Tra le attrazioni della Valle di Tures, il castello di Campo Tures è una tappa che unisce storia, paesaggio e attività all’aperto. In questa guida racconto cosa vedere, quanto costa la visita nel 2026, come raggiungere la rocca e come inserirla in un itinerario tra borghi, sentieri e ciclovie dell’Alto Adige.
Le informazioni essenziali per organizzare la visita
- Castel Tures risale agli inizi del XIII secolo e sorge su uno sperone tra la Valle di Tures e la Valle Aurina.
- Gli interni sono visitabili solo con guida, mentre torre e mostre possono essere accessibili senza accompagnamento nella stagione estiva.
- Nel 2026 il biglietto guidato costa 15 € in estate e 12 € nella stagione invernale per gli adulti.
- Dal paese si arriva al castello con una breve salita di circa 200 metri dopo il ponte.
- La visita si abbina bene a una giornata outdoor verso le Cascate di Riva, Riva di Tures o la ciclabile della Val Pusteria.

Perché Castel Tures merita la salita
Castel Tures, chiamato anche Castel Taufers o Burg Taufers, non è una semplice rovina panoramica. È una fortezza medievale ancora leggibile nei suoi ambienti, nelle torri, nei camminamenti e negli arredi, con una posizione che controllava il passaggio tra Valle di Tures e Valle Aurina.
La costruzione principale risale agli inizi del XIII secolo. Il nucleo originario comprendeva il mastio, cioè la torre difensiva principale, e una torre abitabile; nei secoli successivi il complesso fu ampliato con edifici residenziali, fortificazioni, ponti levatoi e spazi di servizio.
Io lo trovo interessante soprattutto perché conserva un carattere abitativo. Le stanze rivestite in legno, le stufe in maiolica e gli arredi raccontano la vita quotidiana della nobiltà locale meglio di una collezione di oggetti isolati. La rocca appare imponente dall’esterno, ma la visita diventa davvero utile quando si osserva come una struttura militare sia stata trasformata in una residenza.
Cosa vedere durante la visita
La cappella e gli ambienti storici
La cappella conserva affreschi gotici del 1482 legati alla scuola di Friedrich Pacher e un crocifisso romanico di grande interesse. Non sono dettagli secondari: mostrano il passaggio da una fortezza essenziale a una dimora in cui arte e rappresentanza avevano un ruolo preciso.
Il percorso guidato attraversa diversi ambienti arredati, tra cui sale rivestite in legno, camere storiche, la cucina, il cortile interno e alcuni spazi legati alla vita del castello. Le descrizioni aiutano a distinguere ciò che appartiene alla struttura medievale da ciò che è stato aggiunto o restaurato in epoche successive.
Torri, cortile e camminamenti
Chi preferisce concentrarsi sull’architettura può osservare il mastio, i ponti levatoi, la fucina, la cisterna e i camminamenti di ronda. Dall’alto si aprono belle vedute sul paese e sulle montagne della valle, soprattutto nelle giornate limpide.
La visita libera della torre e delle mostre è più breve e meno completa di quella guidata. Per questo, se è la prima volta, sceglierei il percorso con guida: costa di più, ma permette di entrare negli ambienti che altrimenti restano esclusi.
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Le mostre del 2026
Dal 3 aprile al 1° novembre 2026 è prevista la mostra “Cacciatori e cacciati. La storia della caccia”. È un approfondimento coerente con la storia del territorio alpino e può interessare anche chi non visita abitualmente i musei, perché collega strumenti, pratiche e rapporto tra comunità montane e ambiente.
Orari e prezzi nel 2026
Gli orari cambiano molto tra bassa e alta stagione. Gli interni non sono visitabili in autonomia, quindi conviene arrivare con un piccolo margine rispetto all’orario scelto. Le visite guidate in italiano seguono questo calendario:
| Periodo | Visite in italiano |
|---|---|
| 3 aprile - 4 luglio 2026 | Ogni giorno alle 10, 12, 15 e 16 |
| 5 luglio - 31 agosto 2026 | Numerosi turni tra le 10 e le 16:45; visita notturna il martedì e il giovedì alle 21 |
| 1 settembre - 1 novembre 2026 | Ogni giorno alle 10, 12, 14 e 16 |
| 2 novembre - 5 dicembre 2026 | Ogni giorno alle 12 |
| 6 dicembre 2026 - 25 aprile 2027 | Ogni giorno alle 12 e alle 15 |
Per il percorso guidato degli interni, il biglietto ordinario è di 15 € da Pasqua a Ognissanti e di 12 € nel periodo invernale. Studenti e persone sopra i 65 anni pagano rispettivamente 12 € e 9 €, mentre per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni il costo è di 7 € in estate e 6 € in inverno.
