Rifugio Posa Puner, guida a escursioni, accessi e pernottamento

Il rifugio Posa Puner, con la bandiera italiana che sventola, domina un paesaggio montano verdeggiante.

Scritto da

Quarto Martino

Pubblicato il

10 lug 2026

Indice

Una giornata al Rifugio Posa Puner può essere una semplice pausa panoramica oppure il punto di partenza per un’escursione tra boschi, malghe e dorsali delle Prealpi Trevigiane. Qui raccolgo le informazioni che servono davvero per organizzare la visita: posizione, accessi in auto e a piedi, servizi, itinerari, periodo migliore e attrezzatura da portare.

Il rifugio ideale per esplorare la dorsale del Cesen

  • Quota di 1.334 metri nel comune di Miane, in provincia di Treviso.
  • Accesso in auto possibile da Combai oppure da Valdobbiadene, passando per Pianezze e Malga Budoi.
  • Pernottamento disponibile con 24 posti letto, camere semplici e servizi condivisi.
  • Escursioni verso Malga Mont, Malga Mariech, Monte Garda e le malghe vicine.
  • In inverno l’apertura è indicata soprattutto nei fine settimana o su prenotazione.

Rifugio Posa Puner, un edificio giallo con finestre marroni e un cartello che indica il nome, sotto un cielo azzurro.

Dove si trova il Rifugio Posa Puner

Il rifugio si trova a 1.334 metri di quota, sulla dorsale del gruppo Cesen-Visentin, nel territorio comunale di Miane. La posizione è uno dei suoi punti di forza: nelle giornate limpide lo sguardo va dalle colline del Prosecco alla pianura veneta, fino alle Dolomiti.

Non è un rifugio d’alta montagna isolato e difficile da raggiungere. È piuttosto una struttura di media montagna, adatta a escursionisti, famiglie, ciclisti e a chi vuole trascorrere qualche ora nella natura senza affrontare un itinerario tecnico. Io lo considero una base molto riuscita per scoprire una zona meno affollata rispetto alle Dolomiti più conosciute.

La struttura fu costruita dal Gruppo Alpini di Miane tra il 1973 e il 1977, mentre negli anni successivi è stata ampliata e adeguata. Il rifugio dispone anche di una piccola posta per cavalli con 9 posti, un dettaglio raro e interessante per chi pratica trekking a cavallo.

Come arrivare in auto e a piedi

Gli accessi stradali

In auto si può salire da Combai, attraversando il bosco del Madean e passando per Case Colliè e Malga Budoi. L’accesso misura circa 15 chilometri dal paese. L’alternativa parte da Valdobbiadene e passa per Pianezze e Malga Budoi, con un percorso stradale di circa 18 chilometri.

Le strade sono panoramiche ma non vanno affrontate come normali vie cittadine. Alcuni tratti possono essere stretti o sterrati, quindi conviene procedere lentamente e controllare le condizioni dopo piogge intense o nevicate. Prima di partire, io verificherei sempre l’apertura del rifugio e la transitabilità del percorso, soprattutto nei mesi freddi.

I principali itinerari escursionistici

Partenza Durata indicativa Impegno
Combai, sentiero CAI 922 2 ore e 15-30 minuti Medio, con tratti ripidi
Miane, Madonna del Carmine 2 ore e 30-45 minuti Medio
Cordellon, Case Savaris 2 ore e 30-45 minuti Escursionistico

Da Combai il sentiero CAI 922 supera circa 900 metri di dislivello in poco più di 5 chilometri. La parte finale è la più faticosa, con una salita diretta nel prato e nel bosco. Non lo sceglierei per una prima escursione improvvisata, soprattutto con zaini pesanti o terreno bagnato.

Gli itinerari da Madonna del Carmine e da Case Savaris sono più lunghi ma consentono di distribuire meglio la fatica. In ogni caso, la segnaletica può essere meno evidente in alcuni tratti, perciò è prudente avere una traccia GPS, una carta escursionistica e una batteria di riserva per il telefono.

