi e attività, ma anche maggiore presenza turistica.
  • Autunno regala luce limpida e colori intensi, con giornate più brevi.
  • Inverno trasforma il paesaggio e, quando le condizioni lo consentono, il lago ghiacciato permette di avvicinarsi al campanile a piedi. Non bisogna però entrare sul ghiaccio senza indicazioni locali.

Nel 2026 il Lago di Resia Guest Pass estivo è previsto dal 1° maggio al 30 novembre e può includere riduzioni o accessi ad alcune esperienze della zona. Le condizioni cambiano in base alla struttura e alla stagione, quindi lo considererei utile soprattutto per chi resta più giorni, non per una sosta di poche ore.

Acqua, vento e attività all’aperto

Il bacino è famoso per il paesaggio, ma non va confuso con una località balneare tradizionale. La balneazione è possibile sotto la propria responsabilità, mentre la temperatura dell’acqua e il vento rendono l’esperienza poco adatta a chi cerca un bagno caldo e rilassante.

In estate si possono trovare pedalò, escursioni in battello e attività legate al vento. Il noleggio dei pedalò, quando attivo, è generalmente concentrato nei mesi estivi e può avere orari diversi durante la settimana. Per esempio, nel programma 2026 sono state indicate tariffe di circa 15 euro per 30 minuti e 20 euro per un’ora, soggette a variazioni e disponibilità.

Il vento è uno degli elementi distintivi del luogo e spiega la presenza di praticanti di kitesurf e altri sport velici. Per chi arriva soltanto per camminare, però, significa soprattutto proteggere le orecchie, fissare bene cappelli e occhiali e non sottovalutare il freddo percepito.

Leggi anche: Lago di Varese in bici, tra natura, storia e sponde da scoprire

Come organizzare una giornata senza correre

  1. Arrivare al mattino a Curon e dedicare il primo momento al campanile.
  2. Visitare il museo o fare una breve pausa nel paese nuovo.
  3. Percorrere a piedi o in bici il tratto più vicino alla riva.
  4. Pranzare tra Curon e Resia, lasciando tempo per eventuali soste panoramiche.
  5. Concludere la giornata con il tramonto sul lato settentrionale del bacino.

Il giro completo in una sola giornata è fattibile, ma non lo trasformerei in una prova contro il cronometro. Il valore del percorso sta nei cambi di prospettiva, nelle pause e nella possibilità di osservare il campanile da lontano, non soltanto nel raggiungere il chilometro finale.

Cosa vedere nei dintorni oltre al campanile

La visita acquista più senso se inserita in un itinerario dell’Alta Val Venosta. Resia è il punto ideale per combinare il lago con il vicino passo e con percorsi ciclabili di lunga percorrenza, mentre San Valentino alla Muta offre un ambiente più raccolto e un secondo lago naturale, adatto a una passeggiata breve.

  • Resia è pratica per servizi, punti di partenza e attività sul lago.
  • San Valentino alla Muta è una buona scelta per chi cerca un’escursione più tranquilla e un paesaggio meno dominato dal grande bacino.
  • Glorenza, con il suo centro storico fortificato, aggiunge una componente culturale molto diversa da quella del lago.
  • Abbazia di Monte Maria e Burgusio sono interessanti per chi vuole alternare sport, architettura e storia locale.
  • Belpiano e Watles permettono di salire in quota per camminate panoramiche e attività outdoor.

Se ho soltanto poche ore, resterei sul circuito del bacino. Con due giorni a disposizione, invece, sceglierei una combinazione più equilibrata tra lago, ciclabile della Val Venosta e borghi storici. È il modo migliore per non ridurre una valle complessa a una sola fotografia.

Il modo più intelligente per vivere questo paesaggio

Il campanile sommerso è il motivo che porta qui molti visitatori, ma il ricordo più forte nasce dall’insieme di acqua, vento, montagne e storia. Per goderselo davvero consiglio di arrivare preparati, controllare eventuali chiusure del percorso e lasciare spazio a una camminata lenta, anche solo su una parte dei 15,3 km.

Chi cerca una meta fotografica può fermarsi a Curon; chi ama ciclismo e outdoor dovrebbe invece considerare il bacino come una tappa completa, non come una semplice sosta lungo la strada. Il periodo più versatile resta tra giugno e settembre, mentre l’inverno richiede prudenza ma offre l’atmosfera più insolita.

Domande frequenti

Il vecchio paese di Curon fu demolito e sommerso nel 1950 per creare un bacino idroelettrico. L'acqua salì di circa 22 metri e rimase visibile il campanile romanico del XIV secolo, mentre le campane furono rimosse prima dell'allagamento.

Il circuito misura circa 15,3 km, con un dislivello positivo di circa 55 metri. A piedi richiede da 3 ore e mezza a 4 ore e mezza, senza contare le soste; il fondo è per circa l'80% asfaltato e il resto è composto da ghiaia o sterrato compatto.

Giugno e settembre sono indicati per trovare meno affollamento, mentre luglio e agosto offrono più servizi e attività. In bici è preferibile usare una bici da trekking o una e-bike, perché alcuni tratti non sono perfettamente lisci e il vento può aumentare rapidamente.

La balneazione è possibile sotto la propria responsabilità, ma l'acqua raggiunge in estate una temperatura media di circa 17 °C e il vento può rendere l'esperienza poco confortevole. Nei mesi estivi si possono trovare pedalò, escursioni in battello e attività legate al vento, con disponibilità e orari variabili.

Resia è comoda per i servizi e le attività sul lago, mentre San Valentino alla Muta offre una passeggiata più tranquilla. Per arricchire l'itinerario si possono visitare Glorenza, l'Abbazia di Monte Maria e Burgusio, oppure salire verso Belpiano e Watles.

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campanili escursionismo ciclismo kitesurf alta val venosta

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Eugenio Ferraro

Eugenio Ferraro

Mi chiamo Eugenio Ferraro e da 4 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. La mia passione per questi temi nasce dal desiderio di condividere esperienze autentiche e di rendere accessibili a tutti le meraviglie che si scoprono pedalando su sentieri inesplorati o avventurandosi in terre lontane. Qui su ceepo.it, mi impegno a raccontare storie, a fornire guide pratiche e a semplificare concetti complessi, sempre con un occhio di riguardo per l'accuratezza e l'aggiornamento delle informazioni. Il mio obiettivo è offrire contenuti utili e comprensibili, frutto di ricerca e confronto, per ispirare e accompagnare chiunque desideri vivere al meglio le proprie avventure.

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