Via degli Dei in bici - tappe, MTB, gravel e tracce GPX

Due ciclisti affrontano un sentiero montano, godendosi un'avventura in bici sulla Via degli Dei.

Scritto da

Quarto Martino

Pubblicato il

21 lug 2026

Indice

Affrontare la Via degli Dei in bici significa collegare Bologna e Firenze attraversando circa 125-130 km di Appennino, tra sterrati, boschi, salite impegnative e discese tecniche. Io la considero un itinerario da preparare con attenzione: qui trovi la divisione delle tappe, le differenze tra mountain bike e gravel, le mappe da usare, l’equipaggiamento essenziale e gli errori che possono trasformare una bella traversata in una giornata complicata.

Le informazioni essenziali per organizzare la traversata

  • Distanza di circa 125-130 km tra Bologna e Firenze.
  • Dislivello positivo vicino ai 3.000 metri, con il punto più alto alle Banditacce, intorno ai 1.200 metri.
  • La mountain bike è la scelta più sicura; il gravel richiede una traccia specifica e pneumatici larghi.
  • La versione più equilibrata richiede 3 giorni, mentre 2 giorni sono adatti solo a ciclisti ben allenati.
  • Servono tracce GPX dedicate, navigazione offline e un kit completo per le riparazioni.

Due ciclisti affrontano un sentiero roccioso in montagna, godendosi un'avventura in bici sulla Via degli Dei.

Che percorso si affronta davvero tra Bologna e Firenze

La Via degli Dei parte idealmente da piazza Maggiore e arriva a piazza della Signoria, passando per Sasso Marconi, Badolo, Monzuno, Madonna dei Fornelli, il Passo della Futa, San Piero a Sieve, Bivigliano e Fiesole. Il percorso ufficiale misura circa 125-130 km, con un dislivello che varia in base alla traccia scelta ma si aggira sui 3.000 metri di salita.

Il punto più alto è nella zona delle Banditacce, a circa 1.200 metri. Non si tratta quindi di una semplice ciclovia collinare: ci sono tratti di strada bianca scorrevole, sentieri nel bosco, pietraie, rampe ripide e discese dove la velocità va gestita con prudenza.

La differenza più importante rispetto al cammino a piedi riguarda la ciclabilità. La traccia per bici evita alcuni passaggi troppo stretti o tecnici del percorso escursionistico e introduce varianti su asfalto o sterrato. Seguire il GPX pedonale con una bicicletta può portare su sentieri dove spingere diventa inevitabile, o addirittura dove il passaggio non è adatto al mezzo.

Lungo il tragitto si incontrano anche elementi storici notevoli, come i resti del basolato attribuito alla Flaminia militare, il cimitero germanico della Futa e i panorami sulle due regioni. Per me è proprio questo equilibrio tra storia, ambiente e guida tecnica a rendere il percorso più interessante di una normale traversata su strada.

Come dividere le tappe senza rovinarsi le gambe

Il sito ufficiale propone una suddivisione in tre tappe per mountain bike, adatta a chi ha una buona preparazione ma non cerca una gara contro il cronometro. Le distanze sono importanti, però consentono di pedalare con un ritmo sostenibile e di fermarsi nei punti panoramici.

Tappa Distanza indicativa Dislivello positivo Impegno
Bologna - Madonna dei Fornelli circa 46 km circa 1.340 m La più dura per le salite iniziali
Madonna dei Fornelli - San Piero a Sieve circa 40 km circa 670 m Più equilibrata, con discese da gestire
San Piero a Sieve - Firenze circa 41 km circa 1.010 m Lunga e impegnativa nella parte verso Fiesole

La prima giornata porta subito il gruppo a fare i conti con il dislivello. Le rampe verso Monte Adone e la zona di Monzuno possono pesare più dei chilometri, soprattutto se si parte troppo forte da Bologna. Io preferisco conservare energie nei primi 20 km, perché la tappa non concede un vero periodo di riscaldamento.

La seconda giornata è spesso la più piacevole, ma non va sottovalutata. Tra Madonna dei Fornelli, il Passo della Futa e San Piero a Sieve il fondo cambia spesso e le discese possono diventare scivolose con pioggia o foglie bagnate.

L’ultima tappa sembra più facile guardando la quota finale, ma la salita verso Monte Senario e Vetta le Croci arriva quando le gambe hanno già due giorni di viaggio. Chi non è abituato a pedalare per più giorni può dividere il percorso in quattro tappe, fermandosi una notte aggiuntiva nella zona di Monzuno o del Passo della Futa.

