Passo di Centocroci tra bici, sentieri e memoria

Ciclisti in salita su una strada panoramica, con verdi colline e cielo azzurro. Un'avventura che sembra un **passo cento croci**.

Scritto da

Eugenio Ferraro

Pubblicato il

26 giu 2026

Indice

Tra la Val di Vara e la Val Taro, il Passo di Centocroci offre una salita piacevole, panorami aperti e diversi spunti per una giornata in bici o a piedi. Qui raccolgo le informazioni che servono davvero per organizzare l’uscita, dalla quota di 1.055 metri ai versanti più interessanti, fino a equipaggiamento, stagionalità e possibili itinerari.

Un valico appenninico semplice da raggiungere ma ricco di storia e percorsi

  • Quota di arrivo a circa 1.055 metri sul livello del mare.
  • Posizione tra la Val di Vara ligure e la Val Taro emiliana.
  • La salita da Varese Ligure misura circa 12-13 km con 700 metri di dislivello.
  • È adatto a bici da strada, moto, auto ed escursioni sul crinale, con le dovute precauzioni.
  • Il nome è legato soprattutto a leggende locali, mentre il valico conserva anche una forte memoria della Resistenza.

Mappa del percorso che attraversa il Parco Regionale delle Valli del Parma e del Cedra, passando per Zeri e Pontremoli. Un viaggio che sembra voler raggiungere le cento croci.

Dove si trova e cosa rende speciale questo valico

Il passo si trova sull’Appennino ligure, lungo il crinale che separa la provincia della Spezia da quella di Parma. Da una parte si apre l’alta Val di Vara, dall’altra il paesaggio dell’alta Val Taro, con Albareto e Borgo Val di Taro tra i principali punti di riferimento.

Il collegamento principale segue la strada del Colle di Cento Croci, storicamente importante per gli spostamenti tra la Liguria e l’Emilia. Oggi il traffico non ha l’intensità delle grandi arterie appenniniche, ma la strada resta un collegamento reale, quindi in bici bisogna prestare attenzione soprattutto nei tratti ciechi e durante le discese.

Il toponimo ha un’origine incerta. La tradizione racconta di briganti e di numerose croci collocate in memoria dei viandanti uccisi, ma si tratta di una leggenda popolare, non di un fatto storico dimostrato in ogni dettaglio. Più concreta è la presenza del monumento dedicato ai partigiani della brigata Cento Croci, che ricorda il ruolo di queste montagne durante la Seconda guerra mondiale.

Per me, il fascino del luogo nasce proprio da questo contrasto. Non è un passo alpino spettacolare per quota o infrastrutture, però concentra in pochi chilometri boschi, pascoli, vento, memoria e collegamenti storici tra due mondi diversi.

Come arrivare e quale versante scegliere

Il valico si raggiunge principalmente da Varese Ligure sul versante ligure oppure da Albareto e Borgo Val di Taro sul lato emiliano. La scelta cambia molto il carattere dell’uscita, soprattutto per chi viaggia in bicicletta.

Versante Caratteristiche Per chi è indicato
Varese Ligure Circa 12-13 km di salita, 700 metri di dislivello e pendenza generalmente regolare, con brevi strappi. Ciclisti che cercano una salita continua e facilmente leggibile.
Albareto Accesso più interno e suggestivo, con strade appenniniche e minori servizi lungo il percorso. Chi vuole abbinare il valico alla scoperta dell’alta Val Taro.
Borgo Val di Taro Partenza più bassa e itinerario più lungo, adatto a costruire un giro completo tra più vallate. Ciclisti allenati e viaggiatori in moto o auto.

Da Varese Ligure la salita è il modo più diretto per capire il carattere del passo. Il fondo alterna bosco e spazi più aperti, mentre avvicinandosi alla quota del valico compaiono pascoli e viste più ampie. La pendenza media si aggira intorno al 5-6%, ma il dato non racconta ogni breve rampa, quindi conviene non affrontarla tutta con un rapporto troppo duro.

Chi arriva dal lato parmense può inserire il passaggio in un giro più ampio verso il Passo della Cappelletta, il Passo del Bocco o la Val Ceno. In questo caso il problema non è tanto la difficoltà di una singola salita quanto il dislivello complessivo, che cresce rapidamente quando si aggiungono altri valichi.

In bici è una salita accessibile ma va preparata bene

Il Passo di Cento Croci è una buona scelta per una prima esperienza sui valichi appenninici. La salita da Varese Ligure non presenta, per quanto riguarda il tracciato principale, la durezza continua di passi più celebri, ma richiede comunque una gestione intelligente dello sforzo.

Io la affronterei con una cadenza agile e senza inseguire la velocità. Un rapporto compatto, per esempio una guarnitura da 50/34 con cassetta 11-32 o 11-34, rende più semplice superare gli strappi senza arrivare scarichi nella parte finale. Per una bici gravel è preferibile montare pneumatici scorrevoli ma abbastanza robusti, perché le strade secondarie della zona possono presentare sporco, foglie o piccoli detriti.

Leggi anche: Alpe d'Huez in bici - dati, tempi e consigli per i 21 tornanti

Quanto tempo calcolare

Un ciclista allenato può completare la salita da Varese Ligure in circa 50-80 minuti, mentre chi pedala con calma dovrebbe considerare da 1 ora e mezza a 2 ore. Il tempo dipende dal numero di pause, dal vento e dal carico della bici, non solo dalla condizione fisica.

