Il giro del lago di Molveno in bici è un itinerario panoramico di circa 10-12 km, perfetto per scoprire le rive del lago senza affrontare una lunga escursione alpina. In questo articolo trovi dati pratici, descrizione del percorso, indicazioni per leggere la mappa, scelta della bici, difficoltà reali e una variante verso il lago di Nembia. La mia raccomandazione è semplice: affrontalo con una mountain bike o una bici ibrida, non con una bici da corsa.
La traccia giusta rende il giro molto più piacevole
- Distanza: circa 10-12 km, a seconda del punto di partenza e delle varianti.
- Dislivello: normalmente compreso tra 120 e 220 metri.
- Durata: da 1 ora e 30 minuti a 2 ore e 30 minuti, escluse le soste.
- Fondo: sterrato compatto, sentiero nel bosco, prato e brevi tratti asfaltati.
- Bici consigliata: MTB, trekking bike o e-bike con copertoni adatti allo sterrato.

Il percorso intorno al lago e i numeri da conoscere
La partenza più pratica è nella zona del Lido di Molveno o dei campeggi sul lato settentrionale. Da qui si segue il lungolago tra prati e spiagge, poi il tracciato entra nel bosco e raggiunge i punti panoramici dei Fortini di Napoleone e del Ponte Romano.
La parte più suggestiva arriva proprio quando il sentiero si allontana dalle zone più frequentate. La riva diventa più selvaggia, l’acqua cambia colore con la luce e si incontrano radici, sassi e brevi saliscendi. Non è un percorso duro dal punto di vista atletico, ma richiede un minimo di attenzione nella guida.
| Parametro | Valore indicativo | Cosa significa |
|---|---|---|
| Lunghezza | 10,3-12,3 km | Le differenze dipendono dalla traccia GPS e dall’accesso scelto. |
| Dislivello positivo | 120-220 m | Ci sono brevi salite, ma non una salita lunga e continua. |
| Tempo in movimento | 1 h 30-2 h 30 | Con fotografie e soste al lago serve facilmente mezza giornata. |
| Fondo | Misto | Non è una ciclabile asfaltata continua. |
Il giro viene spesso descritto come facile, e lo è se parliamo di impegno fisico. La valutazione cambia in sella, perché alcuni passaggi sono stretti o sconnessi. Io lo definirei un itinerario facile per chi ha già un minimo di dimestichezza con lo sterrato, non un tragitto completamente pianeggiante adatto a qualsiasi bicicletta.
Come seguire la traccia senza perdersi
Il tracciato principale procede lungo la riva, ma le mappe disponibili non sono tutte identiche. Alcune registrano poco più di 10 km, altre superano i 12 km perché includono l’accesso dal parcheggio, piccoli raccordi o deviazioni nei pressi della strada statale.
La sequenza dei punti principali
- Lido o area campeggi: è il punto più comodo per iniziare e trovare parcheggi, servizi e spazi per una prima sosta.
- Riva settentrionale: il fondo è generalmente semplice e consente di prendere confidenza con la bici.
- Fortini di Napoleone e Ponte Romano: sono i riferimenti migliori per controllare di essere sulla traccia corretta.
- Sponda orientale e meridionale: il percorso diventa più boscoso, con brevi tratti tecnici e qualche passaggio sopra la strada.
- Ritorno verso Molveno: si alternano sentiero, brevi raccordi asfaltati e discese verso il punto di partenza.
Prima di partire scaricherei la traccia GPX sul telefono e la renderei disponibile offline. Il GPS è utile soprattutto nei punti in cui il sentiero sale leggermente rispetto alla riva o incrocia la viabilità. Non seguirei però la traccia alla cieca: cartelli locali, transenne e condizioni del terreno hanno sempre la precedenza.
Un errore frequente consiste nel confondere il giro completo con il semplice lungolago vicino al centro. Il primo è un itinerario misto, con tratti naturali e qualche passaggio da affrontare lentamente. Se viaggi con bambini piccoli o con un rimorchio, controlla prima l’intero profilo: i tratti più sconnessi possono rendere necessario scendere e spingere la bici.
Quale bici usare e quanto è davvero difficile
La scelta più equilibrata è una MTB front, anche con sospensione anteriore semplice. Va bene anche una bici trekking con copertoni scolpiti e abbastanza larghi. Una e-bike è utile non tanto per la distanza, quanto per superare con più tranquillità i saliscendi e arrivare alla fine senza trasformare una gita panoramica in un test di resistenza.
