Una malga a 1.788 metri può sembrare una meta semplice, ma la Tablander Alm, sopra Parcines, vale soprattutto per il percorso che la raggiunge. Qui l’escursionista trova un punto di ristoro alpino sull’Alta Via di Merano, panorami sulla Val Venosta e un collegamento naturale tra la stazione a monte della Texelbahn, la cascata di Parcines e il gruppo di Tessa.
La Tablander Alm è una tappa alpina panoramica sopra Parcines
- Altitudine di circa 1.788 metri sul versante del Nörderberg.
- Si trova lungo il sentiero 24, l’Alta Via di Merano.
- Dal Giggelberg si arriva in circa 2-2,5 ore, passando dal rifugio Nasereit.
- L’apertura abituale va da maggio a inizio novembre, ma va verificata prima della partenza.
- È presente una fontana di acqua potabile liberamente accessibile.

Che cos’è la Tablander Alm e dove si trova
La Tablander Alm è una malga con servizio di ristoro situata nel territorio di Parcines, in Alto Adige, sul versante del Nörderberg. Il nome può comparire anche come Malga Tablander o Malga di Tablà, ma il riferimento è lo stesso edificio alpino posto lungo l’Alta Via di Merano.
La quota ufficialmente indicata nelle guide più recenti è di 1.788 metri. La malga si trova vicino a punti panoramici come la Hohe Wiege, chiamata anche Culla Alta, e alla Sattelspitz. Non è una semplice terrazza con vista, ma una tappa inserita in una rete di sentieri che attraversa boschi, pascoli e ambienti d’alta montagna.
Io la considero soprattutto una meta di passaggio. Il suo interesse cresce quando viene inserita in un itinerario più ampio, con arrivo dalla Texelbahn o dalla cascata di Parcines e prosecuzione verso il rifugio Hochganghaus, il rifugio Nasereit o Giggelberg.
Come arrivare lungo i sentieri più logici
Dalla stazione a monte della Texelbahn
È la soluzione più equilibrata per chi vuole raggiungere la malga senza affrontare subito una lunga salita dal fondovalle. Dalla stazione a monte della Texelbahn, a circa 1.544-1.565 metri, si segue il sentiero 24 verso il rifugio Nasereit e poi si prosegue fino alla Tablander Alm.
Dal Giggelberg al rifugio Nasereit serve circa un’ora; dal rifugio alla malga si aggiunge normalmente un’altra ora o poco più. Io metterei in conto 2-2,5 ore in una sola direzione, considerando pause, fondo irregolare e condizioni del terreno.
Dalla cascata di Parcines
Questo itinerario è più impegnativo, ma permette di unire due luoghi molto diversi. Dalla cascata, posta a circa 1.060 metri, si sale verso il rifugio Nasereit e poi si imbocca l’Alta Via di Merano fino alla malga.
La prima salita può richiedere circa un’ora e mezza, mentre il tratto dal rifugio alla Tablander Alm aggiunge ancora un’ora e mezza circa. Il dislivello è consistente e il percorso non va confuso con una passeggiata turistica breve. Per una giornata completa, alcune proposte ad anello superano i 10 chilometri e 900 metri di dislivello positivo.
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Dalla zona di Parcines e Tablà
Partire direttamente da Parcines significa affrontare più dislivello e una salita lunga, spesso su sentieri ripidi e con numerosi gradini. Da Tablà, frazione posta più in alto, l’accesso è più breve, ma resta comunque un percorso montano e non una strada panoramica da percorrere comodamente in auto.
Prima di scegliere questa variante controllo sempre la mappa escursionistica aggiornata e il trasporto di rientro. Alcuni sentieri possono essere tecnicamente semplici ma fisicamente severi, soprattutto quando si sommano caldo, esposizione al sole e zaino pesante.
Quale itinerario scegliere in base alla giornata
| Itinerario | Impegno indicativo | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Texelbahn, Nasereit e Tablander Alm | 2-2,5 ore per tratta | Chi vuole una camminata panoramica ben gestibile |
| Cascata di Parcines, Nasereit e malga | Circa 3 ore per tratta, con salita sostenuta | Escursionisti allenati che cercano una giornata completa |
| Leiter Alm, Hochganghaus, Tablander Alm e Giggelberg | Circa 11,8 km e 4 ore e 20 minuti | Chi percorre una tappa dell’Alta Via di Merano |
| Giro ad anello da Parcines con cascata e malga | Circa 10,9 km e quasi 6 ore | Escursionisti con buon allenamento e passo sicuro |
Per una prima visita sceglierei il tratto dalla Texelbahn al rifugio Nasereit e alla malga. Offre il miglior rapporto tra panorama, dislivello e possibilità di rientro. L’anello dalla cascata è più spettacolare, ma richiede energie sufficienti anche per la discesa.
