Quando una salita di poco più di un’ora porta tra un lago glaciale, una grande diga e il massiccio dell’Argentera, la destinazione merita più di una semplice sosta. Il Rifugio Genova-Figari, in Valle Gesso, è una meta accessibile agli escursionisti allenati e una base interessante per trekking di più giorni, ma richiede attenzione alle condizioni del sentiero e alla prenotazione. Qui raccolgo percorso, difficoltà, apertura 2026, costi, servizi e itinerari da valutare oltre il rifugio.
La meta piemontese tra il Chiotas e il lago Brocan
- Quota 2.015 metri, nel Comune di Entracque, dentro il Parco naturale delle Alpi Marittime.
- Accesso principale dal Lago della Rovina, con circa 500 metri di dislivello e 1 ora e mezza di salita.
- Apertura 2026 dal 13 giugno al 20 settembre, salvo variazioni comunicate dal gestore.
- Posti letto 50, con 12 posti nel locale invernale.
- Mezza pensione da 42 euro per i soci CAI under 25, 48 euro per i soci e 60 euro per i non soci.

Dove si trova e perché merita la salita
Il rifugio si trova nell’alto Vallone della Rovina, in Valle Gesso, ai piedi del versante orientale dell’Argentera. La sua posizione è particolare perché sorge tra il bacino artificiale del Chiotas e il naturale Lago Brocan, due specchi d’acqua molto diversi ma ugualmente scenografici.
Il Chiotas è legato al grande sistema idroelettrico della valle e alla sua diga, mentre il Brocan conserva un carattere più selvaggio e glaciale. Per me è proprio questo contrasto a rendere la meta interessante anche per chi non punta a una cima: in una sola escursione si incontrano ingegneria, geologia e fauna alpina.
La storia del rifugio è altrettanto curiosa. Il primo edificio fu inaugurato nel 1898, ma venne sommerso dalla costruzione dell’invaso nel 1968. La struttura attuale, realizzata più in alto, è stata inaugurata nel 1981 e continua la tradizione della Sezione Ligure del CAI.
Nei dintorni è possibile incontrare camosci, stambecchi e marmotte. Il Parco segnala anche la presenza della sassifraga dell’Argentera, una pianta endemica di grande interesse botanico. Non partirei però con l’idea di osservare necessariamente animali selvatici: la montagna offre occasioni, non garanzie.
Il percorso dal Lago della Rovina
In auto si sale da Borgo San Dalmazzo lungo la Valle Gesso, passando per Valdieri ed Entracque. Dopo la deviazione per San Giacomo di Entracque si raggiunge il Lago della Rovina, dove si trovano parcheggio e area attrezzata a pagamento durante la stagione estiva.
Dal parcheggio il dislivello è di circa 500 metri. La salita è classificata come escursionistica, ma il dislivello si concentra in alcuni tratti ripidi, con gradini metallici, corrimano e fondo che può diventare scivoloso dopo la pioggia.
| Variante | Tempo indicativo | Caratteristiche | Quando sceglierla |
|---|---|---|---|
| Sentiero diretto | Circa 1 ora e 30 minuti | Più breve, ripido, con tratti attrezzati | Con terreno asciutto e buon allenamento |
| Vecchia pista ENEL | Circa 2 ore | Più lunga e meno ripida, esposta a frane e detriti | Solo dopo averne verificato l’agibilità |
La vecchia strada di servizio offre pendenze più regolari, ma non va considerata automaticamente la scelta più sicura. Le informazioni aggiornate del rifugio segnalano frane che ne impediscono temporaneamente l’utilizzo, mentre le schede escursionistiche ricordano che forti piogge possono danneggiare il tracciato. Prima di partire controllerei sempre la situazione con il gestore.
La mia scelta, in condizioni normali, sarebbe il sentiero diretto in salita e lo stesso percorso al ritorno, evitando di improvvisare un anello su tratti che potrebbero non essere percorribili. In caso di pioggia intensa, neve residua o visibilità scarsa, rimandare l’escursione è molto più sensato che trasformare una gita semplice in un problema.