- Mountain bike: la soluzione migliore sui tratti con radici, sassi e terreno umido.
- Bici ibrida o trekking: adatta quando il terreno è asciutto e si procede con calma.
- Gravel: possibile per ciclisti esperti, ma sceglierei pneumatici larghi e non troppo lisci.
- Bici da corsa: poco adatta, perché il fondo non è continuo e alcuni passaggi possono danneggiare ruote e copertoni.
- Rimorchio per bambini: lo eviterei sui tratti naturali più ripidi o sconnessi.
In discesa conviene moderare la velocità prima delle curve e lasciare spazio a pedoni e famiglie. Il percorso è frequentato anche da chi cammina, quindi non lo considero un terreno da affrontare cercando la prestazione. La parte tecnica è breve, ma la prudenza conta più della velocità media.
Porterei con me almeno una camera d’aria di riserva, una pompa, un kit per le forature e una borraccia da 750 ml. Le fontane e i punti di ristoro non sono distribuiti in modo uniforme lungo il percorso, mentre nei mesi caldi il sole può farsi sentire anche vicino all’acqua.
Quando partire e come organizzare la giornata
Il periodo più semplice va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando sentieri e servizi sono generalmente più accessibili. In estate partirei presto, soprattutto nei fine settimana: le aree del Lido e le rive più vicine a Molveno possono diventare affollate e il fondo viene percorso anche da molti pedoni.
Dopo piogge intense valuterei con attenzione la partenza. Radici e sassi diventano scivolosi, mentre alcuni tratti erbosi trattengono acqua e fango. In caso di temporali annunciati, meglio rimandare: il giro è breve, ma non offre sempre una fuga immediata verso una strada asfaltata.
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Una gestione pratica delle soste
Per una pedalata continua bastano meno di due ore a ritmo tranquillo. Io metterei in conto almeno tre ore, perché i punti panoramici meritano una pausa e il lato più selvaggio del lago invita a fermarsi spesso.
- Partenza al mattino per trovare meno traffico sui sentieri.
- Controllo del meteo e della traccia prima di lasciare Molveno.
- Borraccia, protezione solare e una giacca leggera anche in estate.
- Pranzo o merenda vicino al Lido, dove i servizi sono più concentrati.
Se il lago è molto frequentato, sceglierei un giorno feriale oppure la prima parte della mattina. Il vantaggio del percorso è proprio la sua accessibilità, ma questa è anche la ragione per cui nei periodi di punta non ci si trova mai completamente soli.
La variante verso il lago di Nembia
Chi vuole trasformare la passeggiata in una vera uscita in bici può aggiungere il lago di Nembia. Una delle tracce più utilizzate misura circa 13,7 km e presenta all’incirca 287 metri di salita, quindi è sensibilmente più impegnativa del solo anello di Molveno.
La variante alterna sterrato, strada asfaltata e brevi salite. È una buona scelta per una e-bike o per chi possiede una preparazione discreta, ma richiede attenzione in corrispondenza degli incroci con la SS421. Non la proporrei come semplice estensione per bambini piccoli, soprattutto se il gruppo non è abituato a pedalare su strade aperte al traffico.
Il vantaggio è paesaggistico. In una sola uscita si osservano due laghi molto diversi, con Nembia più raccolto e silenzioso rispetto alla zona balneare di Molveno. Per completare entrambi i laghi senza fretta, considererei una mezza giornata piena e non soltanto il tempo indicato dal GPS.
La decisione più importante è scegliere il ritmo giusto
Il giro del lago funziona quando lo si affronta come un itinerario panoramico, non come una gara. Con una MTB o una bici ibrida, una traccia offline e qualche ora libera, offre un ottimo equilibrio tra movimento, bosco e paesaggio dolomitico.
La mia configurazione ideale è partire dal Lido, pedalare in senso orario, fermarsi ai Fortini e al Ponte Romano, poi completare la sponda più tranquilla con calma. Se il terreno è bagnato o il gruppo è poco allenato, meglio rinunciare alla variante di Nembia e godersi il percorso principale senza forzare.
Prima di salire in sella controlla sempre la situazione locale, l’eventuale presenza di lavori o divieti temporanei e l’apertura dei servizi. Con queste semplici verifiche, la pedalata intorno al lago di Molveno resta una delle uscite più accessibili e appaganti dell’Altopiano della Paganella.