Pedalare tra le acque delle Valli di Comacchio è un’esperienza molto diversa dalla classica ciclabile urbana. La nuova pista sull’argine permette di attraversare il paesaggio lagunare, ma per orientarsi servono una mappa aggiornata, un’idea chiara delle distanze e qualche attenzione agli accessi regolamentati. Qui raccolgo il percorso, i punti di riferimento, i diversi anelli e le indicazioni pratiche per organizzare l’uscita.
La mappa giusta cambia completamente l’esperienza
- 5,4 km per il tratto più spettacolare sull’Argine degli Angeli.
- Circa 55 km per il grande anello intorno alle Valli di Comacchio.
- Comacchio, Bellocchio e Sant’Alberto sono i riferimenti più utili per orientarsi.
- Il percorso alterna asfalto, sterrato e strade a traffico promiscuo.
- Gli orari di accesso e le eventuali chiusure vanno controllati prima della partenza.

Dove passa davvero la nuova ciclabile delle Valli
Quando si parla di nuova ciclabile nelle Valli di Comacchio, spesso si fa riferimento all’Argine degli Angeli, il tratto che attraversa le acque tra la stazione di pesca di Bellocchio e Volta Scirocco. È lungo circa 5,4 chilometri e corre sull’argine che separa Valle Lido di Magnavacca e Valle Furlana.
Non è però una pista isolata. Il tratto sull’acqua fa parte della più ampia Ciclovia delle Valli di Comacchio, un itinerario ad anello di circa 55 chilometri che può essere affrontato partendo da Comacchio, dai Lidi o da Sant’Alberto. La mappa va quindi letta come una rete di percorsi collegati, non come una singola linea rettilinea.
Nel grande anello compaiono alcuni punti di riferimento fondamentali: Comacchio, Foce, il Casone Donna Bona, Boscoforte, l’Argine Agosta, Sant’Alberto, Bellocchio, Lido di Spina, Lido degli Estensi e Porto Garibaldi. Io uso questi luoghi per dividere il tragitto in blocchi, perché seguire soltanto i chilometri può essere fuorviante in un territorio dove vento e fondo incidono più del dislivello.
Come leggere la mappa e scaricare la traccia
La cartografia turistica delle Valli mostra diversi tipi di fondo e di collegamento. La distinzione più importante è tra pista ciclabile, strada a traffico promiscuo e percorso non asfaltato. Quest’ultima informazione è decisiva se si viaggia con una bici da corsa o con pneumatici molto stretti.
Nella legenda conviene cercare anche i simboli relativi a cancelli, traghetti, punti ristoro, torrette di birdwatching, noleggi e casoni di valle. Sono dettagli pratici che trasformano una semplice mappa in uno strumento per costruire una giornata realistica, soprattutto perché alcuni tratti hanno pochi servizi e poca ombra.
Il portale del Parco del Delta del Po mette a disposizione anche la traccia in formato GPX e KMZ per l’itinerario. Il GPX è utile per smartphone e ciclocomputer, mentre il KMZ può essere aperto in applicazioni cartografiche che gestiscono livelli e punti di interesse. La traccia digitale aiuta, ma non sostituisce i cartelli e gli avvisi sul posto.
Prima di partire scarico sempre la mappa offline e imposto almeno due punti di rientro. Nelle Valli il segnale può essere meno affidabile vicino agli argini e, se una sezione viene temporaneamente chiusa, il navigatore tende a proporre deviazioni su strade non adatte alle biciclette.
Tre itinerari per scegliere la distanza giusta
| Itinerario | Distanza indicativa | Per chi è adatto | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Argine degli Angeli | 5,4 km | Prima esperienza e fotografia naturalistica | Tratto scenografico sull’acqua, accesso regolamentato |
| Anello piccolo | Poco più di 30 km | Famiglie e uscite di mezza giornata | Pianeggiante, con diverse occasioni di sosta |
| Grande anello delle Valli | Circa 55 km | Ciclisti allenati e gravel rider | Asfalto, sterrato e tratti su viabilità promiscua |
Il tratto breve sull’acqua
Se vuoi vedere la parte più particolare senza impegnarti per l’intera giornata, scegli l’Argine degli Angeli. Il paesaggio è aperto, quasi senza elementi urbani, e la visuale sulle lagune rende il tratto molto più memorabile di quanto suggeriscano i pochi chilometri.
