Tra i pascoli d’alta quota del Mondeval, il Lago delle Baste appare come un piccolo specchio d’acqua incorniciato da alcune delle montagne più riconoscibili delle Dolomiti. La meta interessa soprattutto chi cerca un’escursione panoramica, non una passeggiata sul lungolago: qui trovi indicazioni sull’accesso, sul periodo migliore, sull’equipaggiamento e sulle attrazioni da abbinare al trekking.
Un piccolo lago dolomitico da raggiungere con la giusta preparazione
- Posizione: sull’altopiano di Mondeval, nell’area del sistema UNESCO Pelmo-Croda da Lago.
- Accesso più pratico: dal Passo Giau, passando per Forcella Giau e proseguendo verso Mondeval.
- Tempo indicativo: circa 1-1,5 ore per tratta dal settore di Malga Giau, secondo il percorso scelto.
- Periodo consigliato: da fine giugno all’inizio dell’autunno, con condizioni meteo favorevoli.
- Panorami: Pelmo, Lastoi de Formin, Croda da Lago, Becco di Mezzodì, Averau e Nuvolau.

Dove si trova e perché merita la camminata
Il laghetto si trova sull’altopiano di Mondeval de Sora, in provincia di Belluno, tra l’area di Selva di Cadore e il territorio di San Vito di Cadore. Si trova a oltre 2.100 metri di quota, in un ambiente aperto e severo, molto diverso dai laghi dolomitici più grandi e facilmente accessibili.
La sua forza non sta nelle dimensioni, ma nella scenografia. In condizioni di luce limpida, il Monte Pelmo sembra emergere direttamente dall’acqua, mentre sullo sfondo si riconoscono i Lastoi de Formin e il Becco di Mezzodì. A mio avviso, è una meta che vale soprattutto per l’insieme di lago, pascoli e pareti rocciose, non per il bacino preso isolatamente.
Il livello dell’acqua può cambiare sensibilmente durante la stagione. Dopo periodi asciutti il bacino può apparire molto ridotto, ma questo non rende inutile l’escursione: l’altopiano resta uno dei punti panoramici più interessanti della zona.
Come arrivare dal Passo Giau
Il punto di partenza più intuitivo è il Passo Giau, raggiungibile in auto dalla Val Fiorentina o da Cortina d’Ampezzo. In alta stagione i parcheggi possono riempirsi rapidamente, perciò conviene arrivare presto e controllare eventuali limitazioni alla viabilità prima della partenza.
- Dal settore di Malga Giau si imbocca il sentiero verso Forcella Giau.
- Superato il valico, si prosegue sull’altopiano seguendo le indicazioni per Mondeval.
- Si mantiene la traccia principale e si raggiunge il bacino, spesso indicato anche come Laghetto delle Baste o Lago di Baste.
- Con tempo e gambe a disposizione, si può continuare verso il sito archeologico di Mondeval.
Dal Passo Giau calcolerei circa 1 ora e 15 minuti fino a 1 ora e 30 minuti per tratta, ma il tempo dipende dalle condizioni del terreno, dalle soste fotografiche e dalla traccia scelta. Non è un’escursione tecnica, però il sentiero attraversa terreno sassoso, praterie umide e zone dove la traccia può diventare meno evidente con nebbia o neve residua.
| Partenza | Impegno indicativo | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Passo Giau o Malga Giau | Escursione breve o di mezza giornata | Prima visita e itinerario panoramico |
| Santa Fosca o Toffol | Itinerario più lungo, con maggiore dislivello | Chi vuole includere Mondeval e il sito mesolitico |
| Passo Giau e percorso verso Forcella Ambrizzola | Trekking di giornata | Escursionisti abituati a percorsi dolomitici estesi |
Le distanze riportate sulle mappe possono riferirsi all’intero itinerario verso Mondeval e non soltanto al lago. Per questo preferisco usare il tempo di cammino come riferimento principale e verificare sempre carta escursionistica, segnaletica e condizioni aggiornate.