Cosa fare nei dintorni del rifugio

Il territorio intorno alla struttura offre escursioni adatte a diversi livelli. I sentieri attraversano soprattutto boschi di faggio, pascoli e strade forestali, collegando il rifugio con numerose malghe della dorsale.

Malga Mont e le malghe vicine

Malga Mont si raggiunge in circa 1 ora e 30-45 minuti dal rifugio. Il percorso è una buona scelta per chi desidera camminare senza affrontare un grande dislivello, alternando tratti nel bosco e aperture panoramiche. Nella stessa area si incontrano Malga ai Pian, Malga Federa e Malga Budoi.

Questi itinerari sono particolarmente piacevoli in primavera e all’inizio dell’autunno, quando il caldo è meno intenso. In estate, invece, consiglio di partire presto: sui tratti aperti il sole può farsi sentire e l’ombra non è sempre continua.

Malga Mariech e Monte Cesen

Malga Mariech si trova a 1.502 metri e si raggiunge dal rifugio in circa un’ora e venti o un’ora e trenta. È una delle mete più interessanti per chi cerca una camminata panoramica sulla dorsale del Monte Cesen.

Il percorso attraversa alcune elevazioni secondarie, tra cui Col di Osei e Posanòva. Non è una salita alpinistica, ma il terreno può diventare scivoloso con pioggia, ghiaccio o neve. Per me è l’escursione che valorizza meglio la posizione del rifugio, perché combina pascoli aperti e viste ampie senza richiedere una giornata intera.

Leggi anche: Rifugio Coldai, guida all’escursione tra lago e Civetta

Il Sentiero del Carbone

Un’opzione più tranquilla è il Sentiero del Carbone, un percorso ad anello che parte e termina nei pressi del rifugio. L’itinerario racconta il lavoro dei carbonai e passa vicino a una vecchia postazione in parte ricostruita.

Il tracciato è indicato dal Comune di Miane come adatto al periodo tra aprile e ottobre e non presenta difficoltà particolari. Sono sufficienti scarponcini, acqua e una giacca impermeabile. È una scelta sensata per una giornata in famiglia o per chi vuole aggiungere contenuto storico a una passeggiata breve.

Servizi, cucina e pernottamento

Il rifugio offre servizio di bar, colazione, pranzo e cena. La sala interna dispone di circa 70 posti, mentre gli spazi esterni possono accogliere fino a 50 persone. La cucina propone piatti legati alla tradizione locale, un aspetto che rende la sosta più interessante del semplice ristoro veloce.

Per dormire sono disponibili circa 24 posti letto, generalmente in camere semplici con letti a castello. I servizi sono condivisi e comprendono docce con acqua calda. Non bisogna aspettarsi il comfort di un albergo: il valore dell’esperienza sta nella posizione, nella semplicità e nella possibilità di fermarsi direttamente sulla montagna.

Le tariffe non sono un dato da dare per scontato, perché possono cambiare in base al trattamento, alla stagione e alla prenotazione. Per conoscere il prezzo aggiornato conviene contattare direttamente la gestione al numero 0438 1910011 o al cellulare 348 7595059.

Il sito della struttura indica che durante l’inverno l’apertura avviene soprattutto nei fine settimana o su prenotazione. Anche quando le strade risultano percorribili, non significa automaticamente che il servizio di ristorazione sia attivo ogni giorno.

Quando andare e cosa portare

La stagione più semplice per visitare la zona va da maggio a ottobre. In primavera i sentieri possono essere umidi e fangosi, mentre in estate il rifugio è ideale per combinare escursione e pranzo. L’autunno offre colori magnifici nei boschi di faggio, ma le giornate più brevi richiedono una gestione attenta dei tempi.

In inverno l’area può essere percorsa con ciaspole, ma la presenza di neve o ghiaccio cambia completamente la difficoltà. Prima di partire controllerei meteo, stato delle strade, apertura della struttura e condizioni del sentiero. Una webcam o una stazione meteo locale possono aiutare, ma non sostituiscono una valutazione sul posto.

