Tra tornanti, gallerie e panorami d’alta quota, il Passo dello Spluga collega la Valchiavenna con il Canton Grigioni e offre una delle traversate alpine più interessanti tra Italia e Svizzera. In questa guida raccolgo informazioni pratiche su strada, ciclismo, trekking, periodo migliore, difficoltà e luoghi da vedere, così puoi scegliere il modo più adatto per viverlo.
Il valico ideale per chi ama strada, montagne e storia
- Quota di circa 2.115 metri, sul confine tra Italia e Svizzera.
- Salita da Chiavenna lunga circa 30 km, con un dislivello vicino ai 1.780 metri.
- Periodo consigliato da fine primavera all’autunno, verificando sempre l’apertura della strada.
- Via Spluga di circa 65-70 km, percorribile a piedi in più tappe.
- Punti forti come il lago di Montespluga, la gola del Cardinello e i borghi della valle.

Dove si trova e perché merita il viaggio
Il valico si trova tra Chiavenna, in provincia di Sondrio, e il borgo svizzero di Splügen, nel Canton Grigioni. La strada attraversa la Val San Giacomo, passa accanto al lago di Montespluga e raggiunge il confine a circa 2.115 metri di quota.
La sua importanza non nasce dal turismo moderno. Da oltre duemila anni questo corridoio alpino mette in comunicazione il bacino del Reno con l’Italia settentrionale, lungo una rotta utilizzata da mercanti, pellegrini, eserciti e viaggiatori. La strada carrozzabile attuale fu costruita tra il 1818 e il 1823 dall’ingegnere Carlo Donegani, sostituendo il tracciato storico più stretto e impegnativo.
Quello che apprezzo di più è il contrasto tra la scala dell’opera stradale e la natura aspra della valle. In pochi chilometri si passa dai dintorni mediterranei di Chiavenna a un ambiente quasi lunare, dominato da roccia, vento e neve residua anche quando più in basso è già estate.
La salita in auto e in bicicletta da Chiavenna
La salita italiana parte da Chiavenna e segue la strada statale 36. Il percorso fino al confine misura circa 30 km e supera un dislivello di quasi 1.800 metri. Non è una salita da improvvisare: la pendenza media può sembrare gestibile, ma i tratti finali e la lunghezza complessiva richiedono buona condizione fisica.
| Elemento | Indicazione pratica |
|---|---|
| Partenza | Chiavenna, circa 330 metri |
| Arrivo | Valico di confine, circa 2.115 metri |
| Distanza | Circa 30 km dal centro di Chiavenna |
| Dislivello | Circa 1.780 metri in salita |
| Difficoltà | Difficile per ciclisti non allenati |
Come cambia il percorso
Il primo tratto sale gradualmente verso Campodolcino. Dopo Pianazzo la strada diventa più spettacolare, con tornanti ravvicinati e gallerie che permettono di guadagnare quota rapidamente. Il bivio per Madesimo rappresenta un punto utile per una pausa, ma chi punta al valico deve proseguire verso Montespluga.
Superati gli Andossi, il paesaggio si apre sull’alta valle e sul lago artificiale. Da Montespluga restano gli ultimi chilometri, spesso più esposti al vento, con una serie di tornanti che porta direttamente al confine. In bicicletta consiglio rapporti agili, una giacca antivento e una riserva d’acqua, perché la temperatura può cambiare bruscamente tra Chiavenna e la cima.
Auto, moto o bici
In auto e in moto la strada è un itinerario panoramico, ma richiede attenzione nei tornanti e nelle gallerie. La carreggiata non va interpretata come una strada veloce, soprattutto nei fine settimana estivi, quando aumentano motociclisti, ciclisti e veicoli turistici.
Per chi pedala, la difficoltà non è soltanto tecnica. Il vero ostacolo è il dislivello accumulato. Un ciclista allenato può completare la salita in circa 2 ore e mezza o 4 ore, mentre per molti amatori è più realistico prevedere una giornata intera con soste a Campodolcino, Madesimo o Montespluga.
La Via Spluga per chi preferisce camminare
La Via Spluga ripercorre l’antico collegamento tra Thusis e Chiavenna attraverso gole, mulattiere, borghi e il valico alpino. Il tracciato completo misura circa 65-70 km e viene normalmente organizzato in quattro o cinque giorni, con tappe segnalate e servizi di supporto variabili in base alla stagione.