Per una giornata piacevole suggerisco di trasformare la salita in un anello. Si può salire dal versante ligure, fermarsi al valico, scendere verso la Val Taro e rientrare passando da Albareto o Borgo Val di Taro. Prima di partire controllerei sempre fondo stradale, meteo e viabilità, perché il dissesto idrogeologico può causare lavori o modifiche temporanee.

A piedi tra crinale, boschi e memoria

Il valico non è soltanto una destinazione stradale. Da qui partono o transitano percorsi escursionistici collegati all’Alta Via dei Monti Liguri e ai sentieri del crinale appenninico. Il terreno cambia rapidamente tra mulattiere, bosco, pascoli e tratti esposti al vento.

Una delle escursioni più interessanti conduce verso il Monte Zuccone, che raggiunge circa 1.423 metri. Dal passo la salita richiede orientativamente poco più di un’ora, ma tempi e difficoltà variano in base al sentiero scelto, alla segnaletica e alle condizioni del terreno.

Non la considererei una passeggiata improvvisata con scarpe leggere. Anche su itinerari brevi servono scarponcini con suola scolpita, una traccia offline e una giacca antivento. Nei tratti di pascolo bisogna richiudere i cancelli, mantenere le distanze dagli animali e non attraversare recinzioni in modo avventato.

La visita al monumento partigiano aggiunge un elemento importante all’itinerario. Il passo permette di leggere il paesaggio non solo come spazio naturale, ma come territorio di passaggio e di conflitto, frequentato per secoli da viandanti, commercianti e formazioni partigiane.

Quando andare e cosa portare

I mesi migliori sono generalmente da maggio a ottobre. In primavera il verde è intenso, ma possono restare fango e residui di neve nelle zone più ombrose; in estate il valico è più fresco rispetto alle pianure, anche se il sole può essere forte sui tratti aperti.

In autunno il paesaggio diventa magnifico per i colori dei faggi, ma le ore di luce diminuiscono e la nebbia può arrivare rapidamente. D’inverno la quota non è elevata, però ghiaccio, neve e vento possono rendere poco sicuri sia il sentiero sia la discesa in bicicletta.

  • Bici con rapporti agili, luci funzionanti e almeno due borracce.
  • Escursionismo con scarponcini, strato caldo e protezione dalla pioggia.
  • Navigazione con mappa offline, perché la copertura telefonica può essere discontinua.
  • Alimentazione sufficiente per tutta l’uscita, senza contare su bar o ristoranti sempre aperti.
  • Sicurezza con controllo della viabilità prima della partenza e prudenza nelle discese.

Nei pressi del passo possono esserci punti di ristoro, ma gli orari cambiano con la stagione e il giorno della settimana. La mia regola è semplice: parto con acqua e cibo già sufficienti, considerando eventuali locali come un’opportunità e non come una certezza.

Il modo migliore per vivere il valico

Per una prima uscita sceglierei Varese Ligure come base, salendo con calma fino ai 1.055 metri e dedicando tempo al panorama e al monumento. Chi cerca più sport può proseguire verso altri passi, mentre chi preferisce camminare può puntare sul Monte Zuccone o sui sentieri del crinale.

Il valore di questo luogo non sta nella singola fotografia dal tornante, ma nella possibilità di unire ciclismo, escursionismo e storia in un itinerario compatto. Con meteo stabile, equipaggiamento adeguato e un controllo della strada prima di partire, il Passo di Centocroci resta una delle traversate più equilibrate dell’Appennino tra Liguria ed Emilia.

Domande frequenti

Il versante da Varese Ligure è il più diretto e offre circa 12-13 km di salita con 700 metri di dislivello e pendenza generalmente regolare. Albareto è indicato per chi vuole esplorare l’alta Val Taro, mentre da Borgo Val di Taro si può costruire un itinerario più lungo tra diverse vallate.

Un ciclista allenato può impiegare circa 50-80 minuti. Chi pedala con più calma dovrebbe calcolare da un’ora e mezza a due ore, considerando pause, vento e carico della bici.

Sono consigliati scarponcini con suola scolpita, una traccia offline e una giacca antivento. Il percorso può alternare boschi, pascoli e tratti esposti al vento; occorre inoltre richiudere i cancelli e mantenere le distanze dagli animali.

Il periodo generalmente più favorevole va da maggio a ottobre. In primavera possono esserci fango e residui di neve, in autunno nebbia e meno ore di luce, mentre d’inverno ghiaccio, neve e vento possono rendere meno sicuri sentieri e discese in bici.

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valichi ciclismo escursionismo resistenza alta via dei monti liguri

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Eugenio Ferraro

Eugenio Ferraro

Mi chiamo Eugenio Ferraro e da 4 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. La mia passione per questi temi nasce dal desiderio di condividere esperienze autentiche e di rendere accessibili a tutti le meraviglie che si scoprono pedalando su sentieri inesplorati o avventurandosi in terre lontane. Qui su ceepo.it, mi impegno a raccontare storie, a fornire guide pratiche e a semplificare concetti complessi, sempre con un occhio di riguardo per l'accuratezza e l'aggiornamento delle informazioni. Il mio obiettivo è offrire contenuti utili e comprensibili, frutto di ricerca e confronto, per ispirare e accompagnare chiunque desideri vivere al meglio le proprie avventure.

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