Alta Via dei Monti Liguri in MTB - itinerari e consigli

Ciclista in fuoristrada incontra mucche sull'Alta Via dei Monti Liguri MTB.

Scritto da

Eugenio Ferraro

Pubblicato il

25 apr 2026

Indice

Una traversata in mountain bike sull’Alta Via dei Monti Liguri richiede più della semplice traccia GPS: bisogna capire quali tratti sono davvero pedalabili, dove rifornirsi e come gestire dislivello, meteo e trasferimenti. Qui raccolgo gli itinerari più sensati, i riferimenti per le mappe, le difficoltà reali e l’attrezzatura che sceglierei per affrontare la dorsale ligure con criterio.

La traversata ligure diventa più semplice con una buona pianificazione

  • Oltre 400 km tra Ventimiglia e Ceparana, nell’area di Sarzana.
  • 43-44 tappe escursionistiche, ma non tutte sono adatte alla MTB senza modifiche.
  • Il punto più alto è il Monte Saccarello a 2.201 metri.
  • Per pedalare davvero conviene usare varianti ciclabili e non seguire ciecamente il sentiero escursionistico.
  • La combinazione migliore è carta 1:30.000, traccia GPX aggiornata e navigazione offline.

Ciclista su sentiero panoramico dell'Alta Via dei Monti Liguri per MTB, con vista su colline e mare.

Che cosa offre davvero l’Alta Via dei Monti Liguri in MTB

L’Alta Via segue lo spartiacque tra il versante tirrenico e quello padano, collegando le due estremità della Liguria. Il percorso attraversa Alpi Liguri e Appennino, con boschi, praterie d’altitudine, strade militari, mulattiere e lunghi tratti panoramici sul mare. La Regione Liguria indica una dorsale di più di 400 chilometri, segnalata con il caratteristico simbolo rosso-bianco-rosso con la sigla AV.

La prima cosa da capire è che non si tratta di una ciclabile continua. L’itinerario nasce come percorso escursionistico e solo alcuni segmenti sono adatti alla bici senza modifiche. In diversi punti si incontrano sentieri stretti, fondo sconnesso, rampe ripide e tratti da spingere, soprattutto quando si segue fedelmente la linea pensata per gli escursionisti.

Per questo io distinguerei sempre tra tre esperienze diverse:

  • la traversata escursionistica adattata alla MTB, con qualche tratto a piedi;
  • il percorso ciclabile su varianti sterrate, progettato per ridurre il portage;
  • gli anelli giornalieri costruiti attorno alle tappe più interessanti.

La guida MTB di Alta Via Info h24 divide il tracciato in sette sezioni geografiche e propone deviazioni pensate per mantenere la bici più spesso in sella. È un approccio molto più realistico della semplice importazione della traccia trekking su un dispositivo GPS.

Gli itinerari più interessanti da scegliere

Non tutti hanno il tempo o la voglia di affrontare l’intera dorsale. Io partirei da una sezione coerente con il proprio livello, invece di accumulare tappe lontane tra loro e trasformare l’uscita in una corsa contro l’orologio.

Zona Caratteristiche Per chi è adatta
Ventimiglia e Alpi Liguri Maggiore quota, ambienti alpini, salite dure e fondo più isolato Ciclisti allenati e abituati al bikepacking
Giogo di Giustenice e Colle del Melogno Boschi, sterrate militari e percorso di circa 9 km nella tappa 14 Buon punto di partenza per una prima uscita
Colle del Melogno e Beigua Crinali aperti, vento, panorami marini e alternanza di sterrato e asfalto Mountain biker con discreta esperienza tecnica
Appennino genovese Saliscendi continui, boschi e collegamenti con passi stradali Chi preferisce itinerari flessibili e facilmente accorciabili
Aveto e Levante ligure Terreno più appenninico, passaggi remoti e logistica meno immediata Ciclisti esperti, meglio con supporto logistico

La tappa tra Giogo di Giustenice e Colle del Melogno è una delle proposte più accessibili per iniziare. Italia.it la presenta come itinerario ciclabile di difficoltà media e suggerisce una e-MTB oppure una buona esperienza, perché il fondo e i dislivelli non sono banali nonostante la distanza contenuta.

Per una traversata completa, invece, calcolerei in modo prudente 8-12 giornate effettive di pedalata, a seconda del bagaglio, delle varianti e del numero di tratti da spingere. Una media teorica di 50 chilometri al giorno dice poco su questa dorsale: qui contano molto più il dislivello, il fondo e la disponibilità di acqua.

