Basta lasciare Crissolo e seguire la strada verso l’alta Valle Po per ritrovarsi in una conca alpina dominata dalla piramide del Monviso. Pian della Regina, conosciuto anche come Pian Melzè, è un punto di partenza pratico per escursioni, ciaspolate e itinerari verso Pian del Re, ma richiede un minimo di organizzazione legata a quota, meteo e condizioni della strada.
Una base panoramica per vivere l’alta Valle Po
- Quota di circa 1.740-1.770 metri, nel territorio di Crissolo.
- Accesso semplice in auto dalla località piemontese, con disponibilità dei servizi variabile secondo la stagione.
- Passeggiata consigliata verso Pian del Re e le sorgenti del Po, in circa 2 ore tra andata e ritorno.
- Escursioni più impegnative verso il Lago Chiaretto, il Monte Ghincia Pastour e i rifugi del Monviso.
- In inverno si presta a sci di fondo, ciaspole e sci alpinismo, ma solo dopo aver verificato neve e viabilità.

Dove si trova e perché merita una visita
La località si trova nel comune di Crissolo, in provincia di Cuneo, all’interno dell’alta Valle Po e del settore piemontese delle Alpi Cozie. Il pianoro è posto a circa 1.740 metri di quota, ai piedi del Monviso, e dista all’incirca 4 chilometri dal centro del paese.
La sua forza sta nella posizione. Da qui il paesaggio cambia rapidamente, passando dai boschi della valle agli spazi aperti dell’alta montagna. Il panorama verso il Monviso e il Viso Mozzo è il motivo principale per cui molti escursionisti scelgono questa partenza, anche quando non hanno in programma una vetta.
Io lo considero un punto di equilibrio interessante. È più selvaggio e meno affollato del vicino Pian del Re, ma permette comunque di raggiungere in poco tempo alcuni dei luoghi più noti della Valle Po. Non bisogna però confondere la facilità di arrivo con la facilità degli itinerari: appena si abbandona il pianoro, la quota si fa sentire.
Come arrivare e cosa controllare prima di partire
Da Crissolo si sale lungo la strada provinciale che conduce verso Pian del Re. Il tratto finale arriva direttamente alla conca, dove si trovano il rifugio e le aree di sosta. La strada è normalmente percorribile nella bella stagione, ma chiusure temporanee, neve e limitazioni al traffico possono cambiare da un anno all’altro.
Prima di partire controllo sempre tre aspetti. Verifico l’apertura della strada presso il Comune o l’ufficio turistico, consulto il bollettino meteo e guardo lo stato dei sentieri se intendo salire oltre Pian del Re. In alta montagna anche una giornata soleggiata in valle può trasformarsi in vento forte, nebbia o temporali nel pomeriggio.
| Informazione | Dato indicativo | Cosa significa per il visitatore |
|---|---|---|
| Quota | Circa 1.740-1.770 m | Temperature più basse e acclimatamento necessario |
| Distanza da Crissolo | Circa 4 km | Accesso rapido in auto nella stagione consentita |
| Rifugio | A pochi minuti dal parcheggio | Possibilità di ristoro e informazioni, secondo apertura stagionale |
| Collegamento con Pian del Re | Circa 2,2 km | Passeggiata adatta a escursionisti con una preparazione normale |
Il rifugio locale è utile soprattutto per una pausa prima o dopo l’escursione, ma non lo considererei un servizio garantito tutto l’anno. Nei periodi meno frequentati conviene avere con sé acqua, cibo e abbigliamento di riserva, senza contare su bar o navette non confermati.
Le escursioni più accessibili dalla conca
Da Pian Melzè a Pian del Re
È il percorso che consiglierei per una prima visita. Il sentiero attraversa Pian Fiorenza e sale gradualmente fino a Pian del Re, con un dislivello positivo di circa 310-320 metri. Servono mediamente 55-65 minuti per la salita e poco meno di due ore per andata e ritorno, secondo il passo e le soste.
Da Pian del Re si può proseguire brevemente verso le sorgenti del Po, poste a circa 2.020 metri. L’intero giro fino alla sorgente richiede orientativamente 1 ora e 45 minuti o 2 ore tra andata e ritorno. Il terreno non è alpinistico, ma scarpe con suola scolpita restano la scelta giusta, soprattutto dopo la pioggia.
Il vallone dei Quarti e il Lago Chiaretto
Chi vuole un’escursione più montana può puntare verso il vallone dei Quarti e il Lago Chiaretto, uno degli specchi d’acqua più riconoscibili del gruppo del Monviso. Il colore turchese è suggestivo, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle fotografie: alcuni tratti possono essere sconnessi, innevati o difficili da seguire fuori stagione.
