Rifugi Marinelli, quale scegliere tra Bernina e Alpi Carniche?

Il rifugio Marinelli, un edificio bianco e rosso, si erge su una cresta rocciosa con imponenti montagne innevate sullo sfondo.

Scritto da

Eugenio Ferraro

Pubblicato il

10 ago 2026

Indice

Stai organizzando un’escursione in alta quota e vuoi capire quale rifugio scegliere, come arrivarci e che tipo di esperienza aspettarti? Il nome può creare confusione, perché in Friuli e in Lombardia esistono due strutture diverse: una sulle Alpi Carniche e una nel gruppo del Bernina. Qui chiarisco le differenze, i tempi di salita, le difficoltà e le precauzioni utili per programmare l’uscita nel 2026.

La scelta dipende dalla montagna che vuoi vivere

  • Due rifugi distinti portano il nome Marinelli.
  • Il Marinelli-Bombardieri si trova a 2.813 metri, in Valmalenco, nel gruppo del Bernina.
  • Il Giovanni e Olinto Marinelli è nelle Alpi Carniche, a 2.120 metri, ai piedi del Monte Coglians.
  • Dal Campo Moro servono circa 3-3 ore e 30 minuti per raggiungere la struttura lombarda.
  • Nel 2026 il rifugio friulano risulta chiuso per la stagione, quindi è indispensabile verificare l’apertura prima di partire.

Il rifugio Marinelli, un edificio in legno su un pendio innevato, con rocce e montagne sullo sfondo.

Due rifugi diversi con lo stesso nome

La prima cosa da chiarire è geografica. Il Marinelli-Bombardieri non si trova nelle Dolomiti, ma in Lombardia, in Valmalenco, sul versante italiano del gruppo del Bernina. È un rifugio di alta montagna, costruito nel 1886 e collocato a 2.813 metri, utilizzato anche come base per ascensioni al Bernina, al Pizzo Roseg e al Pizzo Palù.

Il secondo è il Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli, situato in Friuli-Venezia Giulia, sulla Forcella Moraret, nel gruppo del Monte Coglians. La Società Alpina Friulana lo indica a quota 2.120 metri, con circa 50 posti letto e accessi principali dal Rifugio Tolazzi o dal Passo di Monte Croce Carnico.

Rifugio Area Quota Accesso indicativo Esperienza principale
Marinelli-Bombardieri Valmalenco, gruppo del Bernina 2.813 m Da Campo Moro, circa 3-3 ore e 30 minuti Alta montagna, ghiacciai e alpinismo
Giovanni e Olinto Marinelli Alpi Carniche, Monte Coglians 2.120 m Dal Rifugio Tolazzi, circa 2 ore Escursionismo e traversate panoramiche

Questa distinzione cambia completamente l’organizzazione del viaggio. Chi cerca un’escursione classica in ambiente dolomitico potrebbe aspettarsi sentieri più semplici, mentre la struttura della Valmalenco porta già dentro un ambiente di tipo glaciale. Io controllerei sempre la località completa prima di prenotare, soprattutto se il programma arriva da una vecchia traccia GPS o da un passaparola.

Come si raggiunge il Marinelli-Bombardieri dalla Valmalenco

L’itinerario più utilizzato parte dalla diga di Campo Moro, a circa 2.000 metri di quota. Da qui il sentiero sale verso il Rifugio Carate e prosegue in direzione del Marinelli-Bombardieri, con un dislivello positivo complessivo di circa 860-900 metri. Le schede escursionistiche riportano tempi compresi tra 3 e 3 ore e 30 minuti, ma zaino, meteo e condizioni del terreno possono incidere parecchio.

Il percorso non è tecnicamente alpinistico nella sua parte escursionistica, però richiede buon allenamento. La salita è continua, l’aria si fa più rarefatta e alcuni tratti attraversano pietraie e terreno irregolare. Per me è una camminata da affrontare con passo regolare, senza bruciare energie nella prima ora: arrivare già stanchi al tratto finale rende l’alta quota molto meno piacevole.

