Quando il Monte Bianco domina l’orizzonte e la strada si restringe tra lariceti, pascoli e ghiacciai, si capisce perché questa valle sia una delle mete più interessanti attorno a Courmayeur. La Val Ferret offre passeggiate accessibili, trekking impegnativi, itinerari del Tour du Mont-Blanc e percorsi ciclistici da affrontare con il giusto rispetto per la montagna. Qui raccolgo le informazioni pratiche per scegliere il percorso, capire quando andare e organizzare la visita senza improvvisare.
Una valle alpina adatta a escursionisti, ciclisti e amanti della neve
- Dove si trova nella parte alta della Valle d’Aosta, sopra Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco.
- Punti di riferimento Planpincieux, Lavachey, Arp-Nouvaz, il Rifugio Bonatti e il Rifugio Elena.
- Escursione consigliata la salita da Lavachey al Rifugio Bonatti richiede poco più di un’ora.
- Estate è la stagione più semplice per camminare, pedalare e percorrere il Tour du Mont-Blanc.
- Inverno la valle diventa una destinazione per sci di fondo, ciaspolate e passeggiate sulla neve.

Dove si trova e cosa rende speciale questa valle
La valle si apre a nord di Courmayeur, nel settore italiano del massiccio del Monte Bianco. Dal centro abitato si sale verso Entrèves e si imbocca la strada che raggiunge prima Planpincieux, a circa 1.580 metri, poi Lavachey, a circa 1.630 metri, fino ad Arp-Nouvaz, intorno ai 1.765 metri.
Il panorama cambia rapidamente. In basso prevalgono boschi e prati, mentre più avanti lo sguardo incontra le Grandes Jorasses, i ghiacciai sospesi e le creste che separano l’Italia dalla Svizzera. Per me il pregio principale non è soltanto la vista, ma il fatto che la valle permetta di passare da una passeggiata tranquilla a un trekking alpino vero senza cambiare zona.
È importante non confonderla con la valle omonima del versante svizzero, collegata a Orsières e La Fouly. Il settore italiano ha come base naturale Courmayeur e funziona bene sia per una gita di poche ore sia come tratto del Tour du Mont-Blanc.
Come arrivare e come organizzare gli spostamenti
In auto si raggiunge Courmayeur tramite l’autostrada A5 e si prosegue verso Entrèves. La strada della valle è abbastanza semplice, ma in alta stagione il traffico e i parcheggi limitati possono trasformare un trasferimento breve in una perdita di tempo. Io preferisco arrivare presto e lasciare l’auto nei parcheggi autorizzati, soprattutto nei pressi di Planpincieux o Lavachey.
Durante la stagione turistica è disponibile un servizio navetta da Courmayeur verso le località della valle. Orari, fermate e frequenza cambiano tra estate, inizio stagione e periodi di maggiore affluenza, quindi conviene controllare il calendario aggiornato prima di partire. La navetta è spesso la soluzione più pratica per combinare salita a piedi e rientro da un punto diverso.
Chi arriva in bicicletta deve considerare che il percorso parte già da Courmayeur, a circa 1.200 metri, e prosegue su una strada che raggiunge quasi i 1.800 metri. Non è una salita estrema per un ciclista allenato, ma pendenza, quota e traffico estivo pesano più della distanza. Per i trekking lineari, invece, l’autobus consente di evitare il ritorno sullo stesso tracciato.
Gli itinerari migliori per una prima visita
Non esiste un solo modo di vivere questa zona. La scelta dipende dal tempo disponibile, dal dislivello che si vuole affrontare e dal tipo di terreno che si sa gestire.
| Itinerario | Impegno indicativo | Perché sceglierlo |
|---|---|---|
| Planpincieux e fondovalle | Facile | Ideale per passeggiare, osservare i ghiacciai e muoversi anche con bambini abituati alla montagna. |
| Lavachey - Rifugio Bonatti | Escursionistico, poco più di 1 ora in salita | Offre un panorama notevole con un dislivello contenuto e un sentiero ben identificabile. |
| Arp-Nouvaz - Rifugio Elena | Medio | Permette di entrare nella parte più alta della valle e avvicinarsi al Col du Grand-Ferret. |
| Balconata della Val Ferret | Medio o impegnativo | È una traversata panoramica in quota tra alpeggi, boschi e rifugi. |
| Col Malatrà | Impegnativo | È una meta per escursionisti esperti, con maggiore dislivello e terreno più severo. |
Il Rifugio Bonatti come prima meta
La salita da Lavachey al Rifugio Walter Bonatti, posto a circa 2.025 metri, è probabilmente la scelta più equilibrata per chi visita la valle per la prima volta. Il sentiero attraversa lariceti e pascoli alpini, poi esce dal bosco regalando una vista molto aperta sulle Grandes Jorasses.
Il percorso è classificato come escursionistico, ma non va trattato come una passeggiata urbana. Servono scarponcini con buona suola, acqua e una giacca impermeabile. Il rifugio comunica per la stagione 2026 un’apertura estiva dal 26 maggio al 30 settembre, ma pernottamento e pasti vanno prenotati in anticipo.