Esiste anche un biglietto famiglia da 39 € in estate e 32 € in inverno per due adulti e due bambini sotto i 16 anni. Da Pasqua a Ognissanti è disponibile inoltre l’accesso senza guida a torre e mostre, con tariffa di 9 € per gli adulti e 6 € per ridotti e ragazzi.
Le tariffe e gli orari possono subire modifiche per eventi o esigenze organizzative. Prima di partire controllerei sempre l’aggiornamento pubblicato dall’Istituto dei Castelli, soprattutto nei giorni festivi e in bassa stagione.
Come arrivare e quanto tempo calcolare
Dal centro di Campo Tures si attraversa il ponte e, dopo circa 100 metri, si imbocca la strada segnalata sulla destra. Gli ultimi 200 metri sono in salita, ma non richiedono un’escursione vera e propria. Scarpe comode bastano nella maggior parte dei casi.
In auto, i posti immediatamente vicini all’ingresso sono limitati. Nei periodi affollati preferisco lasciare la macchina in paese e salire a piedi, evitando di perdere tempo cercando un parcheggio a pochi metri dalla rocca.
Per la visita guidata calcolerei un’ora e mezza o due ore complessive, includendo il percorso fino all’ingresso, il tour degli interni e qualche minuto per il panorama. Chi sceglie solo torre e mostre può fermarsi meno, ma avrà un’esperienza più orientata all’architettura che alla storia della residenza.
Come abbinarlo a un itinerario outdoor
La posizione rende Castel Tures particolarmente adatto a una giornata mista. Io lo visiterei al mattino, quando la luce sulle montagne è spesso più favorevole, e dedicherei il pomeriggio a un percorso nella valle.
- Cascate di Riva, scelta adatta a chi vuole una passeggiata scenografica senza affrontare un itinerario alpino impegnativo.
- Riva di Tures, più indicata per chi cerca paesaggi d’alta valle, silenzio e sentieri con maggiore dislivello.
- Ciclabile della Val Pusteria, soluzione pratica per combinare cultura e bici, lasciando il mezzo in sicurezza prima della breve salita al castello.
- Centro di Campo Tures, utile per una pausa e per completare la visita con le architetture e le tradizioni del borgo.
Non trasformerei però la visita in una semplice sosta tra due attività sportive. Gli ambienti interni meritano attenzione e il ritmo della guida è più lento di quello di una passeggiata panoramica. Se il programma include molti chilometri in bicicletta, meglio prenotare mentalmente almeno due ore dedicate al castello.
Gli errori da evitare prima di partire
Il primo errore è presentarsi pensando di poter visitare tutto liberamente. Le stanze interne sono accessibili solo con visita guidata, mentre il percorso autonomo riguarda soprattutto torre, cortile e mostre nei mesi previsti.
Il secondo è arrivare senza controllare la lingua e l’orario della guida. In estate l’offerta è ampia, ma in autunno e in inverno i turni italiani sono più ravvicinati e una partenza saltata può significare attendere diverse ore.
Infine, non porterei il cane negli interni. Gli animali possono accedere all’area esterna e, in alcune condizioni, alle mostre estive, ma non al percorso completo nelle sale arredate. Per una visita tranquilla conviene organizzarsi in anticipo.
Il modo migliore per vivere la rocca sopra la valle
Castel Tures funziona bene sia come attrazione culturale autonoma sia come punto di partenza per scoprire Campo Tures e la valle. La combinazione più equilibrata, secondo me, è visita guidata al mattino, pausa in paese e percorso outdoor nel pomeriggio.
La rocca non richiede preparazione tecnica, ma ripaga chi le dedica tempo. Più che limitarsi alla fotografia esterna, cercherei gli elementi che raccontano il passaggio da fortezza a residenza: la cappella, i rivestimenti lignei, le stufe, i cortili e la posizione strategica tra le due valli.