Come usare mappe e tracce GPX senza perdersi

La mappa giusta non serve solo a sapere dove passa la linea AV. Serve a capire quali strade permettono di rientrare a valle, dove si trovano i passi, quali centri abitati offrono rifornimenti e quanto è lunga una possibile via di fuga.

La combinazione che funziona meglio

  • Carta escursionistica cartacea in scala 1:25.000 o 1:30.000 per leggere morfologia, valichi e sentieri secondari.
  • Traccia GPX specifica per MTB, non la sola traccia dell’Alta Via a piedi.
  • App offline con mappe scaricate prima della partenza.
  • Secondo dispositivo o power bank per affrontare giornate lunghe lontano dai centri abitati.

Le quattro carte in scala 1:30.000 dedicate all’Alta Via sono una base utile per la traversata completa. La carta regionale dei percorsi escursionistici è preziosa per i raccordi, ma non la userei da sola per decidere se un sentiero è ciclabile.

Prima di partire controllo sempre tre elementi della traccia. Verifico che il file sia recente, confronto il percorso con la viabilità visibile sulla mappa e guardo i commenti degli ultimi utenti quando disponibili. Una linea GPX può essere tecnicamente corretta ma riferirsi a un passaggio oggi chiuso, franato o troppo stretto per una bici carica.

Il segnavia AV non basta

Il segnale rosso-bianco-rosso aiuta a seguire la dorsale, ma non distingue il tratto pedalabile da quello adatto soltanto agli escursionisti. Il mio consiglio è semplice: quando la traccia ufficiale entra su un sentiero con pendenza estrema o fondo instabile, bisogna avere già individuato una variante su sterrata o strada militare.

Dislivello, fondo e livello tecnico da aspettarsi

L’errore più comune è valutare l’itinerario solo in base ai chilometri. Un tratto di 35 chilometri sull’Alta Via può richiedere più energie di un giro stradale quasi doppio, perché alterna salite brevi e dure, discese lente su pietre e continui cambi di ritmo.

Io considererei necessario un livello almeno intermedio per le sezioni più semplici e un livello intermedio-avanzato per la traversata. Non serve essere un atleta, ma bisogna saper controllare la bici su fondo smosso, affrontare rampe sconnesse e gestire qualche tratto a piedi con la bici al fianco.

Elemento Impatto pratico
Strade militari e sterrate Generalmente pedalabili, ma spesso lunghe e con fondo irregolare
Sentieri escursionistici Possibili passaggi tecnici, strettoie e portage
Crinali esposti al vento Riduzione della velocità e maggiore consumo energetico
Dislivello frammentato Molti saliscendi che affaticano più di una salita regolare
Tratti isolati Maggiore importanza di acqua, cibo e piano alternativo

Una front suspended è sufficiente per le varianti scorrevoli, mentre una full suspended da 120-140 mm offre più controllo nei tratti rocciosi. Preferisco pneumatici tubeless da almeno 2,35 pollici, rapporti agili e freni in perfetta efficienza. La bici ideale non è quella più leggera in assoluto, ma quella che resta prevedibile quando il terreno peggiora.

Quando partire e come organizzare la logistica

Le finestre più equilibrate sono in genere maggio-giugno e settembre-ottobre. In primavera bisogna mettere in conto fango e residui di neve sulle quote maggiori; in estate il problema si sposta sul caldo, sull’esposizione dei crinali e sulla minore affidabilità delle fonti d’acqua.

Nei mesi caldi partirei con almeno 2-3 litri d’acqua, aumentando la scorta nelle tappe più isolate. Non darei mai per certa una sorgente indicata sulla carta: può essere asciutta, difficile da raggiungere o non potabile. Meglio verificare sul posto e portare un sistema di trattamento.

Leggi anche: Alpe d'Huez in bici - dati, tempi e consigli per i 21 tornanti

Traversata completa o sezioni separate

La traversata integrale ha senso per chi ama il bikepacking e accetta una logistica impegnativa. Bisogna pianificare pernottamenti, rifornimenti, recupero in caso di maltempo e trasporto fino alla partenza o dal punto di arrivo.

Per la maggior parte dei ciclisti trovo più efficace organizzare weekend di due o tre giorni. In questo modo si possono scegliere le sezioni panoramiche, lasciare l’auto in punti strategici e interrompere il viaggio senza compromettere tutta la pianificazione.