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Verso il Rifugio Elena e il Col du Grand-Ferret
Da Arp-Nouvaz si può proseguire verso il Rifugio Elena e, con condizioni favorevoli e preparazione adeguata, verso il Col du Grand-Ferret. È un ambiente più aperto e severo, dove il meteo cambia velocemente e i tratti innevati possono restare anche a stagione avanzata.
Questa escursione ha senso per chi cerca una giornata piena in montagna, non per chi vuole semplicemente vedere il paesaggio. Prima di partire controllerei sempre condizioni del sentiero, apertura del rifugio e presenza di neve, senza affidarmi soltanto alle fotografie pubblicate online.
Il ruolo della valle nel Tour du Mont-Blanc
La zona è uno dei passaggi più noti del Tour du Mont-Blanc, il grande trekking circolare attorno al massiccio. Dal Rifugio Bonatti il sentiero in quota attraversa boschi e pascoli, con una lunga balconata naturale affacciata sui ghiacciai. È un tratto spettacolare, ma non necessariamente facile, soprattutto se inserito in una tappa già lunga.
Il Rifugio Bertone rappresenta l’altro punto di riferimento importante. Si può raggiungere da Courmayeur oppure collegare a Bonatti attraverso itinerari panoramici sul Mont de la Saxe. La variante in quota è più interessante del semplice fondovalle, ma richiede tempo, gambe e buona visibilità.
Un errore frequente consiste nel calcolare la giornata solo in base ai chilometri. In montagna contano anche dislivello, fondo, pause, zaino e condizioni del terreno. Per un’escursione tra Bertone e Bonatti io terrei un margine di almeno un’ora rispetto al tempo teorico, soprattutto se si viaggia in gruppo.
Ciclismo, sci di fondo e attività invernali
La strada della valle è una salita interessante per la bici da strada e per una gravel robusta. Il tracciato permette di raggiungere Planpincieux, Lavachey e Arp-Nouvaz, ma non è un itinerario da affrontare con l’idea di pedalare senza interruzioni: nei mesi estivi bisogna condividere la carreggiata con auto, navette e mezzi di servizio.
Per il ciclismo consiglio una partenza mattutina, rapporti agili e una verifica delle regole di accesso del periodo. La discesa richiede prudenza, perché alcuni tratti possono essere stretti e il fondo non è sempre uniforme. Chi cerca un’uscita panoramica più rilassata può fermarsi a Planpincieux, invece di inseguire per forza il punto più alto.
In inverno Planpincieux ospita le piste di sci di fondo, in un ambiente particolarmente scenografico. La stagione della neve può estendersi indicativamente da novembre a maggio, ma apertura e condizioni dipendono dall’innevamento. Sono possibili anche ciaspolate verso il Bonatti, con un itinerario indicato come escursionistico di circa 2 ore e 30 minuti in salita e 1 ora e 30 minuti al ritorno.
Con neve fresca o rischio valanghe la pianificazione cambia completamente. Una ciaspolata guidata può essere la scelta più sensata per chi non sa leggere bollettini e terreno, perché la difficoltà non dipende soltanto dalla pendenza, ma anche dalla stabilità del manto nevoso.
Quando andare e cosa portare
Tra fine giugno e settembre si trovano le condizioni più favorevoli per trekking e ciclismo, ma luglio e agosto sono anche i mesi più affollati. Giugno può offrire sentieri ancora innevati in quota, mentre settembre regala spesso temperature più piacevoli e maggiore tranquillità. In primavera la valle è bella, ma molte escursioni alte restano premature.
Per una giornata estiva porterei sempre scarponi, strato caldo, guscio impermeabile, acqua e carta escursionistica. Il telefono è utile, ma non dovrebbe essere l’unico strumento di navigazione: in alcuni tratti la copertura può essere discontinua e la batteria si consuma rapidamente con il GPS.
- Per una passeggiata a Planpincieux bastano equipaggiamento leggero e scarpe con suola stabile.
- Per Bonatti o Bertone servono abbigliamento da montagna e almeno 1 litro d’acqua a persona.
- Per il Col du Grand-Ferret occorrono esperienza, previsioni affidabili e partenza mattutina.
- In inverno sono indispensabili scarponi impermeabili, ciaspole quando necessarie e abbigliamento termico.
- Con bambini o gruppi numerosi conviene scegliere il fondovalle e non basarsi sui tempi degli escursionisti più veloci.
Il modo più intelligente per vivere la Val Ferret
Per una prima giornata sceglierei Planpincieux e il Rifugio Bonatti, usando la navetta per ridurre gli spostamenti in auto e lasciando spazio a una pausa senza fretta. Chi ha più allenamento può aggiungere la balconata verso Bertone, mentre i ciclisti troveranno nella strada della valle una salita panoramica da affrontare con ritmo regolare.
La sua forza sta nella varietà, ma proprio questa varietà può trarre in inganno. Un fondovalle accessibile non significa che ogni sentiero sia facile: quota, meteo e neve trasformano rapidamente il livello di difficoltà. Con una partenza anticipata, un itinerario realistico e un controllo delle condizioni aggiornate, questa valle offre una delle esperienze più complete ai piedi del Monte Bianco.