Non è un semplice trekking panoramico. Il percorso alterna sentieri di montagna, tratti sassosi e passaggi storici che possono diventare impegnativi con pioggia o terreno bagnato. La gola del Cardinello, in particolare, regala uno dei passaggi più suggestivi, ma richiede passo sicuro e assenza di vertigini.
Come organizzare le tappe
- Thusis-Splügen, sul versante svizzero, con la gola della Viamala e i paesaggi del Rheinwald.
- Splügen-Montespluga, la tappa più alpina, con il superamento del valico a circa 2.115 metri.
- Montespluga-Isola, attraverso il paesaggio della Val San Giacomo e il Passo del Cardinello.
- Isola-Campodolcino-Chiavenna, in discesa verso quote più miti e ambienti più abitati.
Chi ha poco tempo può scegliere soltanto il tratto italiano, per esempio da Montespluga a Campodolcino. Io lo considero un buon compromesso per assaporare la parte più caratteristica senza affrontare l’intero cammino, soprattutto quando il viaggio comprende anche bici o visite culturali.
Quando andare e cosa controllare prima di partire
Il periodo più affidabile per strada, bici e trekking va generalmente da giugno a ottobre, ma la situazione cambia molto da un anno all’altro. La neve può mantenere chiusi i tratti più alti in primavera, mentre in autunno le prime precipitazioni possono rendere instabili sentieri e carreggiata.
La chiusura invernale del valico è un fattore normale, non un’eccezione. Prima di partire bisogna verificare l’apertura effettiva della SS 36, eventuali limitazioni, lavori, transito alternato e condizioni meteorologiche sul versante italiano e su quello svizzero.
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Equipaggiamento essenziale
- Scarpe da trekking con suola scolpita per la Via Spluga.
- Giacca impermeabile e strato caldo, anche in piena estate.
- Cartografia offline o traccia GPX, senza affidarsi soltanto alla rete mobile.
- Luci anteriori e posteriori per la bicicletta, utili soprattutto nelle gallerie.
- Acqua e cibo sufficienti per i tratti più isolati.
- Documento valido per attraversare il confine italo-svizzero.
Un errore frequente è vestirsi in base alla temperatura di Chiavenna. Tra valle e passo possono esserci oltre 10 gradi di differenza, oltre a vento e nebbia improvvisa. Anche il meteo apparentemente stabile va interpretato con prudenza quando si sale sopra i 2.000 metri.
Cosa vedere tra Montespluga, Campodolcino e Chiavenna
Il lago di Montespluga è la tappa più immediata per chi arriva in auto. La conca, circondata da pendii spogli e alte montagne, è perfetta per una pausa breve, una camminata lungo la riva o una fotografia, ma non va confusa con una località balneare: il clima resta fresco e le strutture disponibili sono limitate.
Scendendo verso Campodolcino si incontrano le tracce della storia commerciale della valle. Il Mu.Vi.S., museo della Via Spluga e della Val San Giacomo, aiuta a capire come il valico abbia influenzato commerci, architettura, lavori tradizionali e vita quotidiana degli abitanti.
La gola del Cardinello è il punto in cui la storia diventa paesaggio. Il sentiero corre lungo una parete rocciosa sopra il torrente Liro e mostra bene quanto fosse difficile attraversare la valle prima della costruzione della strada moderna. Qui consiglio di non avere fretta, ma anche di non sottovalutare il fondo irregolare.
Chiudere la giornata a Chiavenna ha senso per motivi pratici e gastronomici. La cittadina offre più possibilità di alloggio e ristorazione rispetto alle località d’alta quota, oltre a un centro storico piacevole da esplorare a piedi.
La scelta giusta dipende dal ritmo della giornata
Per una prima visita, la soluzione più equilibrata è raggiungere Montespluga in auto o in moto, fermarsi al lago e proseguire fino al confine solo dopo aver controllato meteo e condizioni stradali. I ciclisti dovrebbero considerare la salita da Chiavenna come una prova di resistenza, non come una semplice gita panoramica.
La Via Spluga richiede più organizzazione, ma restituisce una lettura completa del territorio, fatta di storia, borghi e sentieri. In ogni caso, il consiglio che seguo sempre in montagna è semplice: lasciare margine di tempo e di energia. Sul valico il panorama premia chi arriva preparato, mentre la fretta trasforma facilmente una bella traversata in una giornata complicata.