I due giorni sono una scelta da riservare a ciclisti esperti, capaci di affrontare circa 60-70 km al giorno su terreno misto e con molto dislivello. In caso di dubbi, considero più intelligente aggiungere una giornata che trasformare l’itinerario in una prova di sopravvivenza.

Mountain bike o gravel quale bici scegliere

La mountain bike con sospensione anteriore è la scelta più versatile. Una full suspended offre maggiore controllo sulle discese sconnesse, ma aumenta peso e complessità. Per la maggior parte dei ciclisti è sufficiente una front con pneumatici tassellati, rapporti agili e freni a disco in buone condizioni.

Per una mountain bike consiglierei gomme tubeless da almeno 2 pollici. Il sistema tubeless riduce il rischio di forature da pizzicatura e permette pressioni più basse, utili su pietre e radici. Non elimina però i tagli laterali, quindi è indispensabile portare almeno una camera d’aria di emergenza.

Il gravel è possibile, ma solo seguendo la traccia gravel dedicata. Servono pneumatici da almeno 45 mm, meglio se con un disegno realmente adatto allo sterrato. Un gravel leggero con gomme stradali può funzionare su alcuni tratti, ma diventa una scelta scomoda e poco sicura sulle discese sassose.

La bici elettrica amplia il pubblico, ma non cancella la difficoltà. Peso maggiore, autonomia da calcolare e gestione della batteria diventano fattori decisivi, soprattutto se si viaggia senza assistenza. Prima di partire verificherei la disponibilità di ricarica negli alloggi e sceglierei una modalità di assistenza moderata per non arrivare scarico alla tappa finale.

Leggi anche: Giro del lago di Molveno in bici - percorso e difficoltà

Il kit che porterei sempre

  • Pompa, due camere d’aria, leve cacciagomme e kit per riparazioni tubeless.
  • Multitool con smagliacatena, false maglie compatibili e piccola pinza.
  • Pastiglie freno di ricambio se sono già consumate e una maglia rapida per la catena.
  • Almeno 1,5-2 litri d’acqua per persona, aumentando la scorta nelle giornate calde.
  • Giacca impermeabile, guanti, occhiali e uno strato caldo per le zone sopra i 1.000 metri.

Lungo il percorso non bisogna contare sulla presenza di un negozio di biciclette a ogni paese. L’assistenza tecnica è più facilmente reperibile a Bologna, San Piero a Sieve e Firenze; nel resto dell’itinerario conviene essere autonomi per le riparazioni comuni.

Mappe e tracce GPX da usare senza perdersi

La segnaletica CAI con indicazioni bianche e rosse, spesso accompagnata dalla sigla VD, aiuta ma non sostituisce il navigatore. Incroci, varianti ciclabili e deviazioni temporanee possono non essere evidenti, soprattutto nei tratti vicino ai centri abitati.

Prima della partenza scaricherei entrambe le tracce ufficiali, quella MTB e quella gravel, direttamente dal sito della Via degli Dei. La traccia va salvata anche offline sul dispositivo, perché la copertura telefonica può diventare irregolare nei boschi e sui crinali.

Uso volentieri un ciclocomputer per seguire il percorso e tengo una seconda copia del GPX sul telefono. L’app Walk+ può essere utile per consultare mappe e informazioni del cammino, mentre una carta cartacea resta una buona assicurazione quando la batteria scende o il dispositivo si blocca.

Un errore frequente è importare una traccia trovata su una piattaforma qualsiasi senza controllare data, direzione e tipo di bici. Una registrazione personale può contenere passaggi non più praticabili, deviazioni private o scelte adatte all’enduro ma non a una bici carica. La mappa migliore è quella aggiornata e pensata proprio per il mezzo che si sta usando.

Quando partire e come organizzare la logistica

Le stagioni più gradevoli sono primavera e autunno, quando le temperature sono generalmente più gestibili e i boschi offrono il meglio. In estate partirei presto, portando acqua sufficiente e programmando le salite più esposte nelle ore meno calde.

L’inverno non è escluso, ma neve, ghiaccio, fango e giornate corte possono modificare radicalmente l’esperienza. Dopo piogge intense alcuni tratti diventano pesanti per le ruote e le discese richiedono molta più attenzione. Controllare le previsioni locali il giorno prima non è una formalità, ma parte della preparazione.

Gli alloggi lungo il percorso sono abituati ad accogliere escursionisti e ciclisti, ma la disponibilità non è infinita. Prenoterei con anticipo, soprattutto nei fine settimana primaverili, nei ponti e nei periodi di maggiore affluenza. Chiederei anche se esiste uno spazio sicuro per la bici e se è possibile lavarla o ricaricare una e-bike.