Il percorso più lungo da Campo Franscia

Un’alternativa parte da Campo Franscia e richiede circa 4 ore e 30 minuti, con un dislivello vicino ai 1.130 metri. È una soluzione interessante per chi vuole allungare l’itinerario o costruire una traversata, ma non la sceglierei per una prima visita con zaini pesanti.

Il rifugio è raggiungibile solo a piedi. Non bisogna quindi contare su un servizio navetta o su un accesso stradale negli ultimi chilometri. La scheda di Rifugi di Lombardia indica anche servizi come ristorazione, docce e posti letto, ma le condizioni effettive e le tariffe vanno sempre confermate direttamente con la gestione.

Cosa si può fare una volta arrivati

La posizione è il suo punto di forza. Il rifugio si trova vicino a itinerari dell’Alta Via della Valmalenco e al Sentiero Italia, oltre a essere una base logistica per salite più impegnative. Per una semplice escursione, però, non serve inseguire necessariamente una vetta: il panorama sulle cime del Bernina e sui ghiacciai circostanti è già un motivo sufficiente per fermarsi.

Una delle traversate più note collega il Marinelli-Bombardieri al Rifugio Bignami. La variante più semplice passa dalla Forcella di Fellaria, a circa 2.819 metri, e richiede orientamento, resistenza e attenzione al terreno. La tappa completa viene indicata in circa 5 ore, con un dislivello positivo contenuto ma una discesa importante.

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Quando entra in gioco il ghiacciaio

La variante alta verso la Bocchetta di Caspoggio o il Passo Marinelli orientale supera i 3.000 metri e può coinvolgere terreno glaciale. In questo caso non basta essere buoni escursionisti: servono ramponi, piccozza, esperienza sui ghiacciai e capacità di valutare i crepacci. Il portale turistico di Sondrio e Valmalenco raccomanda una guida alpina a chi non ha esperienza specifica.

Lo stesso vale per le ascensioni al Bernina, al Pizzo Palù e alle altre cime della zona. Il rifugio è una base, non una scorciatoia per trasformare un’escursione in una salita alpinistica. Confondere questi due livelli è uno degli errori più frequenti tra chi visita per la prima volta il gruppo del Bernina.

Attrezzatura e condizioni da valutare

Per l’accesso escursionistico da Campo Moro servono scarponi con buona suola, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, guanti leggeri e una riserva d’acqua adeguata. Anche in estate la temperatura può cambiare rapidamente: a quasi 2.800 metri una giornata calda in valle non garantisce condizioni miti vicino al rifugio.

  • Scarponi da trekking con sostegno alla caviglia e suola adatta alla roccia.
  • Bastoncini, utili soprattutto nella discesa verso Campo Moro.
  • Protezione solare e occhiali, indispensabili su pietraie e nevai residui.
  • Cartina o traccia offline, perché il segnale telefonico non è garantito.
  • Ramponcini o ramponi solo se le condizioni del percorso lo richiedono e se si sa usarli correttamente.

Prima di partire controllerei tre elementi: apertura del rifugio, stato dei sentieri e previsioni in quota. La neve residua, il ritiro dei ghiacciai e i temporali possono modificare la praticabilità anche in piena estate. Una traccia registrata negli anni precedenti non è una garanzia, soprattutto nei passaggi vicini alle vedrette.

Per il pernottamento è prudente prenotare con anticipo e chiedere se sono richiesti sacco-lenzuolo, asciugamano o particolari modalità di pagamento. La fascia di mezza pensione riportata nella scheda regionale è indicativamente di 70-85 euro, ma il prezzo del 2026 deve essere confermato dalla gestione.

Il rifugio friulano ai piedi del Monte Coglians

Se invece l’obiettivo è il rifugio delle Alpi Carniche, il punto di riferimento più comodo è il Rifugio Edoardo Tolazzi, in località Collina, nel comune di Forni Avoltri. Da lì il sentiero raggiunge la Forcella Moraret in circa 2 ore, con un itinerario più breve e meno severo rispetto alla salita al rifugio del Bernina.