Quando andare e come organizzare il pernottamento
Per il 2026 l’apertura indicata dalla Sezione Ligure del CAI va dal 13 giugno al 20 settembre. Fuori da questo periodo è possibile trovare disponibilità solo su prenotazione, mentre in inverno resta accessibile il locale dedicato al bivacco, con 12 posti.
Il rifugio dispone di 50 posti letto, camerate e alcune camerette fino a quattro persone. Il sacco lenzuolo o il sacco a pelo è obbligatorio; chi ne è sprovvisto può noleggiarlo sul posto al costo indicato di 5 euro.
| Servizio 2026 | Soci CAI | Soci under 25 | Non soci |
|---|---|---|---|
| Posto letto in camerata | 25 € | 22 € | 32 € |
| Posto in cameretta fino a 4 persone | 29 € | 25 € | 37 € |
| Posto di emergenza | 5 € | 4 € | 7 € |
| Mezza pensione | 48 € | 42 € | 60 € |
La prenotazione può richiedere un acconto di 15 euro a persona. Conviene comunicare subito il punto di partenza, l’eventuale rifugio da cui si arriva, la destinazione del giorno successivo e le esigenze alimentari. Per contattare il gestore si possono usare il numero 0171 978138, il cellulare 351 346 5666 oppure l’indirizzo gestore@rifugiogenova.it.
La cucina propone piatti casalinghi piemontesi, tra cui polenta, formaggi, carni e dolci preparati in rifugio. Il pranzo viene normalmente servito dalle 12:00 alle 14:30, ma per gruppi e giorni feriali è prudente prenotare. I cani non possono entrare nei locali destinati al pernottamento.
Escursioni e ascensioni da valutare
Per una prima visita il Lago Brocan è già una ricompensa sufficiente. Si trova a breve distanza dal rifugio e permette di godere del paesaggio senza aggiungere subito una salita tecnica o un lungo traverso.
Chi vuole proseguire può orientarsi verso il Colle di Fenestrelle, il Passo del Brocan o il Colle del Chiapous. Questi itinerari collegano il Genova-Figari con altri rifugi della Valle Gesso e sono adatti a costruire un trekking di più giorni, ma richiedono cartografia, passo sicuro e una valutazione realistica dei tempi.
Il rifugio è anche una base per obiettivi più impegnativi come la Cima Nord dell’Argentera, alta 3.286 metri, la Cima Brocan, 3.054 metri, e il Càire dell’Agnel, 2.935 metri. Qui cambia completamente il livello dell’escursione: non sono semplici passeggiate da rifugio, soprattutto con neve, ghiaccio o condizioni instabili.
Il Genova-Figari compare inoltre in itinerari di traversata come l’Alta Via dei Re, il Sentiero Italia CAI e la Grande Traversata delle Alpi. Per me è una delle sue qualità migliori: può essere una meta autonoma di una giornata oppure una tappa dentro un viaggio più ampio tra le montagne cuneesi.
La bici merita una precisazione. Il rifugio segnala un accesso sterrato dedicato, ma il percorso lungo dal Lago della Rovina risulta attualmente condizionato dalle frane. Portare una mountain bike senza avere verificato il fondo e i divieti locali sarebbe una scelta poco prudente. La bici non elimina il problema del dislivello e, su un tracciato danneggiato, può diventare più scomoda dello zaino.
Una notte tra due laghi può essere il programma migliore
Il Rifugio Genova-Figari funziona bene per chi cerca una prima esperienza in quota, una giornata panoramica o una base per itinerari più ambiziosi. La salita è breve, ma non banale, e la presenza di tratti ripidi rende indispensabili scarpe adatte, acqua, giacca impermeabile e una verifica del meteo.
- Gita in giornata per chi vuole raggiungere il Lago Brocan e rientrare prima del peggioramento del tempo.
- Pernottamento per godersi il paesaggio con più calma e partire presto verso passi e cime.
- Trekking itinerante per collegare il rifugio con Soria-Ellena, Morelli-Buzzi e altri punti della Valle Gesso.
Io prenoterei con anticipo nei fine settimana estivi, controllerei lo stato del sentiero diretto il giorno prima e lascerei le ascensioni all’Argentera solo a chi possiede esperienza alpinistica adeguata. In montagna, la posizione spettacolare è un ottimo motivo per partire, ma una buona pianificazione è ciò che permette di godersela davvero.