In primavera inoltrata la neve può rimanere a lungo nei valloni e vicino ai laghi. Io eviterei di affrontare questo itinerario con scarpe leggere da passeggio e senza una traccia aggiornata. Il periodo più semplice va generalmente dall’estate all’inizio dell’autunno, sempre con condizioni meteo favorevoli.
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Monte Ghincia Pastour e anelli panoramici
Un anello verso il Monte Ghincia Pastour permette di combinare panorama e dislivello, con itinerari che possono arrivare a circa 11 chilometri e 850 metri di salita. La difficoltà varia a seconda della variante, da escursionistica a per escursionisti esperti, soprattutto nei tratti più esposti o su terreno roccioso.
È una proposta adatta a chi cammina regolarmente e sa gestire tempi e orientamento. Per una giornata rilassata non sceglierei questo giro: tra soste, navigazione e terreno variabile possono servire circa 6-7 ore.
Il rapporto con il Monviso e i rifugi d’alta quota
La località è un accesso naturale all’area del Monviso, ma non è una scorciatoia per la vetta. Dal vicino Pian del Re partono i sentieri verso il rifugio Quintino Sella, mentre il Giro di Viso collega diversi rifugi e passi della zona con tappe di grande impegno fisico.
La salita al Monviso richiede esperienza alpinistica, allenamento e condizioni stabili. Il fatto che la via normale sia molto frequentata non la rende adatta a chiunque: ci sono roccia, dislivello, esposizione e orientamento da gestire. Per la cima valuterei una guida alpina, soprattutto se non si hanno già esperienza su itinerari oltre i 3.000 metri.
Per un’escursione di una giornata, il collegamento con Pian del Re o un itinerario verso i laghi è una scelta più equilibrata. Si assapora l’ambiente del Monviso senza trasformare una gita panoramica in un progetto alpinistico improvvisato.
Cosa fare in inverno e quale attrezzatura portare
In inverno il pianoro ospita attività legate alla neve, tra cui sci di fondo, ciaspolate e sci alpinismo. Il centro per lo sci nordico dispone di un anello di circa 2,5 chilometri, pensato soprattutto per la tecnica di pattinato e utilizzabile, con condizioni adatte, anche con le racchette da neve.
Per una ciaspolata semplice bastano abbigliamento termico, scarponi impermeabili, bastoncini e una lampada frontale. Se il percorso entra nei valloni o presenta pendii, aggiungerei artva, pala e sonda, ma solo sapendoli usare davvero. L’attrezzatura di sicurezza non sostituisce la valutazione del rischio valanghe.
- In estate portare giacca antivento, crema solare, acqua e strato caldo.
- In primavera e autunno verificare la presenza di neve nei tratti oltre Pian Fiorenza.
- In inverno consultare il bollettino valanghe e non seguire tracce isolate senza sapere dove conducono.
- Considerare che il segnale telefonico può essere irregolare nei valloni più incassati.
L’errore più comune è vestirsi in base alla temperatura di Crissolo. A quasi 1.800 metri il vento può abbassare rapidamente la temperatura percepita, mentre il sole riflesso dalla neve aumenta il rischio di scottature e disidratazione.
Come imposterei una giornata ben riuscita
Per una prima uscita arriverei presto, soprattutto nei fine settimana estivi, e inizierei con la camminata verso Pian del Re. Dopo aver raggiunto le sorgenti del Po, sceglierei se fermarmi oppure proseguire solo se il meteo e le energie lo consentono.
Per un programma più ambizioso partirei con una traccia già scaricata, una carta cartacea e un orario limite per il rientro. Il temporale pomeridiano è il vero vincolo della stagione calda: in caso di tuoni, lascerei creste e pendii aperti senza aspettare che il cielo peggiori.
Porterei con me almeno 1,5 litri d’acqua a persona per una giornata normale, qualcosa di energetico e un piccolo kit di primo soccorso. Il rifugio può rendere la giornata più comoda, ma la gita dovrebbe restare autosufficiente anche nel caso in cui fosse chiuso.
Il modo migliore per scoprire questa terrazza sul Monviso
La conca dà il meglio quando non la si usa soltanto come parcheggio per obiettivi più alti. Una passeggiata fino a Pian del Re è sufficiente per coglierne il paesaggio, mentre i sentieri verso laghi e montagne aggiungono quota e isolamento a chi ha più esperienza.
La mia scelta sarebbe semplice: estate o inizio autunno per i percorsi escursionistici, inverno solo con bollettino e attrezzatura adeguati. Così il Pian della Regina resta quello che dovrebbe essere, una porta accessibile e spettacolare sull’alta Valle Po, non un punto di partenza sottovalutato.