La struttura si trova in una posizione molto panoramica e funziona come crocevia per il Monte Coglians, la Cima di Mezzo e le Chianevate. Dal Passo di Monte Croce Carnico esistono anche accessi sui sentieri CAI 146 e 148, mentre il sentiero 143 collega l’area del Rifugio Tolazzi.

La storia è parte del fascino del luogo. Il ricovero originale fu inaugurato nel 1901 per sostenere gli alpinisti diretti alle cime circostanti, poi venne ricostruito e ampliato dopo la Prima guerra mondiale. La posizione è più adatta a escursionisti e traversate di media montagna, anche se le salite verso il Coglians richiedono comunque preparazione e attenzione.

Per il 2026 la pagina ufficiale della Società Alpina Friulana segnala il rifugio chiuso per la stagione. Questo dato prevale sulle informazioni generiche che indicano un’apertura abituale tra giugno e settembre. Prima di mettersi in cammino bisogna quindi verificare se esistano variazioni, aperture straordinarie o solo possibilità di raggiungere l’edificio senza servizi.

La decisione giusta prima di mettere lo zaino in spalla

Per un’escursione panoramica e relativamente lineare, sceglierei il rifugio delle Alpi Carniche quando sarà regolarmente aperto. Per un’esperienza di alta montagna, con vista sul Bernina e possibilità di proseguire su itinerari glaciali, il Marinelli-Bombardieri offre un ambiente molto più severo e spettacolare.

La regola pratica è semplice: controlla provincia, quota e punto di partenza prima di guardare fotografie o prenotare il pernottamento. Un nome quasi identico può indicare due montagne completamente diverse, e in quota questa non è una differenza marginale, ma il fattore che determina difficoltà, attrezzatura e sicurezza dell’intera uscita.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il Marinelli-Bombardieri si trova in Valmalenco, nel gruppo del Bernina, a 2.813 metri, ed è un rifugio di alta montagna vicino a ghiacciai e itinerari alpinistici. Il Giovanni e Olinto Marinelli è invece nelle Alpi Carniche, sulla Forcella Moraret, a 2.120 metri, ai piedi del Monte Coglians, ed è più orientato a escursionismo e traversate panoramiche.

Da Campo Moro il percorso passa dal Rifugio Carate e richiede circa 3-3 ore e 30 minuti, con un dislivello positivo complessivo di circa 860-900 metri. Da Campo Franscia l’itinerario è più lungo e dura circa 4 ore e 30 minuti, con un dislivello vicino ai 1.130 metri.

Per l’accesso escursionistico da Campo Moro sono normalmente sufficienti scarponi da trekking, ma neve residua e condizioni del terreno vanno verificate. Le varianti verso la Bocchetta di Caspoggio o il Passo Marinelli orientale possono coinvolgere terreno glaciale e richiedono ramponi, piccozza, esperienza sui ghiacciai e capacità di valutare i crepacci; senza esperienza specifica è raccomandata una guida alpina.

La pagina ufficiale della Società Alpina Friulana lo segnala chiuso per la stagione. Prima di partire bisogna verificare eventuali aperture straordinarie o variazioni, distinguendo la possibilità di raggiungere l’edificio dalla disponibilità dei servizi.

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Eugenio Ferraro

Eugenio Ferraro

Mi chiamo Eugenio Ferraro e da 4 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. La mia passione per questi temi nasce dal desiderio di condividere esperienze autentiche e di rendere accessibili a tutti le meraviglie che si scoprono pedalando su sentieri inesplorati o avventurandosi in terre lontane. Qui su ceepo.it, mi impegno a raccontare storie, a fornire guide pratiche e a semplificare concetti complessi, sempre con un occhio di riguardo per l'accuratezza e l'aggiornamento delle informazioni. Il mio obiettivo è offrire contenuti utili e comprensibili, frutto di ricerca e confronto, per ispirare e accompagnare chiunque desideri vivere al meglio le proprie avventure.

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