  • Scarponcini con suola scolpita, anche per i percorsi più facili.
  • Giacca impermeabile e uno strato caldo, perché il vento sulla dorsale può aumentare rapidamente.
  • Acqua e snack per l’andata, soprattutto se si parte dai paesi di fondovalle.
  • Traccia GPS e carta per gli itinerari più lunghi o con segnaletica discontinua.
  • Ramponcini o ciaspole in presenza di neve gelata o accumuli consistenti.

Per chi arriva in mountain bike, la zona offre strade forestali e percorsi sulla dorsale, ma bisogna considerare il dislivello e la qualità del fondo. Una bici elettrica amplia le possibilità, però non elimina la necessità di pianificare autonomia, ricarica e tratti sconnessi.

Perché scegliere questa base nelle Prealpi Trevigiane

Il Rifugio Posa Puner funziona bene per chi cerca un punto di appoggio versatile. Si può raggiungere in auto, usare come partenza per escursioni di poche ore, fermarsi a mangiare oppure organizzare un pernottamento semplice lontano dai centri abitati.

La sua vera qualità non è una singola attrazione, ma l’equilibrio tra accessibilità, panorama e varietà dei sentieri. Io lo consiglierei soprattutto a chi vuole esplorare il Monte Cesen con ritmi rilassati, senza trasformare ogni uscita in una prova di resistenza.

La decisione richiede solo un minimo di realismo. Gli itinerari più facili restano adatti a molte persone, ma i percorsi dai fondovalle comportano dislivelli importanti e le condizioni possono cambiare rapidamente. Prenotare il pasto o il letto, controllare gli accessi e portare equipaggiamento adeguato fanno una differenza concreta.

Una sosta da vivere con il ritmo della montagna

Il modo migliore per apprezzare questo rifugio è dedicargli almeno mezza giornata, lasciando spazio a una camminata verso una malga e a una pausa senza fretta. La combinazione tra boschi, pascoli e vista sulla pianura rende l’area interessante in ogni stagione, con atmosfere molto diverse tra estate, autunno e inverno.

Prima della partenza conviene telefonare per verificare apertura, disponibilità dei posti e condizioni della strada. Con questa semplice precauzione, la visita diventa una scelta affidabile per un’escursione, un pranzo panoramico o un breve soggiorno sulle Prealpi Trevigiane.

Domande frequenti

In auto si può arrivare da Combai, attraversando il bosco del Madean e passando per Malga Budoi, con circa 15 chilometri di percorso. L’alternativa da Valdobbiadene passa per Pianezze e misura circa 18 chilometri. A piedi si può partire da Combai sul sentiero CAI 922, da Miane presso Madonna del Carmine oppure da Cordellon e Case Savaris.

Malga Mont si raggiunge in circa un’ora e mezza o un’ora e 45 minuti, mentre Malga Mariech richiede circa un’ora e 20 o un’ora e 30. Il Sentiero del Carbone è un anello breve nei pressi del rifugio, indicato dal Comune di Miane tra aprile e ottobre e adatto anche a una passeggiata tranquilla.

Sì, sono disponibili bar, colazione, pranzo e cena. La sala interna ha circa 70 posti e gli spazi esterni fino a 50. Per il pernottamento ci sono circa 24 posti letto in camere semplici, con letti a castello, servizi condivisi e docce con acqua calda. In inverno l’apertura è soprattutto nei fine settimana o su prenotazione.

Il periodo più semplice va da maggio a ottobre; in primavera i sentieri possono essere umidi, mentre in autunno le giornate sono più brevi. Servono scarponcini con suola scolpita, giacca impermeabile, strato caldo, acqua e snack. Per itinerari lunghi sono utili traccia GPS e carta, mentre con neve o ghiaccio possono servire ramponcini o ciaspole.

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Quarto Martino

Quarto Martino

Mi chiamo Quarto Martino e da 9 anni mi dedico con passione a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. Quella che è iniziata come una curiosità si è trasformata in un vero e proprio stile di vita, portandomi a condividere le mie esperienze e conoscenze attraverso ceepo.it. Amo analizzare le ultime tendenze, confrontare informazioni e tradurre argomenti complessi in contenuti chiari e accessibili, sempre con l'obiettivo di fornire un punto di riferimento affidabile e aggiornato per chi, come me, vive queste passioni intensamente.

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