Bologna e Firenze sono collegate molto bene, ma il trasporto della bici va verificato prima dell’acquisto del biglietto. In generale i treni regionali sono la soluzione più pratica, mentre sui treni ad alta velocità valgono regole specifiche e spesso serve una bici smontata e riposta in una custodia.

Il trasporto bagagli può rendere il viaggio più leggero, ma non lo considererei indispensabile per tutti. Con una borsa da bikepacking compatta si può viaggiare autonomamente; se invece si sceglie un servizio di trasferimento, bisogna coordinare bene orari, strutture e punti di consegna.

Gli errori che fanno sembrare la Via degli Dei più difficile

Il primo errore è confondere la distanza con la difficoltà. 125 km non sono molti su strada, ma su sterrato, con salite brevi e ripide, fondo irregolare e bagaglio, la velocità media scende parecchio. Meglio ragionare in ore effettive di movimento e non soltanto in chilometri.

Il secondo è partire con una bici non controllata. Freni, copertoni, trasmissione e serraggi dovrebbero essere verificati almeno una settimana prima, così c’è tempo per sostituire ciò che è usurato. Arrivare alla prima salita con pastiglie consumate o gomme inadatte è un problema facilmente evitabile.

Molti sottovalutano anche il tratto finale verso Firenze. La discesa può invitare a lasciarsi andare, ma stanchezza e fondo variabile riducono i margini di errore. Io terrei una guida fluida, senza inseguire il ritmo del gruppo, e scenderei dalla bici nei passaggi che non sento sicuri.

Infine, non imposterei il viaggio come una gara. La Via degli Dei dà il meglio quando lascia spazio a una sosta a Monte Adone, a una visita al basolato romano o a un pranzo in un piccolo paese. Se il programma è troppo tirato, sono proprio gli elementi che rendono memorabile il percorso a sparire per primi.

La scelta più sensata per godersi ogni chilometro

Per la maggior parte dei ciclisti la formula migliore è una mountain bike, tre giorni, traccia GPX ufficiale e pernottamenti prenotati. Il gravel resta una splendida alternativa per chi sa guidare bene su fondi sconnessi e accetta di gestire con più attenzione i tratti tecnici.

Partirei con una preparazione concreta, composta da uscite di 50-70 km con almeno 800-1.200 metri di dislivello e da un fine settimana consecutivo in sella. Non serve allenarsi come per una gara, ma bisogna abituare gambe, mani e schiena a più ore di guida per due o tre giorni.

Con una traccia aggiornata, una bici adatta e un ritmo realistico, il collegamento tra Bologna e Firenze diventa un viaggio completo, non soltanto una lunga escursione. È questa, secondo me, la maniera giusta di affrontarlo: pedalare abbastanza da conquistare l’Appennino, ma lentamente quanto basta per ricordarsi perché si è partiti.

Domande frequenti

La divisione più equilibrata prevede 3 giorni: Bologna-Madonna dei Fornelli, Madonna dei Fornelli-San Piero a Sieve e San Piero a Sieve-Firenze. I 2 giorni sono adatti solo a ciclisti esperti, capaci di pedalare per 60-70 km al giorno su terreno misto e con molto dislivello.

La mountain bike front con pneumatici tassellati è la scelta più versatile e sicura, mentre una full suspended offre più controllo sui tratti sconnessi. La gravel è possibile soltanto con la traccia dedicata e pneumatici di almeno 45 mm, perché alcune discese sassose sono poco adatte a gomme stradali.

È consigliabile scaricare dal sito ufficiale sia la traccia MTB sia quella gravel, scegliendo quella adatta alla propria bici. Il GPX va salvato offline sul ciclocomputer e sul telefono; la segnaletica CAI con la sigla VD è utile, ma non sostituisce la navigazione.

Il kit essenziale comprende pompa, due camere d'aria, leve cacciagomme, riparazioni tubeless, multitool con smagliacatena, false maglie e una maglia rapida. Servono inoltre 1,5-2 litri d'acqua a persona, giacca impermeabile, guanti, occhiali e uno strato caldo per le quote superiori ai 1.000 metri.

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Quarto Martino

Quarto Martino

Mi chiamo Quarto Martino e da 9 anni mi dedico con passione a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. Quella che è iniziata come una curiosità si è trasformata in un vero e proprio stile di vita, portandomi a condividere le mie esperienze e conoscenze attraverso ceepo.it. Amo analizzare le ultime tendenze, confrontare informazioni e tradurre argomenti complessi in contenuti chiari e accessibili, sempre con l'obiettivo di fornire un punto di riferimento affidabile e aggiornato per chi, come me, vive queste passioni intensamente.

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