L’anello piccolo
Il giro di poco superiore ai 30 chilometri è la soluzione più equilibrata per chi viaggia con bambini o vuole alternare bicicletta e visite. Partendo da Comacchio si può pedalare verso le Valli, fermarsi nei pressi delle stazioni di pesca e rientrare senza trasformare l’escursione in una prova di resistenza.
Leggi anche: Come funziona Wikiloc per scegliere e seguire un percorso
Il grande anello
Il percorso completo richiede più tempo e una buona gestione delle soste. I 55 chilometri sono quasi completamente pianeggianti, ma il vento può rendere impegnativa la seconda metà, soprattutto quando soffia contrario lungo gli argini esposti.
Fondo, bicicletta e difficoltà da non sottovalutare
La difficoltà altimetrica è bassa, perché il territorio è piatto. Il vero impegno arriva dal fondo sterrato, dal vento e dall’assenza di ripari. Per questo considero una gravel, una trekking bike o una mountain bike la scelta più versatile.
Una bici da corsa può affrontare solo le varianti prevalentemente asfaltate, ma non è la soluzione che consiglierei per il grande anello. Con coperture da almeno 35-40 millimetri si viaggia più tranquilli sui tratti compatti e si riduce il rischio di forature o perdita di controllo.
Il tratto sull’argine ha un limite di velocità di 15 km/h ed è riservato a pedoni e biciclette. Non è una pista da percorrere ad alta velocità: il suo valore sta nella lentezza, nell’osservazione degli uccelli e nella possibilità di fermarsi senza disturbare l’ambiente.
Porterei con me almeno 1,5 litri d’acqua a persona, una camera d’aria di ricambio, pompa, crema solare e una giacca leggera antivento. Nei mesi caldi il problema non è solo la temperatura, ma la combinazione di sole riflesso dall’acqua e scarsa ombreggiatura.
Orari, accessi e controlli prima della partenza
L’Argine degli Angeli ha accessi regolati da cancelli. Gli orari indicati dal Parco sono dalle 7.30 alle 20.00 dal 20 marzo al 20 settembre e dalle 8.00 alle 17.00 dal 21 settembre al 19 marzo.
Gli orari possono cambiare per pioggia, attività di pesca o esigenze ambientali. Prima di partire controllerei sempre gli avvisi ufficiali, soprattutto dopo giornate molto piovose o durante periodi con interventi di manutenzione.
- È consentito il transito a pedoni e ciclisti.
- I cani possono accompagnare il ciclista solo al guinzaglio.
- Sono vietati veicoli a motore, campeggio, fuochi e abbandono di rifiuti.
- Il collegamento da Lido degli Estensi e Lido di Spina passa dal percorso verso Bellocchio e utilizza un sottopasso della SS Romea.
- Eventuali cancelli chiusi non vanno aggirati, nemmeno con la bicicletta a mano.
Un errore frequente consiste nel considerare l’anello completamente ciclabile e separato dal traffico. In realtà alcuni collegamenti sono su strade a viabilità promiscua, quindi è importante controllare la legenda e non affidarsi soltanto al colore della traccia sulla mappa.
La scelta che farei per una prima uscita nelle Valli
Per una prima giornata sceglierei un percorso da 30-35 chilometri con partenza da Comacchio, lasciando il grande anello completo a una seconda uscita. In questo modo si può inserire il tratto più spettacolare, prevedere una sosta e mantenere abbastanza tempo per visitare il centro storico o una stazione di pesca.
Chi vuole invece concentrarsi soltanto sul paesaggio lagunare può puntare sull’Argine degli Angeli, verificando prima l’apertura dei cancelli e le condizioni del fondo. La mappa migliore, in questo territorio, non è quella con più strade ma quella che indica chiaramente accessi, fondo, servizi e alternative.
Con una traccia offline, una bicicletta adatta allo sterrato e un controllo degli avvisi il giorno stesso, le Valli diventano una delle uscite cicloturistiche più interessanti dell’Adriatico settentrionale. La distanza conta, ma qui contano ancora di più il vento, gli orari e il rispetto di un ambiente che si lascia attraversare soltanto a ritmo lento.