Raggiungere il Rifugio Coldai significa entrare nel cuore del gruppo della Civetta, tra la Val di Zoldo, il Lago Coldai e uno dei paesaggi più spettacolari delle Dolomiti. Qui trovi le informazioni che servono davvero per organizzare l’escursione: accessi, tempi, dislivelli, periodo migliore, servizi, itinerari collegati e attrezzatura da portare.
Il punto di partenza migliore dipende dall’obiettivo della giornata
- Quota del rifugio: circa 2.130-2.135 metri, nel comune di Val di Zoldo.
- Accesso consigliato: da Palafavera, in circa 1 ora e 45 minuti o 2 ore.
- Attrazione principale: il Lago Coldai, raggiungibile in altri 15-20 minuti.
- Periodo di apertura: in genere da metà giugno a fine settembre, con date da verificare ogni stagione.
- Capienza: il sito ufficiale indica 93 posti letto, mentre una scheda CAI precedente ne riporta 83.

Dove si trova e perché merita la salita
Il Rifugio Adolfo Sonino al Coldai si trova sul versante settentrionale del gruppo della Civetta, vicino alla Forcella Coldai e poco sopra la testata della Val de le Ziolère. La posizione è il suo punto di forza: da qui lo sguardo abbraccia la Val di Zoldo, il Monte Pelmo e le grandi pareti della Civetta.
Il rifugio è a circa 2.132 metri di quota ed è una tappa dell’Alta Via delle Dolomiti numero 1. La struttura appartiene alla Sezione di Venezia del CAI e ha una storia lunga. Fu inaugurata nel 1905, ricostruita dopo l’incendio del 1944 e ampliata più volte nel dopoguerra.
Io lo considero una meta molto equilibrata per chi vuole provare la vita in rifugio senza affrontare subito un itinerario alpinistico. La salita richiede un minimo di allenamento, ma il vero premio arriva dopo l’escursione, quando si può raggiungere il lago, aspettare la luce della sera e osservare la parete della Civetta in un ambiente decisamente più selvaggio rispetto ai fondovalle.
Quale accesso scegliere in base al tempo e alle gambe
Il percorso più utilizzato parte da Palafavera, in Val di Zoldo. Dal parcheggio si segue la carrareccia con i segnavia CAI 564 e 556 fino alla Casera Pioda, intorno ai 1.815-1.890 metri secondo il punto considerato. Da qui il sentiero diventa più deciso e sale con alcuni tornanti fino al rifugio.
| Partenza | Tempo indicativo | Dislivello | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Palafavera | 1 h 45 min - 2 h | Circa 625 m | Itinerario più intuitivo, su carrareccia e sentiero CAI 556 |
| Piani di Pezzè, Alleghe | 1 h 45 min - 2 h | Variabile | Accesso panoramico attraverso Forcella d’Alleghe |
| Casera Vescovà | Circa 1 h 30 min - 2 h | Più contenuto | Variante dalla strada del Passo Staulanza |
| Piani di Pezzè via Sora Sassel | 2 h - 2 h 15 min | Variabile | Percorso più impegnativo, classificato EE |
Da Palafavera, in estate, è possibile utilizzare la seggiovia verso il Col de la Traversa, a circa 1.887 metri. In questo modo si riducono all’incirca 300 metri di dislivello, ma resta comunque una salita in ambiente d’alta montagna. Gli impianti non sono aperti per tutta la stagione, quindi non organizzerei l’escursione contando sulla seggiovia senza averne verificato gli orari aggiornati.
Un’altra possibilità parte dalla prima curva sul versante zoldano del Passo Staulanza. Il percorso segue la carrareccia 568, passa dalla Casera Vescovà e si collega ai sentieri 561 e 556. È una soluzione interessante se si arriva dal versante del Pelmo, ma la segnaletica e le condizioni del terreno vanno controllate con attenzione, soprattutto a inizio stagione.
Per una prima visita sceglierei Palafavera. È l’accesso più semplice da leggere, offre un buon rapporto tra dislivello e panorama e permette di trasformare facilmente la giornata in un giro al Lago Coldai.
Dal rifugio al lago e lungo i sentieri della Civetta
Il Lago Coldai
Dal rifugio alla Forcella Coldai si sale ancora brevemente, poi si scende verso il lago, situato a circa 2.143 metri. Il tratto richiede normalmente 15-20 minuti, ma con terreno bagnato o residui di neve può essere più lento e scivoloso.
Il lago è piccolo, essenziale e molto scenografico. Il colore dell’acqua cambia con la luce e, nelle giornate limpide, la vista verso la Civetta rende questa deviazione quasi obbligatoria. Nei periodi di maggiore affluenza io eviterei le ore centrali, quando il sentiero si riempie di escursionisti e la riva perde gran parte della sua atmosfera.