Quando andare e cosa aspettarsi dal terreno
Il periodo più affidabile va generalmente da fine giugno a settembre, con possibilità di prolungare la stagione all’inizio dell’autunno nelle annate favorevoli. A inizio estate possono restare nevai nei pressi dei valichi, mentre in ottobre le giornate sono più brevi e il ghiaccio può rendere scivolosi i tratti in ombra.
Il meteo è il vero fattore decisivo. Il percorso è esposto, offre poco riparo e può diventare scomodo con vento forte, temporali o nebbia. Io eviterei di partire confidando in un semplice miglioramento pomeridiano: sull’altopiano la visibilità può calare rapidamente e rendere meno leggibili i riferimenti del sentiero.
Il fondo alterna erba, pietra e tratti umidi. Dopo la pioggia alcune zone possono essere fangose e delicate, quindi è importante restare sulla traccia senza attraversare inutilmente le aree torbose. Il lago non è una meta balneare e il suo ambiente va trattato come un ecosistema alpino fragile.
Le montagne e la storia da vedere lungo il percorso
Il panorama cambia continuamente già nei pressi di Forcella Giau. Da un lato si aprono le vedute verso Averau, Nuvolau e Tofane; dall’altro compaiono il Pelmo, la Croda da Lago e le pareti dei Lastoi de Formin. Per fotografare il lago con il Pelmo riflesso, la luce del mattino tende a essere più morbida e le probabilità di trovare aria limpida sono spesso maggiori.
La visita può essere arricchita dal sito archeologico di Mondeval, dove fu rinvenuta la sepoltura di un cacciatore vissuto circa 7.500 anni fa. Il reperto e il corredo funerario sono conservati al Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore, una tappa interessante se si vuole capire quanto antica sia la frequentazione di questi pascoli.
Per un itinerario più impegnativo si può proseguire verso Forcella Ambrizzola e collegarsi ai percorsi dell’area della Croda da Lago. È una scelta che aumenta notevolmente tempi e dislivello, quindi non la aggiungerei all’ultimo minuto: meglio deciderlo prima, con una mappa davanti e un margine di sicurezza adeguato.
Equipaggiamento e errori da evitare
Per una camminata breve dal Passo Giau bastano un buon allenamento di base e attrezzatura da montagna essenziale. Le scarpe devono avere una suola adatta alla roccia, mentre anche in piena estate servono giacca antivento, strato caldo e protezione dalla pioggia.
- Porta almeno 1-1,5 litri d’acqua a persona, perché lungo il tratto alto non è prudente contare su fonti affidabili.
- Scarica una mappa offline e non affidarti soltanto al segnale del telefono.
- Parti presto se vuoi fotografare il Pelmo con luce favorevole e camminare con meno affollamento.
- Considera che il percorso finale è da trekking: una bicicletta da strada non arriva al lago.
- Non uscire dalla traccia, non raccogliere piante e non avvicinarti al bacino con veicoli o mezzi motorizzati.
L’errore più comune è considerare la meta una passeggiata facile solo perché il lago è piccolo. La distanza può essere contenuta, ma quota, esposizione e cambiamenti meteorologici incidono più dei chilometri. Se hai poca esperienza in ambiente dolomitico, scegli una giornata stabile e mantieni un itinerario di ritorno semplice.
Una deviazione breve con un valore paesaggistico enorme
Il Lago delle Baste non va scelto per le infrastrutture, per la balneazione o per una lunga permanenza sulle rive. Va scelto per la combinazione rara di acqua, pascoli d’alta quota, archeologia e grandi pareti dolomitiche, raggiungibile con un trekking relativamente breve dal Passo Giau.
La mia raccomandazione è inserirlo in una mezza giornata ben organizzata, lasciando tempo per osservare il paesaggio invece di correre verso la fotografia di rito. Con meteo stabile, scarpe adeguate e una traccia verificata, questa piccola conca di Mondeval offre una delle esperienze più equilibrate per chi vuole avvicinarsi alle Dolomiti senza affrontare un itinerario alpinistico.