  • Individua ogni 40-60 km un possibile punto di rifornimento o rientro.
  • Controlla in anticipo gli orari di eventuali autobus e treni locali.
  • Porta cibo per almeno una mezza giornata oltre il previsto.
  • Comunica a qualcuno il percorso e l’orario stimato di arrivo.
  • Scarica le mappe prima di entrare nelle zone senza copertura.

La Liguria cambia rapidamente con nebbia, temporali e vento. Se il crinale sparisce nella nuvola o il fondo diventa impraticabile, accorciare la tappa è una scelta intelligente, non una rinuncia.

Attrezzatura e errori che eviterei

Per una giornata servono casco, guanti, kit tubeless, pompa, camera d’aria di emergenza, multitool, maglie rapide per la catena e una luce posteriore. Aggiungerei una giacca impermeabile leggera, anche con previsioni buone, perché sulle quote alte il cambio di temperatura può essere brusco.

Con una e-MTB sceglierei una batteria da 500-750 Wh e userei l’assistenza in modo progressivo. Il peso della bici e del bagaglio si sente soprattutto nei tratti da spingere, quindi una batteria più grande non risolve ogni problema. Serve comunque una strategia di ricarica e, quando possibile, una modalità di riserva.

Gli errori che vedo più spesso nella preparazione sono tre. Il primo è seguire la traccia escursionistica senza controllare il fondo; il secondo è partire con poca acqua; il terzo è programmare tappe troppo lunghe soltanto perché il dislivello complessivo sembra moderato.

Rispetto sempre escursionisti, cavalli e aree protette, rallentando nei passaggi condivisi. Nei parchi e sui sentieri locali possono esistere restrizioni stagionali o divieti specifici, quindi controllo le regole dell’area prima di imboccare una variante.

Il modo più sensato per trasformare la dorsale in un viaggio in bici

Per me l’Alta Via dà il meglio quando non viene trattata come una gara da completare a ogni costo. Sceglierei una sezione, scaricherei una traccia MTB verificata, preparerei una mappa cartacea e lascerei spazio per fermarmi davanti a un crinale, a un forte o a un borgo dell’entroterra.

La domanda decisiva non è quanti chilometri si riescono a fare, ma quanta autonomia si ha quando il percorso smette di essere scorrevole. Con questa mentalità, una hardtail o una e-MTB ben equipaggiata possono diventare il mezzo ideale per esplorare la Liguria più selvaggia, mantenendo il viaggio sicuro, flessibile e realmente piacevole.

Domande frequenti

No. È un percorso escursionistico di oltre 400 km, diviso in 43-44 tappe, con sentieri stretti, rampe ripide e tratti da percorrere a piedi. Per pedalare più a lungo conviene usare varianti su sterrate e strade militari.

Per una traversata completa sono realistiche 8-12 giornate effettive di pedalata. La durata varia in base a dislivello, bagaglio, fondo, varianti ciclabili e numero di tratti da spingere.

La combinazione più utile comprende una carta cartacea in scala 1:25.000 o 1:30.000, una traccia GPX specifica per MTB e mappe offline scaricate sul dispositivo. La traccia escursionistica ufficiale non basta per valutare la reale ciclabità dei sentieri.

Servono casco, guanti, kit tubeless, pompa, camera d’aria di emergenza, multitool, maglie rapide per la catena, luce posteriore e giacca impermeabile. Per la bici sono indicati pneumatici tubeless da almeno 2,35 pollici, rapporti agili e freni efficienti; una full suspended da 120-140 mm offre più controllo sui tratti rocciosi.

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Eugenio Ferraro

Eugenio Ferraro

Mi chiamo Eugenio Ferraro e da 4 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo del ciclismo, dell'outdoor e dei viaggi d'avventura. La mia passione per questi temi nasce dal desiderio di condividere esperienze autentiche e di rendere accessibili a tutti le meraviglie che si scoprono pedalando su sentieri inesplorati o avventurandosi in terre lontane. Qui su ceepo.it, mi impegno a raccontare storie, a fornire guide pratiche e a semplificare concetti complessi, sempre con un occhio di riguardo per l'accuratezza e l'aggiornamento delle informazioni. Il mio obiettivo è offrire contenuti utili e comprensibili, frutto di ricerca e confronto, per ispirare e accompagnare chiunque desideri vivere al meglio le proprie avventure.

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