Chi percorre l’Alta Via di Merano può invece inserire la Tablander Alm nella tappa tra Leiter Alm e Giggelberg. È un itinerario di media difficoltà, con diversi cambi di quota e alcuni passaggi dove la sicurezza del passo conta più della velocità.
Ristoro, acqua e periodo di apertura
La malga offre normalmente cucina regionale e bevande agli escursionisti. Il tipo di servizio può cambiare durante la stagione, quindi non farei affidamento su un menu preciso o su orari identici ogni giorno. In montagna è buona pratica arrivare con una piccola riserva alimentare, soprattutto se si parte nel tardo pomeriggio.
Le indicazioni aggiornate per il 2026 riportano un’apertura indicativa da maggio a inizio novembre. Le date effettive dipendono dal meteo, dalla presenza dei gestori e dalle condizioni del sentiero. Fuori stagione la struttura potrebbe essere chiusa anche con tempo apparentemente buono.
Accanto alla malga è segnalata una fontana di acqua potabile. È utile per riempire la borraccia, ma non sostituisce la necessità di partire già idratati. Io porterei almeno 1,5 litri d’acqua a persona nelle giornate calde, specialmente affrontando la salita dalla cascata.
Non considererei la Tablander Alm come un pernottamento garantito. Le informazioni disponibili sull’eventuale ospitalità non sono uniformi, perciò chi cerca un letto deve verificare direttamente prima di organizzare la tappa.
Attrezzatura, difficoltà e errori da evitare
Il sentiero 24 è ben noto, ma non è un percorso urbano. Servono scarponcini con suola stabile, una giacca impermeabile e uno strato caldo anche in estate. A 1.788 metri il vento può cambiare rapidamente e il terreno può diventare scivoloso dopo pioggia o temporali.
- Non partire con scarpe da ginnastica leggere se prevedi la salita dalla cascata.
- Controlla il meteo e gli eventuali avvisi sui sentieri prima di salire.
- Scarica la traccia offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
- Considera i tempi di rientro e gli orari della Texelbahn o degli autobus.
- Non lasciare il sentiero segnato 24 senza una carta adeguata e una buona esperienza.
Un errore frequente è guardare soltanto la distanza. Una tappa di 10 chilometri in montagna può richiedere molto più tempo di una camminata equivalente in pianura, soprattutto con dislivello, fondo sconnesso e pause nei punti panoramici.
La mountain bike ha senso sulle strade forestali e sugli accessi consentiti, ma non su tutti i tratti dell’Alta Via. In particolare, alcuni passaggi sono più adatti alle escursioni a piedi e possono diventare scomodi o rischiosi con una bici al seguito.
Perché vale la pena inserirla in un viaggio a Parcines
La Tablander Alm funziona bene per chi cerca un’esperienza di montagna autentica, senza puntare necessariamente a una vetta di 3.000 metri. Il percorso attraversa un paesaggio fatto di pascoli, boschi e grandi aperture sulla Val Venosta, con la possibilità di collegare più punti di ristoro nella stessa giornata.
La vicinanza alla cascata di Parcines aggiunge un contrasto notevole. In poche ore si passa dall’ambiente umido e fresco della cascata a un paesaggio più aperto, ventilato e alpino. Per me è proprio questo cambio di atmosfera a rendere la zona più interessante di una semplice escursione fino a una malga.
Chi viaggia in famiglia può preferire il tratto dalla Texelbahn, scegliendo un ritmo tranquillo e verificando prima la praticabilità del terreno. Gli escursionisti esperti, invece, possono usare la malga come tappa di una traversata più lunga verso il rifugio Hochganghaus, la Hohe Wiege o Giggelberg.
La fermata che dà senso alla traversata della Texelgruppe
La Tablander Alm non è una destinazione da raggiungere di fretta per scattare una fotografia e tornare subito a valle. Il suo valore sta nel percorso, nella quota e nella posizione lungo l’Alta Via di Merano.
Per una visita ben riuscita sceglierei una giornata tra giugno e settembre, partirei presto, controllerei apertura e trasporti e porterei equipaggiamento da montagna anche con previsioni favorevoli. Così la malga diventa una tappa concreta e piacevole di un itinerario sopra Parcines, non una sosta improvvisata in un ambiente che richiede rispetto.