Il Rifugio Tissi e l’Alta Via numero 1
Dal Lago Coldai si può proseguire verso il Rifugio Tissi, a 2.250 metri, con un tempo indicativo di 1 ora e 30 minuti o 1 ora e 45 minuti. Il percorso attraversa la zona della Forcella di Col Negro e richiede passo sicuro, soprattutto quando il fondo è sassoso.
Il rifugio è anche una tappa naturale dell’Alta Via delle Dolomiti numero 1. Per chi percorre il trekking completo, il Coldai rappresenta un punto importante perché collega la zona del Lago di Braies con il settore della Civetta e con i rifugi successivi verso il Vazzoler.
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Ferrata degli Alleghesi e Monte Civetta
La Ferrata degli Alleghesi conduce verso la cima della Civetta, a 3.220 metri. Non è un’escursione da aggiungere all’ultimo momento: l’itinerario è lungo, presenta numerosi tratti attrezzati e anche passaggi di arrampicata non protetti.
Dal rifugio alla vetta servono in genere 4-5 ore, con grande dislivello e rientro impegnativo. La ferrata richiede casco, imbrago, set da ferrata, ottima preparazione fisica e condizioni meteo stabili. Chi non ha esperienza su percorsi esposti dovrebbe fermarsi al lago o affidarsi a una guida alpina.
Quando andare e cosa aspettarsi dal soggiorno
La stagione abituale va da metà giugno a fine settembre. Le date precise possono cambiare, così come l’apertura degli impianti di risalita. A giugno è possibile trovare neve nei pressi delle forcelle e nelle conche più riparate, mentre a settembre le giornate sono più brevi ma spesso offrono meno affollamento e una luce splendida.
Il rifugio dispone di dormitori, servizio di ristorazione, acqua calda e illuminazione alimentata da generatore e impianto fotovoltaico. Il sito ufficiale indica 93 posti letto; una scheda CAI precedente ne segnala invece 83 più alcuni posti d’emergenza. La differenza suggerisce di verificare la disponibilità reale al momento della prenotazione.
Non indico un prezzo fisso per pernottamento e mezza pensione perché le tariffe possono cambiare durante la stagione e in base al trattamento scelto. Per il 2026 prenoterei con anticipo, soprattutto per luglio, agosto e i fine settimana, controllando direttamente il sistema di prenotazione ufficiale.
In rifugio non bisogna aspettarsi i servizi di un albergo. Si dorme spesso in camerate, è necessario portare il sacco lenzuolo e gli spazi comuni possono essere affollati. In cambio si ottengono una posizione straordinaria, una cena calda e la possibilità di vivere la montagna anche dopo la partenza degli escursionisti giornalieri.
Attrezzatura utile e errori da evitare
Per il percorso da Palafavera servono scarponi o scarpe da trekking con buona suola, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, acqua e una protezione solare adeguata. A oltre duemila metri il tempo può cambiare in pochi minuti e la temperatura serale scende rapidamente anche in piena estate.
- Calzature stabili per affrontare ghiaia, fango e tratti ripidi.
- Bastoncini, particolarmente utili in discesa e sul sentiero verso il lago.
- Cartina o traccia offline, perché la copertura telefonica non è garantita ovunque.
- Frontale se si dorme in rifugio o si prevede di partire presto.
- Casco e set da ferrata solo per itinerari attrezzati come la Ferrata degli Alleghesi.
L’errore più comune è sottovalutare il dislivello perché il percorso è molto frequentato. La salita non è tecnica dal versante di Palafavera, ma resta un itinerario di montagna con oltre 600 metri di dislivello. Anche la seggiovia non elimina la necessità di controllare meteo, neve e orari.
Un secondo errore consiste nel confondere il rifugio con il lago. Arrivare alla struttura non significa aver concluso l’escursione panoramica: il lago è poco distante, ma bisogna aggiungere la salita alla forcella e la successiva discesa. Con bambini o escursionisti poco allenati calcolerei almeno 30-40 minuti in più tra andata, sosta e ritorno.
Il modo più intelligente di vivere il Coldai
Per una giornata ben riuscita partirei presto da Palafavera, raggiungerei il rifugio senza fretta e proseguirei al Lago Coldai dopo una breve pausa. Se il meteo resta stabile, il tratto verso il Rifugio Tissi può diventare un ottimo prolungamento; in caso contrario, tornare a valle è una scelta più saggia che inseguire un itinerario ambizioso.
La vera forza di questo angolo delle Dolomiti non sta solo nella fotografia del lago. Sta nella possibilità di scegliere tra una camminata accessibile, una notte in quota, una tappa dell’Alta Via e percorsi alpinistici molto più severi. Io partirei dal percorso più semplice, lasciando che siano condizioni, energia e preparazione a decidere il resto.